Sono nato al secondo capitolo, inatteso come un refuso di stampa. Ero comparso lì sulla bianca pagina, solo e sperduto in attesa di essere fagocitato da una schiera di orgogliosi nomi e pronomi; abbellito e curato da aggettivi e comparativi nonchè addomesticato ed educato all'obbedienza da un ristretto gruppo di potere, dove si erano autonomamente esiliati aitanti verbi e soggetti compiaciuti.

E fù così che in un batter di pagine si trasformò e da pupa divenne farfalla. Si liberò velocemente di vecchie definizioni grammaticali, tanto quanto altrettanto rapidamente si ammantò della nuova corrente di moda. vAbbracciò il futuro ed entrò ufficialmente a far parte della nuova scuola di scrittura creativa. Come primo passo si offrì per un posto vacante di moderatore per versi in rima. Purtroppo per ingenuità si lasciò trascinare in inutili diverbi su desinenze scorrette. Fù molto faticoso tirarsene fuori ma alla fine ne uscì vittorioso, anche se con qualche virgola rotta. Or dunque il problema si ripresentava e intanto, inesorabile la lettura continuava e si avvicinava paurosamente, capitolo dopo capitolo. Erano rimaste poche pagine ormai e quasi tremava pensando al grande epurtore (il dizionario Zanichelli). Ma lui, con un geniale colpo di punteggiatura si salvò e si creò da solo un seguito, facendo rimanere a parentesi aperta tutte le arroganti preposizioni. Ancora una volta, coraggioso anzi impavido, aveva rischiato molto ma la grammatica gli era stata benigna. Invece di subire una triste sorte di annientamento totale e, ringraziando le sue capacità camaleontiche, mutò pelle e riuscì a passare con la definizione a piè di pagina di :"Espressione moderna, informale e colloquiale" . Ancora una volta risorse e si riscattò.

Sua Maesta: l'errore.