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I racconti di Margaret Atwood

Racconti edizioni pubblica una nuova edizione di Fantasie di stupro, titolo originale Dancing queens, il libro di racconti di Margaret Atwood, uscito per la prima volta in Canada nel 1977 e apparso in Italia nel 1991 per La Tartaruga e nel 2000 per Baldini & Castoldi. La raccolta è composta da 14 racconti, che dopo quarant’anni non appaiono per niente invecchiati, avendo mantenuto i temi e le riflessioni che li attraversano una forte attualità.  

Nei racconti di Atwood sfila una galleria di donne in crisi, che cercano di dare un senso all’isolamento che modella in modo diverso i loro desideri. La protagonista di “Guerra in bagno” occupa il bagno in un orario generalmente riservato a un’altra inquilina. La protagonista di “Sottovetro” sogna invece di diventare come una delle piante della serra in cui lavora, per non confessare un fallimento personale: «Penso a loro; crescono silenziosamente, nascondendosi nel terreno secco, eventi minori, piccoli zero che non contengono altro che se stesse; nessun valore nutritivo, apparentemente rassicuranti e arrotondate, poi di colpo svaniscono. Mi chiedo quanto tempo ci voglia, come fanno».

Nella raccolta mantiene un’evidente centralità il racconto eponimo, Fantasie di stupro: quattro impiegate conversano durante una partita di bridge, quando una di loro, prendendo le mosse da un articolo di una rivista, propone alle altre di raccontare le proprie fantasie di stupro. Il tono dei racconti, per loro natura angoscianti, è smussato da un sense of humor persistente, nervoso, che sfocia in aperto sarcasmo. E il confine fra la natura prettamente erotica della fantasia e la natura violenta dello stupro si fa confuso fino quasi a scomparire.

Atwood restituisce un’immagine complessa e a tratti contraddittoria dei rapporti e dei desideri umani, con uno sguardo ampio che abbraccia il campo degli eventi, senza mai inseguire la sintesi a tutti i costi. Il prezzo da pagare sono storie non concilianti, complesse, che le hanno attirato più di una antipatia. Atwood è stata spesso contestata per le sue posizioni, anche recentemente, non solo per i suoi racconti. In un editoriale intitolato Am I a bad feminist? pubblicato dal The Globe and the Mail si è scagliata contro la «caccia alle streghe» verso gli accusati di violenza sulle donne, riferendosi alla vicenda di Steven Galloway, direttore del dipartimento di scrittura creativa di un’università di Vancouver, che era stato accusato di stupro e poi licenziato per accuse che al processo si sarebbero rivelate infondate. Riserve simili ha espresso anche sul Movimento #MeToo, il movimento femminista nato in seguito al caso Harvey Weinstein.

[Margaret Atwood terrà una lectio magistralis dal titolo “Tre carte dei tarocchi” a Firenze il prossimo 4 maggio alle 18.30, presso il cenacolo di Santa Croce, in occasione del Festival degli scrittori]