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Recensioni

La Ragazza del Treno

Di Emanuele Scalise
Pubblicato il 16/11/2017

Opinione letteraria

17 Visualizzazioni
8 Voti

In tutta onestà, il motivo che mi ha spinto a leggere questo libro è stato il commento di Stephen King sul retro di copertina, che recita: “un capolavoro di suspense. Mi ha tenuto sveglio tutta la notte."

Ciumbia! Uno dei miei autori preferiti è stato privato del sonno per quanto avvincente ha trovato questa storia? Fidiamoci allora.

Sono bastate trenta pagine per cominciare a immaginarmi la cifra versata sul conto in banca del Re del brivido per fargli affermare una boiata simile. Abituato alle sue opere, e dopo aver letto la lista dei suoi romanzi preferiti, non posso credere che gli sia piaciuto, non così tanto almeno.

La ragazza del treno mi è sembrata null’altro che della banale cronaca nera da telegiornale riscritta in una forma che ricorda vagamente il romanzo thriller.

Ciò che si salva ritengo essere solo la prima manciata di pagine in cui l’autrice descrive la vacuità esistenziale di una pendolare alcolizzata e divorziata che continua a fare su e giù da Londra per lavoro. L’atmosfera di tristezza e disperazione della protagonista è ben trasmessa e quindi sprona il lettore a continuare.

Peccato che quest’incipit azzeccato viene rovinato dalle trecento pagine che seguono, farcite da un banale omicidio e da intrecci narrativi molto forzati.

Questo unito alla prevedibilità degli eventi: riuscivo il più delle volte a indovinare cosa sarebbe successo con la stessa facilità di quando, qualche anno fa, anticipavo mentalmente le battute dei comici di Colorado.

Molte recensioni annoverano tra i suoi pregi la semplicità, la scorrevolezza e la brevità dei capitoli.

Certo, tutti fattori ben accolti dal lettore pigro e con una soglia attentiva di massimo tre pagine.

Questo libro è troppo semplice, il lettore è praticamente imboccato ad ogni riga. Ho cominciato ad annoiarmi proprio quando non mi si richiedeva più quel tipo di sforzo immaginativo che riempie i vuoti lasciati dallo scrittore. Il contributo soggettivo di chi legge qui è nullo, è un assistere passivamente a cose che accadono in uno spazio interpretativo molto limitato. Il linguaggio è troppo giornalistico, impedisce qualsivoglia immedesimazione con gli eventi.

Per non parlare dei personaggi: automi monodimensionali che si agitano senza senso tra le pagine, la cui massima aspirazione sarebbe quella di recitare nella prossima stagione di Beautiful.

Ma si può sapere che libro hai letto Stephen?

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