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Saggi Brevi

In ogni mentre

Di FrancescoGianniniCom
Pubblicato il 28/11/2017

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Anche io avrei voluto seguirti al mare, stamattina. Ma non posso: sono qui bloccato su fogli elettronici, intento a studiare, progettare. Il climatizzatore mi tiene fresco e asciutto, la scrivania è pulita, e sento distintamente il pigiattare di tasti dalla stanza accanto: la segretaria questa mattina è vestita di un bianco estremamente leggero e sensuale, e intravedo il costume da bagno sotto la sua camicia. È da una vita che so del suo debole per me: potrei andare nell'altra stanza, afferrarla, farla mia. Mille volte avrei potuto, e mai l’ho fatto.

Penso a te. Ti ho lasciata ancora a letto, sveglia, ma con gli occhi chiusi. Li tenevi chiusi perché non ti andava di parlare con me. Ho messo in ordine la colazione sul tavolo della cucina, e son andato via dopo aver dato un bacio con gli occhi alla bimba, e un bacio con i pensieri a te. Non voglio disturbarti: so che adori quel letto pieno di coperte anche in estate, e ti fa impazzire quando il sole danza leggero nella tua stanza. Nella nostra stanza.

Stanotte ti sei alzata più volte, sei stata in giro per la casa, ti sei affacciata sul balcone che guarda alla strada, hai fumato, hai bevuto. Hai anche provato a parlarmi, ma hai ben compreso quanto io avessi sonno, sonno davvero. Forse ti sei pentita per non aver fatto l’amore con me prima di dormire, e forse volevi recuperare nel cuore della notte. Forse no: lo sai che ti avrei sicuramente detto di si, anche in piena notte.

Forse non ne avevi voglia, come sempre, come credo, o almeno non avevi voglia di farlo con me.

Forse avevi dei sensi di colpa, o forse sono tutte stupidaggini che mi dico per non impazzire. Sai che non sarebbero servite parole, ma sarebbe bastato il tuo soffio sulle mie labbra, sul mio volto, e i tuoi occhi spalancati nei miei. Sai che far l’amore è il nostro modo di comunicare, ed è quello che mi manca quando siamo vicini, eppur di colpo lontani: uniti nella pelle, lontani nei pensieri. So tutto di te, anche delle tue bugie, ma il mio è amore, e non posso controllarlo. E anche stanotte non abbiamo fatto l’amore.

Ora io sono qui, su questo computer, e da Google Maps posso solo guardare la spiaggia su cui tu sei stesa languida, mentre la bimba costruisce un castello di sabbia.

Non ci sono i miei occhi su te, e sento sguardi sconosciuti sulla tua pelle abbronzata. Tu dietro quegli enormi occhiali da sole sorridi, ne sei compiaciuta. Sei abituata: sai di essere bellissima, e fingi di non sentire i commenti lungo le vie. Quelli non li puoi cancellare come le parole su Facebook. E quante volte lasci stare lì, in bacheca, i complimenti altrui, dicendomi che non ho nulla di cui preoccuparmi.

Ma io non mi preoccupo: conosco già la verità, o almeno mi basta quanto conosco. Oltre, sarebbe troppo.

Ti invio un SMS, ma non mi rispondi. Provo a chiamarti, ma non mi rispondi. Metto il cellulare in modalità silenziosa, lascio lo schermo in vista mentre sono in riunione, ma rimane scuro. Vivo sempre il sogno che un giorno tu possa essere soltanto mia. E intanto ho dato parere favorevole a un paio di proposte, ma a dire il vero ho la mente sulla sabbia, sulla sabbia che tu hai sotto i tuoi piedi.

Provo a chiamarti ancora e mi rispondi, stanca.

C’è vento nel telefono, c’è il niente nel tuo cuore.

Odio quando mi dici cose ovvie, odio quando dici di amarmi al telefono, perché senza tempesta non c’è amore. Da troppo tempo, c’è la quiete nei nostri giorni. Tutto troppo facile, tutto troppo semplice. Tutto inesistente. C’è troppo vento, e con falso dispiacere chiudi la telefonata, mentre segretamente ringrazi il vento.

Il display del mio cellulare si rabbuia. Lo osservo, poi ti guardo nella foto sulla mia scrivania, di quando la guerra era combattuta tra parole e lacrime e lenzuola.

Lì, in un’altra dimensione di tempo, ti sorrido.

Ieri come adesso, hai gli occhi blu come i miei, i capelli biondi come i miei, la pelle bianchissima come la mia, e vedo ogni tua bugia nei sorrisi, nei capelli scuri e negli occhi neri della bimba che, con dolore, amo.

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