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Avventura

L'ultimo dramano Capitolo 1 ( pt. 2)

Di Toregam
Pubblicato il 31/10/2017

Mark un giovane guerriero che combatte per la salvezza del mondo con la sua Mifrit. Contro un tiranno assetato di sangue! L'ultimo della sua specie, l'unico a poter salvare il mondo!

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-Ma mi avevi detto che era andato via senza lasciare neanche un lettera!-

Non capiva perché gli aveva sempre mentito su suo padre. Ma adesso avrebbe saputo la verità.

-No, non è stato così. Una sera, mentre stavamo cenando, ai tempi tu eri soltanto un neonato, ci accorgemmo di un essere basso e gobbo entrare dalla cucina, aveva la pelle verdastra e puzzava. Tuo padre mi ordinò di prenderti e scappare il più lontano possibile mentre lui teneva a debita distanza il Goblin. Eseguì i suoi ordini, ti presi e scappai. Non sapevo dove andare, quindi l'unico posto sicuro che avevo era da mio fratello Artur, nella città di Codex. Arrivata lì aspettai il ritorno di tuo padre, ma dopo ben due settimane mi arrivò una lettera, tramite l'uccello viaggiatore, dove c'era scritto che il tiranno aveva fatto prigioniero tuo padre e che poi lo uccise. Ancora oggi non so chi sia stato a scrivermi quella lettera.-

Sul volto della madre scese una lacrima. Mark non sapeva più che dire. Non aveva mai sentito parlare di questa storia, era tutto nuovo per lui, adesso sapeva che ad uccidere suo padre fosse stato il tiranno e non che era scappato.

-Come hai potuto tenermi all'oscuro di tutto questo! Ho sempre creduto che mio padre fosse stato un codardo, invece è morto per salvarci la vita!.-

Iniziò a piangere e corse via. Non sapeva dove andava, voleva solo continuare a correre. Quando rimase senza fiatò si ritrovò nella terrazza,dove aveva litigato con quei ragazzi. Si sdraiò, le lacrime scendevano ancora accarezzandogli il viso, e ripensò a tutto ciò che la madre gli aveva detto. Suo padre era morto per difenderli, aveva sacrificato la sua vita per loro, tutto per colpa di quel tiranno. Iniziò ad odiarlo ed infine decide di volerlo uccidere, voleva che il tiranno morisse per mano sua. Così prese la decisione di partire per diventare anch'esso un guerriero dei draghi e per poter vendicare suo padre.

Restò lì tutta la giornata.

Arrivata la sera tantissime stelle apparirono in cielo. Pensò come sarebbe avere un padre, avrebbe potuto giocare con lui, tirare di spada, avere consigli e tantissime altre cose. Invece si trovava lì, tutto solo.

"Cosa devo fare adesso? Vorrei tanto diventare ancora più forte per sconfiggere il tiranno, ma per adesso sono debole. Mi sa che è giunta l'ora di partire. Sono sicuro che scoprirei nuovi metodi di lotta e nuovi poteri magici. Come faccio a dirlo a mia madre? Sicuramente non approverebbe."

Sentì un rumore e scattò in piedi. Era sua madre che si avvicinava molto lentamente e guardandolo con amore. Era sicura che l'avrebbe trovato su quella torre perché era il luogo dove Mark andava sempre quando era triste. Si sdraiarono ad osservare le stelle, per qualche minuto restarono in silenzio. Fu lui a rompere quel fastidioso silenzio.

-Mamma ho pensato a tutto ciò che mi hai detto ed ho pensato a molte cose. Se resto qui non potrò diventare più forte di come sono ora, ed io voglio diventare un guerriero dei draghi forte come mio padre, quindi vorrei partire per scoprire nuovi luoghi, stili di combattimento, apprendere nuovi poteri magici.-

Gli scese una lacrima. Restarono in silenzio, si fissarono, lei aveva una aria, come sempre, dolce e tranquilla, lui invece aveva un'espressione decisa.

-Ho paura! Il mondo intero ormai è in guerra. Solamente in pochissime città, per adesso, c'è la pace, ma prima o poi arriverà anche la morte e la distruzione. Non posso perdere anche te.

Ma non posso restare. Come faccio ad esser pronto se l'esercito del tiranno viene anche qui? I tuoi allenamenti, in tutti questi anni, mi hanno reso forte ma non al tal punto di avere la meglio contro un esercito del tiranno. Voglio diventare un guerriero di draghi! Solo allora sarò in grado di sconfiggere il tiranno e portare la pace in tutto il mondo.-

-Non lo so figliolo. Fammi pensare, non è una decisione facile da prendere. Nel frattempo fammi vedere quanto sei diventato forte, andiamo a casa.-

Appena arrivarono a casa sua madre disse a Mark di aspettarla nella stalla che lei doveva prendere una cosa. Tornò dopo una decina di minuti con in mano un oggetto lungo e sottile, avvolto in una coperta.

-Cosa è?

Domandò Mark, incuriosito dall'oggetto misterioso.

-Ecco, è tua. Apparteneva a tuo padre, fanne buon uso.-

Prese l'oggetto, non capendo cosa fosse tolse la coperta. Era una spada ad una mano, la lama intrisa di sangue e l'elsa era a forma di drago. Era la leggendaria spada Mifrit. Com'era possibile che adesso fosse nelle sue mani? Da piccolo aveva sentito che solamente un guerriero di drago aveva questa spada, l'unica spada dove il sangue del nemico vi rimane per sempre, ma non avrebbe mai immaginato che fosse suo padre quel guerriero.

-Questa è la leggendaria Mifrit. Tuo padre sconfisse numerosi nemici ed il loro sangue è rimasto sulla lama. Adesso è tutta tua. Tuo padre avrebbe voluto questo. Bene, adesso alleniamoci.-

Si misero uno di fronte all'altra,fu la madre ad iniziare. Mark non era dotato di una grande resistenza e la sua tecniche non era delle migliori ma sopperiva alle lacune con la velocità e la sua intelligenza. Parava e scartava ogni attacco e sceglieva i tempi giusti per attaccare. La madre era fiera di Mark e di come stava diventando un vero guerriero. Le scivolò la spada di mano andando a finire su un mucchio di paglia e Mark non si fece sfuggire l'occasione e le puntò la sua arma alla gola.

-Che fai, ti fai battere in questo modo?-

-Sono fiera di te. Non ho più motivi per tenerti qui con me. E' giunto il momento che anche tu, come fece tuo padre alla tua età, parta per diventare un guerriero di drago.-

Mark restò lì fermo senza capire cosa stava succedendo. La madre aveva accettato l'idea che lui partisse, era al settimo cielo.

- Domani invierò una lettera a tuo zio Artur per chiedergli se ti può addestrare lui per diventare guerriero di drago. Adesso andiamo a letto, domani è un altro giorno.-

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