leggere e scrivere online
Small cover.png?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccountZoom cover

Autobiografia

Natale famigliare

Di Ernesto Sparvieri - Editato da Niccolò Mencucci
Pubblicato il 25/12/2017

Tratto da un mio racconto, ho dovuto tagliarlo pesantemente per mantenermi nelle 7000 battute. E questi sono i risultati...e tante grazie...

7 Visualizzazioni
1 Voti

C'era la neve per le vie della città; un signore infreddolito vi correva, salutando calorosamente chiunque incontrasse nelle vicinanze, e mostrava al passante un sorriso felice: Buon Natale, maestro! Buon Natale, macellaio! Buon Natale, netturbino! Buon Natale, cagnolino! 

- Oh, la vuoi smettere di guardare quel film? Vieni qui e aiutami con i regali! 

Marzio spense la televisione e si alzò dalla poltrona del soggiorno. La piccola signora Maria stava cercando di concludere l'imbustamento dei regali, e necessitava di aiuto da parte del marito:

- Finalmente ti sei deciso a venire ad aiutarmi!

- Scusami, ma sai che mi piace tanto quel film...,

- Sì, a te piace tutto quando non hai nulla da fare...su, aiutami con questo fiocco, che non ci riesco. Devo andare a vedere che diavolo stanno combinando quei due.

Maria si allontanò dalla sala da pranzo, lasciando suo marito in balia di diciassette regali. Andò nella camera dei piccoli Bartolomeo e Federigo, ma non li trovò: notò dalla finestra che i due si stavano divertendo fuori, tra i mucchi di neve. Stavano facendo una piccola competizione, urinare sulla neve. Li prese per le orecchie.

Graziella li lasciò in bagno, ordinandogli di lavarsi per poter andare alla messa di Natale: non l'ascoltarono. Lei tornò dal marito, e scoprì che era riuscito a imbustare e a confezionare tutto quanto: 

- Allora, qualcosina la sai fare! Su, muoviti, che la messa inizia tra qualche ora...

- Tesoro?

- Che c’è?

- Sai che non ci vado alla messa...

- Ma che figura ci faccio con la parrocchia?

- Amore...

- No, senti, già la mattina è iniziata male, con quei due che mi stanno facendo impazzire, poi arrivi te che non vuoi muovere il tuo deretano dal divano per aiutarmi...

- Ma se ti ho aiutato...amore!

- Per favore, Marzio; quei due poi che fanno casino: li ho beccati fuori vicino all'ulivo a fare...,

Non poté andare avanti con la discussione, che il marito le fece accenno con lo sguardo che in sala era entrato Bartolomeo.

- Mamma, io e Federigo non riusciamo a lavarci...

Lo prese per un braccio e lo spedì in bagno; lo stesso fece con Federigo. Ad un tratto sentì qualcosa:

- Figlioli, sono a casa. Dov'è il tacchino ripieno? Amori, siete tutti a casa. Venite, voglio abbracciarvi!

Andò in soggiorno e trovò il marito di nuovo sulla poltrona. Spense il televisore.

- Manca mezz'ora alla messa! Non c'è altra maniera....

Andarono entrambi in bagno, e si denudarono. Dopo la doccia si vestirono, ma, all'ennesima richiesta della moglie, Marzio negò ogni sua partecipazione alla messa, e preferì invece andare in paese a trovare i colleghi di lavoro.

Graziella e i due bambini andarono a messa: stette vicino alle sue amiche comari, per la maggiore zitelle ancora residenti in famiglia. 

Tornati a casa, lei, in silenzio, preparò il pranzo di Natale: scaldò il cappone; mise in cottura il brodo e i tortelli; cosse le salse per i crostini e i pani. Quando tutto era pronto, al tempo stesso, arrivarono a casa anche i famigliari, i nonni paterni Giuditta e Domenico, gli zii Mara e Giobbe. Dopo i convenevoli, lanciarono uno ad uno i propri abiti sulla poltrona del marito.

Iniziarono il pranzo; mentre mangiarono i crostini, la zia Mara chiese:

- Graziella, hai saputo del nuovo centro commerciale che hanno aperto qui vicino?

- No!

- È quell’enorme complesso in fondo alla strada, dopo la casa del macellaio Butteri.

- Quel fabbricone? Lo fanno a supermercato?

- Eh, già! - sentenziò lo zio Giobbe.

