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CONSIGLI PER SCRIVERE SAGGI BREVI

La differenza tra un testo letterario e un saggio è che il primo mostra, il secondo dimostra. Come scrisse Aristotele nella Poetica: «Lo storico espone gli eventi reali, e il poeta quali fatti possono avvenire». Non è un discrimine tra invenzione e realtà: esistono saggi sugli unicorni e racconti autobiografici. È l’intenzione a essere diversa. La narrazione ha di mira gli eventi: tenta di fare accadere di nuovo, nella scrittura, quello che accade, è accaduto o sarebbe potuto accadere. Il saggio ha di mira la persuasione: per questo cerca una verità, astratta se riguarda le idee o le emozioni, oppure storica, nel senso più ampio del termine, se riguarda gli eventi.
TYPEE ospita saggi brevi, anzi brevissimi. Per gli Esordienti il limite è di 7000 battute.

Alcuni criteri che possono aiutare:

1. Le premesse devono essere certe. Perché un discorso sia efficace bisogna partire da quello che si sa con sicurezza sull’argomento e procedere secondo logica, anche acrobaticamente, ma con la massima precisione possibile. Studiare il discorso retorico antico aiuta a organizzare, governare e strutturare il discorso.

2. Metti a fuoco il tema.
Un saggio dice qualcosa su un argomento. E se dice qualcosa di nuovo è meglio. Il suo scopo è percorrerlo, esaminarlo, comunicare le proprie idee intorno a esso. La brevità dei saggi di TYPEE impone di concentrarsi su un unico tema.

3. Sviluppa la tesi. 
Il saggio propone una tesi, esplicita o meno. Il discorso deve procedere verso un’idea che contenga un elemento d’illuminazione, una conquista intellettuale, una verità sull’argomento preso in esame.

4. Il saggio è non-fiction.
In un saggio gli elementi che compongono il discorso in genere sono storicamente attestati e verificabili. Se in un saggio su Carver parlate di un romanzo che non ha mai scritto, state facendo qualcosa di diverso da un saggio.

5. Non fare il maestrino.
Un saggio non è uno sfoggio di cultura o di arguzia, per quanto entrambe non guastino. E preferibilmente non parla di ciò che è risaputo, ma insegue qualcosa di nuovo: mostra quello che era sotto gli occhi di tutti, ma che nessuno aveva visto.

6. Mostra le connessioni.
Per sostenere una tesi, l’autore illustra tutta una rete di relazioni, di cui è lo scopritore e l’investigatore. Il saggio è una forma d’indagine che, collegando elementi diversi, suggerisce una verità nuova.

7. Documentarsi è importante.
Un saggio usa, cita e rende grazie agli studi che lo precedono. La cultura personale non basta. Documentarsi su quello che è stato scritto intorno allo stesso oggetto prima di noi evita di scrivere stupidaggini o di riscrivere in peggio opinioni già espresse.

8. Coltiva lo stile.
Il saggio non deve necessariamente divertire o emozionare, ma non è vietato, anzi. La noia è di ostacolo alla persuasione. 

9. Correggi e rileggi.
Un testo trascurato è raramente interessante. Errori e refusi allontanano chi legge. La cura degli elementi del discorso scritto – punteggiatura, lessico, sintassi – è importante perché la precisione e la chiarezza sono il tuo obbiettivo.

10. Cerca la sintesi.
Ragionare in termini di brevità permette di definire meglio quello che si vuole dire e riduce il rischio di esporsi a obiezioni. Lavorare sul testo nella direzione della sottrazione e della sintesi aiuta a rendere il testo più chiaro ed efficace.