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Saggi Brevi

Ma è soltanto strada.

Di FrancescoGianniniCom
Pubblicato il 30/11/2017

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Perché è da un punto qualsiasi che possiamo ripartire. Tutti. Mentre l’Italia crolla, mentre tutto appare difficile, distante, mentre le ore su questo PC passano a volte lente, a volte inesorabili, a un certo punto è sufficiente questo: capire da cosa ripartire.

Ripartire da una moto, da una moto usata: come fosse una divorziata che viene a stare con me. Ripartire da un rifiuto, da un no, per trovare in quel negare il motivo profondo da accettare.

Ripartire dal proprio io, perché l’unico essere al mondo che potrà darmi amore, sarò sempre e solo io, autosufficiente per me stesso, autosufficiente per il tempo.

E solo nel mio amore, quando ne sarò pieno, potrò ospitare il resto delle cose. Perché credo che Galileo non si fermò a sorridere alla luce delle stelle, ma volle andare oltre, amare il buio che non vedeva. E alla fine, si accorse di una realtà che non era facile spiegare. Ma ha senso negare l’evidenza delle cose? Mentre bevo vino rosso e penso alle moto degli anni ‘70, mi accorgo che le parole sono importanti. Le parole e i suoni: ho pianto quando sono nato, e ho pianto quando stavo male, ed ho urlato da solo in una Alfa Romeo nella notte per le strade buie, prima di trovare il silenzio.

Nel mio silenzio, rientro a casa.

Nel mio silenzio, sono a casa.

Spengo la TV e lascio un po’ di musica appena, spengo il ventilatore e mi godo le voci che mi giungono dalla strada di sera. Spengo la parte di me che cerca di spiegare, quella di me che vuole sempre controllare, e mi lascio andare. Non ha senso più niente, quando nel bungee jumping interiore, senza nessun elastico per salvarmi dall'asfalto, riesco finalmente a essere così calmo da udire le ventoline del mio PC, il pompare del sangue nelle mie vene. Anche se adesso cadessi su un marciapiede, senza il denaro per bere, non avrei paura di sostenere uno sguardo dall'alto. Voglio essere così, camminare così, ancora: dubito che l'Universo ami avere tra i suoi figli qualcuno a testa bassa.

Voglio creare, essere una riflessione per qualcuno, e da qualcuno imparare sempre più a riflettere. Voglio essere più di un profilo su Facebook, e molto più di un ricordo sbiadito. Voglio essere, e lungo questo cammino non voglio fermarmi e riprendere la via. Non voglio più negare a me stesso chi sono, ma voglio godermi ogni metro e ogni sorriso che saprò donarmi e donare.

E tutto quello che mi renderà felice, sarà solo altra luce.

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