- Che bello. Finché c'erano qua alcuni negozietti poteva andar bene, e si comprava la roba giusta e si stava anche bene. Si faceva pure amicizia con il gestore. Ma ora la gente non farà altro che comprare...e poi, cosa? Roba di pessima qualità. Addio alla buona cucina! - concluse Mara,

- A proposito di cucina, tesoro -, chiese nonna Giuditta,- hai avuto problemi con l’arrosto?

- No, perché?

- Eh, è sempre un po' stoppaccioso quando lo si cucina troppo veloce...

I bimbi intanto bofonchiarono:

- Ma la mamma non è andata dal macell... - e Graziella intervenne:

- È l'ora del brodo!

Mentre mangiarono i tortelli, Domenico disse ai bimbi: Bimbi, avete fatto la letterina per Babbo Natale? - e i bimbi smisero di mangiare,

- Perché solo facendo la letterina, avrete diritto ai vostri regali!

Ai bimbi si illuminarono gli occhi e, dalla fretta, li andarono di traverso i tortelli; Bartolomeo addirittura vomitò la porzione. La madre cacciò un urlo, e il padre e lo zio esplosero in una risata:

- Oh che c'era in quei tortelli che i bimbi li han vomitati? - e anche il nonno si beccò lo scappellotto dalla moglie.

Tralasciato questo momento increscioso, venne servito il cappone:

- Ma, ti è venuto buono questo cappone! - disse sbalordita la nonna,

- O come hai fatto? - e i bimbi, ripresisi dal colpo di tosse, si agitarono, ma la madre li guardò talmente male che ritornarono composti:

- Ma, sai, avrò avuto fortuna: gli era arrivato una serie di capponi nostrali particolarmente teneri...ma non è che stai esagerando, Marzio?

Intanto il marito aveva cominciato a bere un po' troppo vino, e le stava toccando i piedi in maniera vogliosa:

- Abbiamo fatto una bella doccia, prima…

Mara e Giuditta si scandalizzarono, i due mariti avevano la risata pronta ad esplodere:

- Tesoro, vai alla televisione, che in tutto il giorno non hai fatto altro che aiutarmi con i pacchi!

In quell'istante la televisione si riaccese:

- Il tuo aiuto è stato così importante per me, te ne sarò eternamente riconoscente!

A Graziella si oscurò il volto.

Finito il pranzo, fu il momento dei pacchi. Prima della consegna i famigliari ritornarono alle macchine per prendere i pacchi dono e portarli alla famiglia; vennero aperti:

- Che...bel regalo...è.…un appendi cravatte? - domando Giuditta;

- Perché un ferro da stiro per me? - chiese lo zio.

Graziella disse al marito, digrignando i denti dalla rabbia:

- Amore...cosa è successo ai pacchi? Non li hai messi bene....

E Marzio:

- Tesoro, io li ho impacchettati come volevi te.

- Amore...le hai viste le buste delle dediche: hanno i colori complementari! Gesù!

Nonostante il caos, ebbero i loro regali, quando toccò a Graziella ricevette un pacchetto di sconti:

- Spero ti possano servire. Sono dei buoni sconto su molte offerte.

- Grazie, ma in quale negozio, Mara?

- Ma infatti non sono per i negozi qua, ma per il supermercato. - e Graziella non capì bene - Me li avevano dati qualche giorno fa, e non sapevo cosa farmene: io lo odio quel posto, ma tu no. - e le fece intendere che sapeva dove aveva comprato il cappone. La ringraziò con grande astio.

Mentre se ne andarono, ripresero possesso dei loro cappotti; appena l'ultimo vestito fu tolto, Marzio vi si risiedette, e non vi si mosse per tutto il resto della giornata. Graziella stava pulendo il pentolone del brodo, quando sentì di nuovo una delle frasi del film:

- Ora ho capito il vero significato del Natale...

Lei starnutì sul pentolone, e poi lo ripulì. Starnutì ancora, e ancora. Sperava di non essersi presa qualcosa.

Logo
6968 battute
Condividi

Ti è piaciuto questo racconto? Registrati e votalo!

Vota il racconto
Totale dei voti dei lettori (1 voto)
Esordiente
1
Scrittore
0
Autore
0
Ospite Belleville
0
Belleville
0

Commenti degli utenti

Large img 20170602 wa0005.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Danilo ha votato il racconto

Esordiente
Picture?width=200&height=200&s=200&d=mm

di Ernesto Sparvieri

Esordiente