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Noir

Giorgio e Anna

Di Edoardo Radaelli - Editato da Edoardo Radaelli
Pubblicato il 22/12/2017

Piccolo racconto intimista che gravita intorno ad una coppia canonica. Nel quadro ,Solo un piccolo reato .

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12-10-1990

Timide incursioni di Caffè nell' aria ,ricordano i mobili in noce antica, un odore rapisce miracolosamente Giorgio al sonno . Anna è li ferma ad un palmo che lo guarda con occhi felini , dispettosi .Lei è così cangiante , la notte ha mani languide che lo rincorrono sulle lenzuola creando un rumore seducente simile a quello del mare , la mattina invece il corpo è così teso vitale e nervoso.

Non può essere che una recita , divaga lui , lei è quella scheggia impazzita che vedo rimbalzare ogni mattino da un capo all altro della camera . Non è quella amante viscerale , saldamente legata a me che è di notte. Da quando dorme con Anna , talvolta si addormentano parlando finché i discorsi non si fanno dolciastri e molli. Dieci gocce amare bagnano la lingua secca e Morfeo gli poggia i polpastrelli sulle palpebre . Gioca ,il mattino seguente, a dipanare la netta realtà dalla finzione del sonno . Ogni tanto se ne fa un cruccio , Anna ironizza questa sua infantile mania del controllo , quando lo fa Giorgio la trova supponente. Da un mese a questa parte è tormentato più che mai dai sogni così echeggianti nelle giornate , farraginosi nella risma di luoghi e persone che paiono spettri che infestano , inquietanti prevalicatori della sua attenzione in ufficio. Giorgio, mancato qualsiasi altro , è un contabile . Anna vive leggera , senza pensieri o motti che non siano edificanti e ferventi , esce dal sonno così fresca che anche la sua pelle di ceramica sembra umida di rugiada placentare , lui ne esce che sembra un palombaro mezzo affogato. Anna comincia a riscuotere successo come scrittrice.<<In piedi soldato!>> sente già il vento invernale sferzargli il viso e le guance pruriginose sguarnite dopo la rasatura.Lei si sente così mamma , così vitale , determinanta , rutilante , di ciò lui ne è consciamente attratto.

La sala da ballo che cadenzialmente frequentano intimidisce parecchio Giorgio , sempre troppo timoroso per irrigidire e torcere glutei e spalle in pose tanto virili e ,a suo insistere con Anna, ridicole. Amante delle spontaneità si trascina sulla superficie rugosa del mondo , sempre evitante . Parecchio distante da quel corpo che era il raro connubbio di rigidità ed elasticità, quello su cui si posava maliziosamente Anna. La selvaggia , sicuramente , Anna. Giorgio custodiva quelle occhiate rapide come dardi infuocati , le ricordava e le teneva intatte , un pò le carezzava un pò le odiava . Poteva parlarne poi con qualche suo confidente ed eviscerare l ‘atto . Stuzzicare le ferite , un piacere che raramente non si concedeva. 

14-10-1990

Il caffè permea l 'aria , araldicamente annuncia il risveglio .

Giorgio sognava Antonio , mascalzone lui , che gli rubava Anna ma solo per un giro al parco , solo due chiacchiere, il tempo di una giostra...<<sai che stò parecchio solo... e tu sei sempre di poche parole Anna invece...>> gli occhi rimbalzano fiammeggianti su lei, 

giusto un attimo. Continuava il discorso ma aveva un insolito incespicare ed ostentata sicurezza. <<Anna invece ha sempre le parole giuste , quelle che ti danno forza , che elettrizzano !!>> << Non sai la fortuna che hai , averla !>>

 Le tapparelle sono crivellate dai raggi del sole . 

Dagli opachi ricordi onirici balenano nella sbiadita luce della camera gli occhi di Anna rapiti dalle moine di Antonio .

