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Autobiografia

Gioco impari

Di Ernesto Sparvieri - Editato da Niccolò Mencucci
Pubblicato il 05/12/2017

Secondo il mio legale questo testo rientra nella clausola di "diritto di critica" (art. 21). Se poi uno scrittore o Belleville mi vuol cacciare dopo questo testo, non mi imporrò...

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• Salve sono un lettore qualunque che vuole sapere tutto e niente sulla sua scrittura mediocre e emule di tante altre in giro nel fantastico mondo dell’Internet. Lei scrive?

• No.

• Perch…no aspetta, che risposta è?

• E’ no, no?

• Ma ha scritto cose prima…e anche adesso…come non scrive?

• Non scrivo…devo spiegarmi?

• Si spieghi…

• Non scrivo per giornali un tanto al chilo…per editoria un tanto al culo…per tutto ciò per cui potrei diventare scrittore professionista baciapile di conferenzieri o editori! Scrivo invece per blog dimenticati da Dio…per web pagine che domani chiuderanno con tutti i loro visuals e iscritti… per community virtuali che probabilmente rientrano nel sessanta percento dei casi in quella proporzione geniale di lettori non-lettori…o di lettori debolissimi…e io sono almeno in questi ultimi ma con le mie buone ragioni…

• Quali?

• Ho ventitré anni compiuti da due mesi…una laurea sciocca in Scienze Umanistiche per la Comunicazione…una borsa di studio ottenuta con meriti abbastanza sproporzionati…zero soldi, niente lavoro, nulla di interessante da fare nelle giornate a parte bivaccare nello studio contenutissimo nelle ore…o nel disintegrarmi il vitreo oculare con videogiochi e soft-porno per atti auto-erotici rapidi e indolori.

• E quindi?

• Per questo scrivo…nulla da fare…noia a palate su cui dipingere le mie storielle senza trama…

• Infatti…non c’è trama…i personaggi sono strani…le descrizioni pure…le regole saltano di qua e di là…ironia sarcasmo e cinismo alle stelle…satira non richiesta e insomma che cacchio scrive?

• Questo è il punto…tutto questo, e nessuno come me…

• Come?

• Leggo poco per questo…che senso ha sfogliare migliaia di pagine all’anno e ritrovarmi punto e a capo, con la mia stessa testa…con la mia mente uguale…leggo libri che mi cambiano, mi accrescono, mi dicono altro da me…e io non voglio essere uguale a me sempre…voglio essere altro all’in fuori di Ernesto Sparvieri…all’in fuori di un Fosco Cerbo…Angelico dei Silvestri…Eugenio Mercalli…Sebastiano LoPicaro…

• Ma lei è [pincopallino] no?

• Già…ma quando si scrive l’autore non è il narratore, no?

• La regola narratologica impone delle distanze…autore è il narratore a volte…per omodiegesi o eterodiegesi o autodiegesi…lezione di narrato…

• La pianti di dire cagate…

• Cosa?

• Una regola…lei ha accennato ad una regola…le regole vengono dopo…le si scoprono quando si è scritto tutto…devo farle degli esempi?

• Almeno uno…

• Autofiction. Concetto narratologico coniato da Doubrovsky…1977…e parlava anche di autori antecedenti a quella data…ha scoperto qualcosa che c’era…non ci sono regole nella letteratura, solo quelle del buon senso.

• E quali sono?

• Scrivi quello che vuoi scrivere…diffidati del lettore medio…gioca con la letteratura e falla ballare con la lingua…costruiscila come se fosse una cattedrale…fai scontrare forma e contenuto…reinventati…non avere uno stile catalogabile…leggi per scoprire non per passare il tempo…altre non le conosco, ogni scrittore dice come scrivere, ma sbagliano tutti, anche quelli da cui ho appreso queste cose…

• Ma con lei che c’entra?

• Il mio ultimo racconto! Diffidate dal narratore! La conquista del Novecento è cogli inaffidabili, gli inattendibili! Non crediate ad una sola parola…aspettate…

• Ma la storia finiva lì. Fosse continuata avrebbe avuto senso, no?

• Ma anche lì c’era qualcosa…bastava controllare!

• E perché?

• Per imparare…

• Ma lei ha ventitré anni!

• L’età rende maestri? Non è la conoscenza a renderlo?

