leggere e scrivere online
Small cover.png?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccountZoom cover

Narrativa

Nuovi concetti e strane chimere

Di Silvia Rossi
Pubblicato il 06/12/2017

14 Visualizzazioni
5 Voti

Era una miniera di rame, ora è una specie di albergo.

La proprietaria è una donna strana, alta, con i capelli neri e una voce bassa.

Ci sono finito per caso, ci sono rimasto tre giorni. Tre giorni di noia, di insonnia e di cicale stronze.

Occupavo la stanza sedici, in fondo al corridoio del terzo piano.

Ogni stanza aveva accanto alla porta un quadretto con disegnata una pianta, a me è toccato l’olivo.

Tre stanze prima della mia, sulla destra, il quadretto con l’ippocastano, dentro la stanza una donna obesa, il marito pallido e la figlioletta di un paio d’anni obesa e pallida.

Ho cenato sempre al ristorante dell’albergo e dopo ogni pasto abbondante ho camminato una mezz’oretta per digerire.

Camminavo nel buio e nel silenzio in quello che mi sembrava un luogo fuori dal mondo, finto. La padrona dell’albergo, la famiglia pallida e obesa, la cameriera con gli occhi chiari trasparenti e il tatuaggio sulla caviglia sembravano finti, attori di un teatrino allestito solo per me, una recita per i miei tre giorni di vacanza.

Avrei voluto visitare luoghi, chiese, musei, vedere persone, anche parlare e invece sono stato ospite, ostaggio di una miniera sfinita e di quattro attori da due soldi.

La notte ho dormito pochissimo, troppo occupato a trovare il giusto verso del cuscino e ad ascoltare il fruscio degli alberi. Pini marittimi, querce, ippocastani e qualche betulla, mai fermi, mai in silenzio. E poi c’erano i grilli e a una cert’ora che non so un cuculo col suo verso ossessionante.

Ho bevuto molto, vino rosso che avrei preferito più fresco e più leggero.

Nel bagno c’era un ragno, non si è mai mosso. A pensarci ora sarà stato finto, messo là, anche lui, per me.

Due notti di sogni strani, incubi. In uno ero a tavola con mia moglie, parlavamo. Lei si alza con un coltello in mano e con un balzo da schermitore mi colpisce la gola. Non capisco il perché di quel gesto, ma vedo il sangue uscire veloce dalla mia gola squarciata. Sono più preoccupato dei motivi dell’omicidio che della fine che velocemente arriverà. Mi sveglio.

Il mattino dopo a colazione accanto al mio tavolo una coppia di tedeschi, non credo siano là per me, credo seguano un’altra storia. Sono amanti, si capisce dal modo di muoversi in uno spazio che non appartiene loro totalmente, fingono una quotidianità che non vivono, la guardano consapevoli di stare dentro una bolla. Li ritrovo poco dopo in piscina. Lei è una bella donna e lui ha spalle larghe. Le sussurra all’orecchio qualcosa e la fa ridere.

Fa caldo, le cicale mi sfibrano, mi tiene là un’altra notte solo l’idea di rivedere sopra la torre dietro la miniera il cielo rischiarato da Giove e Venere, belli come stelle, vicini, così vicini come non si erano mai visti.

Logo
2702 battute
Condividi

Ti è piaciuto questo racconto? Registrati e votalo!

Vota il racconto
Totale dei voti dei lettori (5 voti)
Esordiente
4
Scrittore
1
Autore
0
Ospite Belleville
0
Belleville
0

Commenti degli utenti

Large img 20170602 wa0005.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Danilo ha votato il racconto

Esordiente
Large 426117800 66318.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Nunziato Damino ha votato il racconto

Esordiente
Large img 1218.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Hollyy ha votato il racconto

Esordiente
Large icotypee.png?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Ti Maddog ha votato il racconto

Scrittore
Editor
Large default

Bazarov999 ha votato il racconto

Esordiente
Large img 0185.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

di Silvia Rossi

Esordiente