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Narrativa

Il viaggiatore senza bagaglio

Di Vindab
Pubblicato il 12/11/2017

Se viaggi senza bagaglio devi avere qualche problema

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Se viaggi senza nessun bagaglio devi avere qualche problema. La gente normale che fa un viaggio, anche di poche ore, porta sempre con sé qualcosa che gli servirà quando sarà arrivato o che gli è servita se sta tornando a casa. Qualcuno porta una valigia, un altro la borsa del computer, altri portano zaini sulle spalle, borse e borsette, o sacchetti di carta o di plastica da shopping. Tutti hanno qualcosa da portare in viaggio. Lui invece era entrato nello scompartimento con le mani nelle tasche del giubbino e un'espressione cupa sulla faccia. Aveva attraversato il corridoio scorrendo con gli occhi la numerazione dei posti e si era seduto in fondo, sulla destra, nell'ultima fila, lato finestrino. Quelli che non erano impegnati nella lettura e che non stavano parlando al telefono, lo avevano seguito con lo sguardo fino a quando si era seduto. Non è normale, pensavano, che qualcuno prenda un treno che si fermerà fra cinquecento chilometri senza avere con sé il minimo bagaglio, tranne quello che può portare nelle tasche, ma quelle non possono certo essere considerate un bagaglio. Nella testa di alcune persone sedute sulla freccia delle 21.45, che in quel momento non avevano altro da pensare, giravano pensieri tipo - se è partito così com'è, deve essere scappato da qualcuno o da qualcosa. È paradossale pensare che se uno viaggia senza bagaglio necessariamente debba avere qualcosa da nascondere. Magari gli hanno rubato la valigia o gliel'hanno smarrita in aeroporto. Forse era sceso di casa pensando di tornarci presto ma poi qualcuno gli aveva telefonato di partire immediatamente per una faccenda molto grave. A volte succede anche questo.

Una matura signora vestita in abiti eleganti aveva osservato il giovane con simpatia. Aveva la faccia scura ma le era piaciuto. Aveva immaginato che stesse andando dalla sua ragazza perché si era improvvisamente reso conto di aver fatto un errore a lasciarla ed era salito sul primo treno che aveva trovato. Ma la faccia accigliata faceva piuttosto pensare a uno che torna dall'ultimo tentativo che ha fatto di convincerla a tornare, tentativo evidentemente fallito. Quando guarda qualcosa che attira l'attenzione, la gente non si limita a guardare, pensa. Pensa continuamente a una spiegazione plausibile di quello che sta vedendo e che non rientra nelle situazioni normali che ha già visto e inquadrato in uno schema conosciuto. È una caratteristica propria della specie umana quella di costruirsi spiegazioni automatiche per i fatti più comuni e riservare l'attenzione per le cose che non rientrano nei modelli riconosciuti. Naturalmente ciascuno pensa a modo suo, secondo la sua esperienza e la sua cultura.

Un tizio in giacca e cravatta con le gambe accavallate e un giornale dalle pagine rosa che teneva aperto verso il corridoio, aveva lasciato passare il giovane richiudendo per un attimo il giornale e l'aveva seguito con lo sguardo da sopra gli occhialini da lettura. In pochi secondi aveva passato in rassegna ed escluso tutta una serie di possibilità che un tipo che viaggiava senza bagaglio diventasse per lui un problema o una minaccia. Aveva escluso che fosse un terrorista o uno di quei pazzi che sparano nei treni, non sembrava avere delle armi. Avrebbe potuto essere uno di quei rapinatori che vanno a lavorare in trasferta, in un'altra città dove nessuno li conosce, su indicazione di criminali del posto. Fosse stato così non avrebbe avuto altro interesse che passare inosservato e quindi non c'era alcun pericolo. Poi era tornato al suo giornale.

Una ragazza che aveva davanti a sé alcuni pacchi di fogli e fascicoli che ingombravano tutto il tavolino, aveva seguito il giovane con lo sguardo. Ne aveva osservato il jeans sdruciti che cadevano sui fianchi, le gambe robuste e il giubbotto sportivo di colore nero. Aveva osservato i capelli curati tirati dietro le orecchie e la peluria scura sulle guance, fin quasi agli zigomi. L'aveva trovato interessante. Non aveva fatto nessun ragionamento esplicito ma l'istinto le diceva che chi viaggia senza bagaglio è un uomo libero. Ci sono persone che si guardano in giro per prevenire rischi, altri per cercare di cogliere delle opportunità. Anche questa è una caratteristica della specie umana, la curiosità di chi è in cerca di occasioni. Spesso i due atteggiamenti, quello ansioso e quello curioso, convivono nella stessa persona, anche se non sempre nello stesso momento. Il giovane con il giubbotto nero si era seduto, aveva tirato giù il cappuccio sugli occhi e si era allungato sul sedile, come per dormire, con le mani sprofondate nelle tasche. Ci sono mille motivi per cui un tizio viaggi senza bagaglio ma per molti questa non è una cosa normale. Possiamo farci molte domande. Per avere una risposta certa e risolvere il problema bisognerebbe farle all'interessato, ma nessuno lo farà. Ciascuno si accontenta delle proprie spiegazioni.

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