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Narrativa

Gryla

Di Elena Nappi - Editato da Elena Nappi
Pubblicato il 14/05/2017

Ispirato alle leggende islandesi sul Natale

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Papà dice che l'Islanda, questo posto in cui siamo ora, non è altro che magma. Quando gli ho chiesto cos'è questo "magma" papà che sa un sacco di cose, ma davvero un sacco, mi ha spiegato che è quell'ammasso di roba che sta prima sottoterra, dentro i vulcani, e poi delle volte, quando il vulcano erutta, esce fuori. Lui dice che sul fondo dell'Oceano, che altro non è che un mare più grande, ci sono molti vulcani. E che è proprio dal magma che è uscito fuori dai vulcani che sono sul fondo di questo mare più grande, che, col tempo, si è formata l'Islanda. Papà, che sa un sacco di cose, ma davvero un sacco, dice che Esja quel grosso ammasso che vedo dalla finestra è un vulcano, ma a me sembra solo un'enorme montagna coperta di neve. Non tutte le montagne però sono vulcani. Per cui credo di non averlo mica capito cos'è un vulcano. Se devo dirla tutta, a me questa storia delle montagne e dei vulcani mi confonde un po', perché non la capisco proprio la differenza quando guardo una montagna. In più Jón il figlio del proprietario dell'albergo in cui alloggiamo, che è l'unico qui che ha la mia età, e con cui, anche se lo detesto, sono costretto a giocare, dice che i vulcani sono cattivi. Jón ne ha paura e vorrebbe che non ci fossero, e allora io sono ancora più confuso perché se non ci fossero non ci sarebbe neanche l'Islanda, e nemmeno quella strana chiesa nel centro di Reykjavic e non si potrebbero vedere le cascate di Skogafoss, e tutta questa neve sui tetti delle case e l'aurora boreale, e non ci sarebbe neanche Jòn. Allora io penso che forse i vulcani non sono così cattivi e che la verità è che Jòn è proprio un cagasotto. E siccome è uno di quei cagasotto che non vuole essere cagasotto da solo, racconta un sacco di storie terribili per spaventarmi. Ma io non ci casco, no... perché io non sono un cagasotto come lui.

Mentre lo vedo arrivare, con i suoi pantaloncini a sbuffo, l'aria saccente e quella scatola sotto il braccio, so già che mi aspetta un altro pomeriggio d'inferno ad ordinare plotoni di eserciti in miniatura, architettare complicate strategie di guerre mai incominciate e ascoltare storie inquietanti e spaventose, ma oggi sono felice. Sì, sono felice e può raccontarmi pure la più terribile delle storie, resterò felice sì, perché stanotte arriverà Babbo Natale, e mi porterà la PS4 PRO e finalmente potremmo smetterla di giocare con questi stupidi soldatini con i piedi sbiaditi e le facce arrabbiate. Sarà comunque un pomeriggio di inferno, ma l'ultimo pomeriggio di inferno ha tutto un altro sapore. È per questo che mentre lo vedo arrivare, sorrido.

<< Che hai da ridere? >> mi dice chiudendo tutte le vocali col suo buffo accento montano.

<< È la vigilia di Natale>>

<< E allora? >>

<< E allora stanotte viene Babbo Natale. Io ho chiesto la PS4 PRO tu?>>

<< In Islanda non viene Babbo Natale>>

<< Certo che viene, va in tutto il mondo>>

<< No. In Islanda no>>

Io non gli credo, non è mica possibile? Perché non dovrebbe venire? E se non viene chi mi porta la PS4? No, non è vero, vuole solo rovinarmi il pomeriggio, il mio splendido ultimo pomeriggio d'inferno. L'ha detto pure papà che verrà anche qui e papà le bugie non le dice mai. Allora gli sorrido e gli dico convinto:

<< Certo che viene Babbo Natale, chi sennò? >>

<< Gryla>>

<< Chi? >>

<< Gryla e e il suo gatto Yule >> mi dice bisbigliando.

<< E chi sono questi Gryla e Yule? >> gli chiedo urlando innervosito.

<< Shhhh >> mi fa, portandosi il dito davanti alla bocca. << Non farti sentire! >>

<< Ma da chi? Non vedi che non c'è nessuno? >>

<< Shhh Gryla potrebbe essere anche qui...>>

<< Ma chi è? >>

<< Chi? “Che cosa” dovresti dire... E' un troll. >>

<< Un troll? Uno di quegli esseri buffi, verdi e con le orecchie a punta? >>

<< Shhh ma sei pazzo? Non insultarla! >>

<< E chi la insulta! I troll sono così carini... >>

<< I troll non sono “carini” sono demoni, vivono nei boschi e mangiano stufato di bambini.>>

<< Sciocchezze, i troll non esistono e neanche questi demoni, come li hai chiamati tu! >>

C'è tutto, c'è tutto. Carote, patate, cipolla. Carote, patate, cipolla. Tutto. È ora di andare. È ora. Yule? Yule? Dove ti sei ficcato mio bel micione? Yule? Vieni da Gryla, su, vieni da mammina. È ora di andare Leppaludi ha fame.

I demoni sono spiriti maligni dice mamma. Papà dice che non esistono. Io gli vorrei credere, ma papà non sapeva neanche di Gryla e di suo marito Leppaludi. Non sapeva che Leppaludi è ghiotto di bambini e che è molto pigro, perciò manda Gryla, con i suoi 13 figli e il suo enorme gatto nero, a caccia. Gryla ogni anno la notte di Natale scende dalle montagne e trascinandosi due enormi sacchi, li riempie di bambini cattivi per fare lo stufato al marito. Io vorrei credere a papà, ma papà dice un sacco di bugie a mamma e allora forse le dice anche a me. Se le dice anche a me e i demoni e i troll esistono e Gryla anche.

Shhh Yule, fa piano. Piano. Sento, sì.... Aspetta, aspetta. Si gira e rigira nel letto Yule... se è buono perché ha paura? Shhh forse ci siamo Yule.

Maledetto! Maledetto Jòn! Mi ha rovinato il mio ultimo pomeriggio d'inferno e ora sono qui che mi giro e rigiro nel letto, e penso alla faccia rugosa di Gryla, alle sue grandi orecchie, al naso prominente e alla coda. Maledetto Jòn, maledetto! No, io non sono un cagasotto, no non sono un cagasotto. E allora cos'è questa cosa che sento, quest'agitazione che ribolle dentro e cerca di uscire fuori. Cos'è? E se viene qui, e mi porta via? E se mi porta via da mammà, papà, dalla cioccolata e il caffellatte, dai pomeriggi al parco a rincorrere Mila. Se mi porta via? E mentre me lo domando mi vengono in mente i vulcani. La lava incandescente che da dentro, dal profondo, dal fondo del vulcano cresce, cresce e poi esplode. Mi viene in mente che io, che noi tutti siamo vulcani. Penso al magma, a quell'ammasso di roba che sta là dentro e nessuno vede fino a quando non esce fuori. Penso a quell'ammasso di roba che sta dentro di me. A quel groviglio di paure che ora mi immobilizza. Ma il magma poi si raffredda e genera isole.

Qui Yule, è questa la stanza. È qui.

Questa paura? Questa paura invece a cosa serve? A cosa? A chi? Io non ho paura. Io non sono Jòn. Dal magma possono generarsi isole, come l'Islanda. E dalla paura? Cosa genera la paura? Forse il coraggio.

Miao.

Sogni d'oro Jòn. 

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ClementinaD ha votato il racconto

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