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Narrativa

Breve incontro tra il dire e il fare

Pubblicato il 03/01/2018

Questo breve dialogo tra due ragazzi di vedute diametralmente opposte punta a far riflettere il lettore su uno dei grandi dilemmi della vita: Lo scontro tra ciò che è conveniente e ciò che si desidera davvero.

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"Poi cosa farai? Il filosofo?"

Può darsi, perché no?

"Ci sono un sacco di motivi per darti una risposta negativa"

Ad esempio?

"Innanzitutto, studiare filosofia non ti insegna a svolgere alcuna professione, questo vuol dire che una volta laureato, se sei fortunato, potresti diventare un professore, altrimenti..."

Altrimenti?

"Beh, si sa..."

Cosa si sa? Spiegami ti prego!

"Dai lo sanno tutti, i filosofi sono la futura classe dei disoccupati!"

Ah, cavolo non lo sapevo, ma sei sicuro?

"Certo, non lo dico io, ci sono migliaia di ricerche che dimostrano che i filosofi faticano a trovare lavoro. In genere chi studia quella roba è perché non vuole combinare niente nella vita, chi è privo di ambizione va a filosofia, chi vuole avere un buon futuro, invece, va a economia, medicina, ingegneria, studia in ambiti utili per lo sviluppo società"

Si, ok le statistiche, ma io amo la filosofia, lo so che sarebbe tutto più semplice se mi piacesse la fisica o la matematica, se preferissi lo studio della borsa al mito della caverna di Platone, ma io amo questo e sento che potrebbe essere la mia vocazione, perché dovrei avere poca ambizione se sogno di fare ciò che amo?

"Va beh ma..."

No aspetta, ascolta! Io ho vent'anni, perché dovrei fare ciò che non mi piace e rinunciare alle mie passioni? Sono ancora giovane, perché dovrei Infrangere i miei sogni?

"Perché non ti porteranno da nessuna parte, oggi sei felice perché ami ciò che stai facendo, ma un domani, quando i tuoi colleghi di economia avranno un lavoro, e tu sarai disoccupato, pieno solo di storielle sull'io e il super-io, ti renderai conto di cosa parlo"

Wow, c'è davvero gente che finisce così?

"Certo, te lo ripeto, quasi tutti i filosofi..."

C'è davvero gente che non sa più scommettere su se stessa, che non crede più di potersi creare un futuro? Dimmi, tu cosa fai?

"Io ho frequentato lettere per un semestre, poi ho cambiato e ora faccio economia aziendale, a settembre mi laureo"

Non ti chiedo neanche il motivo per cui hai cambiato, credo di avere capito, piuttosto, sei davvero pronto per ciò che ti aspetta?

"Tutto si può sopportare quando porti a casa tanti soldi, non è così male poi diventare... non so commercialista, credo non mi dispiaccia"

Ok, grazie per la chiacchierata, spero per te che un giorno possa sentirti realizzato...

"Ehi piantala! Non puoi usare quel tono con me solo perché ritieni che filosofia sia migliore delle altre facoltà, un domani vedremo chi avrà ragione"

Dopo quelle parole sono andato via senza aprir bocca, aveva offeso troppo la mia intelligenza per continuare a discutere con lui.

Dice che non penso al futuro, quando quello che da tutto per scontato e' lui, come se ogni persona avesse le stesse possibilità di trovare un domani lavoro; dice che non combinerò nulla nella vita, ma non è forse colui che si fa frenare dagli altri a rimanere ancorato al presente?; dice che non ho ambizione, ma non è forse andare dritti per la propria strada, decidendo da soli il proprio destino, la più grande ambizione di un uomo?

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