leggere e scrivere online
Small cover.png?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccountZoom cover

Avventura

Allo Zoo

Di jquaresima
Pubblicato il 02/12/2017

Una sorpresa sgradita

6 Visualizzazioni
3 Voti


Una famigliola tipo: una coppia con due bambini lei nove e lui sette anni. Domenica di gennaio, fa molto freddo, cielo grigio, ma si va allo zoo. Siamo a Napoli, a Fuorigrotta. Lui molto attento alla forma, comunista di antico stampo, docente universitario, lei una sua allieva, il sessantotto galeotto.

Allo zoo, con altre famiglie, con giovani sfaccendati, ragazzini e pensionati. Il solito assembramento davanti alla gabbia delle scimmie.

La somiglianza con il nostro genere crea una attrazione ambigua, si avverte in loro una prossimità degenerata, la gente che si ferma a guardarle, percepisce una vaga offesa nei loro atteggiamenti, quasi comportamenti caricaturali che esasperano nostre inclinazioni meno evidenti, più segrete. Il loro grattarsi, l’impudicizia ostentata, gli sberleffi e le grida rabbiose, tutti atteggiamenti che ci procurano un brivido di mortificata identificazione.

Dunque la folla, lì davanti, non è solo contemplativa, cerca di interagire, provoca le bestie prigioniere, che già avranno le loro ragioni per essere così irritabili. Dei giovinastri sghignazzano indicando un esemplare che scuote con furia le sbarre. La famigliola sta un po’ in disparte commentando le acrobazie delle scimmie più giovani e osservando con curiosità i loro atteggiamenti: il modo assolutamente umano di sbucciare la banana, il tenere in braccio i cuccioli.

Ma un gesto assolutamente insolito attrae l’attenzione dei quattro, che si avvicinano un po’, non credendo ai loro occhi, inorriditi. Ma sì, c’è un scimmia che appare talmente disturbata da assumere una posizione defecatoria, di spalle rispetto alla coppia ed ai loro figli: non possono distogliere lo sguardo restano come ipnotizzati dall’orrore crescente perché, in modo assolutamente innaturale, la scimmia dispone entrambe le mani a coppa, per raccogliere le proprie feci.

La prigionia protratta genera atteggiamenti deviati, forse autodistruttivi, purtroppo anche gli umani, in situazioni di cattività estrema, smarriscono la ragione.

I bambini si indicano la scena, accennano ad un riso isterico, la mamma è in imbarazzo, vorrebbe allontanarsi, ma il professore è in vena di notazioni filosofiche.

Sta cercando un rapporto con se stessa, dialoga attraverso gli escrementi… vi sono pratiche di meditazione che… Ma si interrompe: una rapidissima evoluzione interviene a modificare la scena.

La scimmia con un solo balzo ruota su se stessa e raggiunge le sbarre e poi con un ampio gesto, molto ben coordinato, di entrambe le braccia, già evidentemente altre volte sperimentato, scaglia i propri escreti sui quattro con forza e precisione, interrompendo così le considerazioni fenomenologiche.

L’epilogo è tristissimo: un tanfo persistente e acuto li avvolge permeando i pesanti abiti invernali, i bimbi piangono desolati per lo scempio sui loro cappottini e, sì, proprio così, anche sul volto del maschietto, per fortuna di striscio, vi sono tracce, qualche altro schizzo qua e là, sui capelli di lei, ma anche i grandi hanno avuto la loro parte: una specie di sventagliata, attraverso le sbarre, e poi la consistenza un po’ poltacea ha favorito nel corso della breve traiettoria, l’ampliamento della rosa, per così dire, giungendo ad interessare per intero il bersaglio multiplo. L’impatto violento sui loro corpi ha poi aggravato le conseguenze provocando una raffica di piccole esplosioni delle masse semiliquide, in spruzzi allargati, inesorabilmente assorbiti dai tessuti invernali.

Una fontanella, gelida, lì vicino consente i primi soccorsi, il pubblico li segue con lo sguardo, non riuscendo a celare una allegria contenuta, ma anche una partecipe mortificazione.

Le scimmie in gabbia appaiono entusiaste per la performance del loro sodale che, in preda ad un delirio trionfale si esibisce nel gesto del vincitore percuotendosi il petto e lanciando urla di selvaggio compiacimento.

Il gruppetto dei curiosi si allontana mostrando repentino disinteresse, pensoso, una confusa sensazione di umiliante inferiorità serpeggia fra i presenti.

Al di fuori delle sbarre.

Logo
4032 battute
Condividi

Ti è piaciuto questo racconto? Registrati e votalo!

Vota il racconto
Totale dei voti dei lettori (3 voti)
Esordiente
2
Scrittore
1
Autore
0
Ospite Belleville
0
Belleville
0

Commenti degli utenti

Large 02ce7aee 4fae 4bdd 8b26 be33b95e6255.jpeg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Phi ha votato il racconto

Esordiente
Large default

Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente
Large icotypee.png?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Ti Maddog ha votato il racconto

Scrittore
Editor
Large default

di jquaresima

Esordiente
Editor