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Umoristico

A pieni giri

Di Manuela Raganati
Pubblicato il 17/11/2017

Un evento letterario e un po' mondano può trasformarsi esso stesso in un racconto? Una piccola disattenzione di una ragazza sulle nuvole può diventare l'occasione di un momento tutto per sé? Un giro di giostra tra strade, pensieri, persone e contraddizioni nella città post moderna e fashionista.

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Si direbbe, in questo caso, giri a vuoto. Parti presto da casa, immersa nel tuo caldo piumino che ha fatto le Guerre Puniche (ma quanti Inverni è che ce l'hai su?). Prendi i mezzi, pieni come uova. Sale anche una scolaresca di bambini. Il rumore delle loro voci si mischia al riscaldamento a palla della 61. Ad ogni fermata, si aprono le porte. Respiri per un attimo l'Inverno milanese. Si richiudono le porte e di nuovo torni in apnea, mentre ricominci a sentirti evaporare anche i neuroni. I bambini si ammassano uno sopra all'altro, come tanti cuccioli. Li guardi sorridere spensierati. Beati! Per loro andare in giro per la città è un vero viaggio. Per te che sei una donna imbacuccata è un vero stress! Eppure ti sei presa una mattina del tuo lavoro da libera professionista per non perderti questo evento. Insomma, ma chi te lo ha fatto fare? Per tutto il tragitto ti contorci dentro, pensando di essere super in ritardo. Interpreti perfettamente il classico stereotipo milanese: ansia di fare, arrivare, esserci. Così, non stai più nella pelle, cammini trafelata. 

L'aria di Novembre punge le tue guance. Il piede sinistro ti manda a quel paese ad ogni passo: dannata tendinopatia! Attraversi strade, schivi persone, ti perdi nei vicoletti silenziosi delle Cinque Vie. E poi finalmente arrivi al Siam per il tuo evento di Bookcity, il più strano del programma 2017. Non potevi scegliere di meglio! Ironia della sorte, si intitola, Facilitiamoci!. Arrivi sparata in portineria. Leggi Società d'Incoraggiamento d'Arte e Mestieri: un nome, un programma. Sei già in ritardo di un quarto d'ora. Ti consola sempre pensare al quarto d'ora accademico, eh? Però, questa volta, a tua insaputa, sei in anticipo! Cosa? E' impossibile! Una ritardataria cronica come te! Eppure il portinaio ti dice che l'evento è domani. Ma come? Ma puoi essere così rincoglionita? Si! Allora esci dal Siam. Ti ritrovi di nuovo in via Santa Marta. E resti lì, ferma. Facilitiamoci!. Tutto intorno a te si muove: passano giovani studenti, qualche foglia cade a terra e gli storni sopra i tetti dei palazzi "fanno dei giri immensi e poi ritornano". Sì, proprio come gli amori nella famosa canzone di Antonello Venditti. 

Sarà la pace di queste vie così silenziose e tranquille, poco lontane dal centro, sarà la giornata tersa e piena di sole ma, nonostante il tuo giro a vuoto, non senti nessuna incazzatura, solo un grande divertimento. A qualcosa allora è servita la lezione di yoga di ieri sera! Come se fossi salita su una antica giostra, la tua testa per aria si ritrova di nuovo con i piedi per terra. Allora, a Milano, anche un giro a vuoto di una giovane donna, un po' sulle nuvole, un po' flâneur può trasformarsi in una scorrazzata a pieni giri. In compagnia di te stessa, guardi la tua città che sta cambiando. 

Il Natale è già nelle vetrine. Il fumo esce dai comignoli delle case dei ricchi. Le Chiare Ferragni di mezzo mondo se ne vanno a spasso con un trolley firmato, seguite dai loro fidanzati smunti. Lo shopping è un lavoro davvero faticoso! L'ultima volta che mi ci sono cimentata sono tornata a casa piegata in due, con il colpo della strega. Una vera fashion victim! Nel vero senso della parola. Lo sanno anche gli homeless che dormono sotto le vetrine. Loro sono gli invisibili che di giorno girovagano per la strada e di notte si stendono in bare di cartone. Alla mattina la loro sveglia è il rumore di centinaia di tacchi 12: commesse, manager, blogger, modelle vanno a lavorare, in punta di piedi, avvolte solo da pellicciotti neri smanicati. Ma non hanno male ai piedi? Ma non hanno freddo? Facilitiamoci!

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