Ah Antonio , ah migliore amico , ah prevalicatore , instacabile malato di fessa . Anna ,era lì ignara del tradimento , l esile corpo si staglia attraverso la coperta solo minutamente , il respiro piccolo e cullato . Nulla contrasta più della mattina con un corpo di donna . Quanto vorrei abbandonarmi mollemente. Le gocce della buona notte sul comodino . L ‘insonnia prima amata e odiata ora per necessità evitata , non si è più vigorosi ; bisogna dare un convinto addio alle carte ai libri ... ai sogni , ingobbirsi sulla grigia e plastificata scrivania.

15-10-1990

Due gocce nel mare cascano dall ignoto . Il cuore sembra sospeso in un camera ad aria . Un tuffo, epico . La ribalderia della giovinezza , cuori rubati con astuzia , tante bocche aperte , file di denti bianchi . Mai più succederà. Il corpo , la pelle d ambra rilucente al sole , il gruppo , il manipolo . Quali sguardi cristallizzati nella mente , quali sussulti e inquietudini . Non ero io . Che bello riviversi nel sogno. Due gocce impattano poco più che mute . Ultimo ricordo prima del risveglio , Giorogio si sente lontano dal letto , dal corpo , la mente fatica ogni giorno di più a separarsi dai ricordi che affioraro nel sonno . Un veggente al contrario , frugava nelle interiora della notte tra lembi putrefatti del passato che si era fatto più incerto del futuro . Un insolita veritgine lo coglie nel separarsi dal letto . Si muove nel presente , a tentoni , con tutti i cocci dei ricordi ancora sparsi per la camera . Anna lo intercetta , vagabondo in luoghi familiari , già imbellettata ,un 

sorriso arcignosul viso da bambina . <<Un ' allucinazione ?>>immagina Giorgio.

<<Che cera e che sguardo . Quelle gocce ti stanno rimbambendo, amore bisogna parlarne con il dottore >>. 

20-10-1990

Anna muove un passo verso Giorgio , egli pare rigido , legnoso . Lo sguardo fermo impassibile , quasi rapito da una concentrazione sublime , ma il corpo non risponde come dovrebbe . Parecchio scoordinato Giorgio , pensa Anna , mentre si muovono nella musica argentina che riempie la sala. Danzando lei si ricorda di quel ragazzo timido , solitario , che le scriveva poesie , che lei ha raccolto e indirizzato secondo le sue propensioni verso una facoltà . Dannazione , non era capace di stare al mondo . Non aveva mordente ; ed il mondo della scrittura , le case editrici sono popolate da animali feroci ; meglio si tenesse lontano . Ora anche nel ballo è impacciato . Speravo che il lavoro gli desse un nuovo fervore . Tuttavia , non l ' ho mai odiato , mi ricorda una parte di me . Quella che ho sempre evitato , che ho messo all ombra di un enorme sforzo pratico. Quella parte era caratteristica dei miei 13 anni e dell 'ansia sociale di cui erano permeati . Umore di cui mi sono liberata grazie ad una psicologa. L'ho piuttosto sempre temuto , sono stata come un 'oncologa . Ma a 10 anni dall inizio della mia gestazione posso dire di avere fallito miseramente...

Giorgio le stringe una mano intorno alla vita avvicinando bacino con bacino , petto con petto , si avvinghia come ad un tronco galleggiante.

21-10-1990

Mattina , lo sguardo di Giorgio è vitreo come nella sala da ballo , affianco le sue gocce . 

Il corpo è abbandonato ad una antica calma , ad un niente placido , umbratile . 

Una calma mai disegnata sul suo viso , poco più di quella tanto cercata nella sua inquieta vita .

Così, mancando , un' esistenza ne alleggerisce un altra . 

Bisogna distruggere tutto , ogni mezzo , nessuna via di mezzo .

Ogni inquità è contemplata , per dimenticare , sorpassare , risalire. 

Il veleno non lascerà traccia nel suo sangue. 

Il sole sorge con rinnovata luncentezza , Anna ad occhi socchiusi gli sorride sinceramente.






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Selenophile ha votato il racconto

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anna siccardi ha votato il racconto

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Jean per Jean ha votato il racconto

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Michele Pagliara ha votato il racconto

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Danilo ha votato il racconto

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