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Fantastico

PADRE E FIGLIO

Di vita e passione - Editato da Maddalena Frangioni
Pubblicato il 28/12/2017

Fantastico, surreale, lievemente ironico questo breve testo che affronta l'annoso problema del rapporto tra padre e figlio. Qui però si accenna a DIo-padre e al figlio-'uomo. Spero che qualcuno lo legga. Grazie.

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Quando Dio creò la terra pensò di aver fatto un capolavoro. Non mancava niente mari e montagne, colline e deserti, alberi e prati e animali di tutte le specie. Ma l’ epressione più alta della sua potenza fu l’aver creato l’uomo, un essere all’apparenza piccolo e insignificante eppure così forte da piegare la natura al suo servizio. L’uomo accettò il dono meraviglioso della vita mostrando riconoscenza verso il Padre, ma pian piano nel prendere gusto a esercitare il suo dominio sulle cose e perfino su altri fratelli più deboli cominciò a mostrare insofferenza verso lo stesso Genitore che nel mettere dei limiti temporali alla vita tradiva, a suo parere, l’affetto peril figlio che avrebbe dovuto amare sopra ogni cosa. Ciò che l’uomo reclamava nell’essere figlio di Dio era il diritto all’eternità. Perché mai il Padre poteva vantarsi del piacere dell’Immortalità mentre all’uomo era concesso un tempo e uno spazio stabiliti a priori per esercitare la propria supremazia?

Ma Dio come tuti i padri era un genitore accorto e sapeva che non è bene viziare troppo i figli per non esporli a una vita insulsa e senza valori. Aveva così deciso di concedere al figlio tutto o quasi tutto ma non l’immortalità, suo appannaggio esclusivo.

Fu con il passare dei secoli che i più saggi nel vedere il comportamento dell’uomo non sempre dritto e corretto, addirittura violento e irrispettoso dei diritti e sprezzante verso il mondo naturale che riconobbero a DIO-PADRE il valore di questa sua decisione.

La mortalità avrebbe dovuto essere il deterrente più forte dell’uomo nel limitarlo a esercitare all’infinito la propria tirannia. Purtroppo da come vanno le cose sulla Terra sembra che la paura della morte non sia sufficiente a far prendere coscienza all’uomo della propria fragilità.

Dio che sa e vede tutto è amareggiato e non è contento, ha deciso che finché il figlio-uomo non cambierà manterrà una certa distanza da lui per fargli sentire la propria autorità e mettere in rilievo la dignità di Genitore. Non rimane che aspettare! 

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