• No! Non s’è mai visto un professore di vent’anni, o un accademico a trenta, via…

• Fossimo in un istituto le darei ragione…siamo in un sito…chiunque può essere chiunque…ed essere comunque un cazzo di niente…

• Via, sia più contenuto…

• No…

• Altro che vorrebbe scrivere?

• Boh. Lei scrive?

• Sì. E sto pubblicando anche per [per ragioni legali non possiamo accennare ad alcuna casa editrice] e per [idem con patate]. Forse dovrò fare qualche presentazione. Vuole intanto una copia del mio libro?

• Non ho un camino a casa, mi spiace…

• Perché ce l’ha con me?

• Con lei no…manco la conoscessi…io ce l’ho con chi la obbliga a fare questo…a vendere libri porta a porta…lei dovrebbe scrivere…e loro vendere…

• Dovrò pur farmi conoscere…lei così si fa sola infamia…

• Giusto così. Li ho visti tutti gli autori, quelli seri, che fine hanno fatto…

• Me ne citi uno…

• Busi.

• Eh no, ciao, arrivederci…

• Che c’è?

• Ancora Busi! Lo cita di continuo nei suoi testi…è scemo o cosa?

• E’ un ottimo autore!

• Ma di cosa? Metà delle cose che scrive sono illeggibili…

• Usi un dizionario, così capirà…

• Io leggo, non studio…

• E allora che cazzo di discorso fa?

• E poi parla di sesso gay, di inculate, sborrate, culi spanati. Il porno non lo voglio nella scrittura…

• Ma lui aggiunge una critica feroce all’Italia inesistente…agli italioti che dicono “parla come magni” e lui vorrebbe tempestargli di bestemmie a non finire come me…ai bastardi che professandosi gente buona e aperta sono cancri da estirpare con l’ago incandescente…alle stronzate che ci facciamo tra di noi…incomprensioni…sciocchezze…e il sesso…guardi da noi pochi hanno parlato del sesso…anche il santo Calvino porino non ce la faceva a parlare di sesso…si limitava alle lettere, brav’uomo qual era…

• No senta non ci siamo. Non è il mio scrittore. Ne preferisco altri…

• Non mi dica loro…

• E anche se fosse? Mi piacciono…io non cerco insegnanti, pedagoghi dell’ultima ora…io voglio divertirmi dopo una giornata col datore che mi prende per il culo…con i colleghi attorno al bar…con la palestra a ore…con le uscite e le tasse da pagare…tutti sbagliano quando dicono la loro, poi…voglio relax, e questi boccaloni non mi piacciono…

• La letteratura non è nata solo per intrattenere…non si finisce mai d’impara…

• La pianti ora, sedicente scribacchino…

• Vedo che ora, da lettore, a critico s’è evoluto!

• Leggo più di lei…

• Dio solo sa cosa…

• Conosco più scrittori di lei…

• Conosce più pantegane semmai…ma comparare uno per le fogne che ha visitato non mi sembra un buon metro…

• Non rompa le balle! Se fa tanto lo snob può benissimo andarsene…non ci guadagna nulla a star qui…lei è tanto aristocratico…vada via…se non stai al gioco non dettare le regole…

• Se si prendesse tutto questo come un gioco sì…ma la letteratura non è solo gioco…ricontrolli il testo…gioca con la Letteratura…ma non è che sia un gioco alla fine…

• O non s’arrampichi sullo specchio…

• E lei la smetta di fare il sono-dentro-il-sistema-vinco-io-ho-ragione-io…

• Ok, sì, faccio quello che fanno anche altri…che male c’è…io scrivo…non ho ambizioni…lei nemmeno…anzi no lei le ha…ma mente per fare la civetta…e per questo punta a provocare…ad essere criticato…insultato…malmenato dai leoni da tastiera…

• Magari…

• No?

• Nessuno commenta…davanti a persone come me la miglior risposta è l’oblio…l’indifferenza…non dargli alcuna soddisfazione…che pensa, che dopo tutto questo qualcuno dirà qualcosa? Lei qualcosa ha da dirmi davanti a tutto questo?

• …

• Lo immaginavo…

• No…sì…

• Cosa?

• La smetta…non vincerà mai…

• Perché? E ancora un gioco?

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