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Thomas Ligotti, Nottuario (il Saggiatore)

“Noctuary” di Thomas Ligotti usciva negli Stati Uniti nel 1994. Il libro, una silloge di racconti che rappresentano per molti un modello di weird fiction, cioè di narrativa grottesca e inquietante, è stato recentemente pubblicato da il Saggiatore ed è per la prima volta disponibile in italiano nella traduzione di Luca Fusari. Ligotti che è nato a Detroit, in Michigan, nel 1953 ha vinto tre Bram Stoker Award (il premio assegnato annualmente dalla HWA al miglior libro horror dell’anno ). Nottuario ha il gran pregio di non ammiccare mai al lettore, né a sé stesso. I racconti sono divisi in tre sezioni: Studi nell’ombra, Discorso sull’oscurità, Taccuino notturno. Gli echi della tradizione nelle visioni di Ligotti sono molti, e diversamente declinati: più espliciti i riferimenti a Poe e Lovecraft (di cui vengono ripresi temi e stilemi), più sotterranei ma percepibili gli omaggi a scrittori importanti nella formazione di Ligotti: Alfred Kubin con le sue macabre visioni, Thomas Bernhard, Franz Kafka, Emil Cioran, accomunati da un orizzonte filosofico largamente pessimista.
I personaggi di questi racconti ci vengono incontro come dei filosofi dell’orrore, e la narrazione classicamente intesa si tiene in tensione con un polo speculativo, dunque opposto, che fa sorgere una domanda dopo l’altra senza offrire risposte concilianti, come accade in ogni racconto dell’orrore e del mistero che si rispetti. In queste storie, sulla scena di un’America spettrale e spoglia, si incontrano orrende creature ravvolte negli stracci, risorte, ferite, offese, il diverso in tutte le sue forme e declinazioni.
Ligotti riesce a spaventare il lettore, perché è schiacciato da una paura totale; così rispose a un intervistatore che gli chiese se avesse paura di qualcosa: “Sta scherzando ? Ho paura di tutto. Ho persino paura di tradire le cose specifiche di cui ho paura”.
Oltre ai racconti Nottuario contiene una prefazione di Andrea Gentile e una serie di riflessioni sulla natura della weird fiction di Ligotti stesso, che cita una short-short-story, che riecheggia, anche nell’incisività, il famoso dinosaurio di Monterroso: «Un uomo si sveglia al buio e cerca gli occhiali sul comodino. Qualcuno gli mette gli occhiali in mano».