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Narrativa

Pelle e Paglia

Di Ghebrielle
Pubblicato il 05/06/2017

Favola breve, che narra di come un bambino considera la paura e il suo modo di affrontarla.

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Voglio la paglia addosso, è più leggera. Voglio diventare uno spaventapasseri.

Una volta ho letto di uno spaventapasseri che voleva diventare umano, ma perché?

E' così bello essere uno spaventapasseri. 

Stare fermo tutti il giorno all'aperto, fare paura a tutti quegli uccellacci. Che poi sei uno spaventapasseri, non hai più paura di nulla.

Sei tu che fai paura. Voglio fare paura. Nessuno ha paura di un bambino di 8 anni al giorno d'oggi, questa cosa non mi piace.

La paura mi piace, non averla chiaramente, ma penso che sia un modo di comunicare bene o male.

Ad esempio, in classe abbiamo tutti paura della maestra di musica. Chi è che non sa usare il flauto?

Nessuno. Siamo tutti bravissimi a suonarlo. Invece la maestra d'italiano è troppo brava, per carità le voglio pure bene,

ma è troppo indulgente. Nessuno infatti sa cosa sia una congiunzione.

Se la congiunzione fosse un motivetto musicale, una nota, tutti sapremmo esattamente cos'è!

E invece no.

Ma come faccio a diventare di paglia? Oggi andrò sulla collinetta.

Mi hanno detto che di notte fonda ci sono delle rane parlanti, un po' fuori di testa e che parlano tantissimo, dicono che esprimono i desideri dei bambini, ma quando compi 10 anni e 123 giorni smettono di parlarti.

Non so bene il perché, forse le rane vivono 10 anni e 122 giorni, quindi al 123° giorno gli stai antipatico perché sanno che loro non ci arriveranno mai. Comunque io ho ancora tempo, ho solo 8 anni!

Ora mi preparo lo zainetto, una torcia e delle caramelline. Speriamo siano golose queste strane rane.

La sera arriva in fretta. La mamma è già venuta a darmi il bacino della buona notte. Le voglio tanto bene. Peccato che mi dia sempre ordini su ordini: pulisci la camera, fai i compiti, non bisticciare con tua sorella. Se avesse paura di me questo non accadrebbe più!

Ora sono tutti a dormire, bene.

Arrivare alla collinetta non è difficile, è difficile trovare le rane con questo buio.

Mi siedo vicino ad una piccola pozzanghera, mi metto a chiamare un po' ma niente.

"Aaah, quanto vorrei qualcuno con cui parlare".

Ed ecco che subito mi piomba una rana addosso.

"Salve forestiero! Che ci fai da queste parti?"

"Salve signora rana!"

"Pischello non chiamarmi così! Ho solo 10 anni! Chiamami Jake. Tu piuttosto quanti anni hai?"

- Poverino - pensai, gli rimangono solo 123 giorni di vita. Ma feci finta di nulla.

"Appena 8".

“Ah, che pischello! Allora, di che volevi parlare?"

" Nulla di che, solo voglia di parlare Jake".

"Ah ti capisco! Mamma come ti capisco! Solo che io ho pure cose di cui parlare, non hai idea di come sia difficile essere una rana parlante al giorno d'oggi! Tutti si aspettano grandi cose da te, tutti ovviamente dai 10 anni e 123 giorni in giù eh. Ma che poi ho pure una famiglia da mandare avanti, non sai quanti girini ho! Guarda davvero ho perso il conto, e devo salvaguardarli tutti. E invece che venirmi ad aiutare vogliono solo desideri su desideri. Ma che poi non sono mai neanche contenti, non riesci mai ad accontentare del tutto qualcuno. Appena gli esprimi un desiderio BUUM! Ne hanno subito un'altro! E ma per che mi hai preso? La banca dei desideri? E' per questo che abbiamo istituito delle regole. Un desiderio ogni 10 e 123 giorni. Ma sai il tempo che si ripeta questo arco di tempo, e smettono di credere in queste cose. - Una rana che parla! Ma chi ci crede! Che esprime desideri poi!- Tutti così, davvero forestiero! E' frustrante, anche perché non sai quanti ne ho conosciuti, vengono e ti chiedono qualcosa, e poi è come se si scordassero tutto. Capita che tornino qui in collina, cerchi di scambiarci qualche parolina e ti cacciano via urlando, cose assurde credimi".

La rana non smetteva più di parlare, faticavo a seguirla.

"Quindi esprimi desideri?”, sbottai in una frazione di silenzio.

La rana smise di parlare finalmente di tutti i suoi mille problemi, ed io che pensavo fosse facile la vita di una rana.

"Esatto pischello, necessiti qualcosa?"

Mi sembrava brutto chiedergli un desiderio, si stava lamentando giusto di questo.

"Si ma non importa, piuttosto dimmi: quanto vivete voi rane?"

"Le rane normali non lo so, noi viviamo 100 anni".

Ero rincuorato, non sarebbe morto tra 123 giorni, ma tra 90 anni e 123 giorni! 

Presi coraggio e gli feci la domanda.

"Sai un desiderio io l'avrei"

"Spara!"

"Io vorrei essere uno spaventapasseri”.

La rana rimase un po' perplessa. Non riusciva a capire perché ultimamente tutti volessero diventare degli spaventapasseri.

"Non è possibile Jake?"

"Si si che è possibile, sono solo un po' stranito. Allora sei sicuro?"

"È quello che voglio."

"Bene, allora vai a dormire".

"Ma come? E il mio desiderio?"

"Domani mattina quando ti alzerai sarai uno spaventapasseri. Buona serata pischello!"

"Grazie mille Jake!”

Mi allontanai.

Entrai nel mio letto. Ero cosi contento, la mattina dopo sarei stato uno spaventapasseri.

Era già mattina, il sole mi scaldava la testa.

Ero nel campo di grano! “Sono uno spaventapasseri! Che bello!”.

Guardai dentro la finestra di camera mia, nel mio letto c'era lo spaventapasseri che aveva preso il mio posto e la mia pelle, ciò nonostante si capiva dai suoi strani movimenti che non era un bambino vero.

"Bene" pensai "almeno mamma non sentirà la mia mancanza e darà ordini a lui!"

Un corvo si posò sulla mia spalla sinistra.

"Ehi tu, sono uno spaventapasseri! Vai via!"

Il corvo mi guardò per un po'. "Amico, come mai così scorbutico stamattina?"

"Ma non hai paura di me?"

"No, dovrei?"

"Certo che dovresti! Altrimenti è tutto inutile!"

Ero così triste, nessuno aveva paura di me. Difatti il mio corpo di paglia si riempì presto di tanti uccelli di tutti i tipi. Nessuno aveva paura di me, anzi, mi volevano tutti bene.

Guardai dentro casa mia. Ma cosa sta facendo mia madre? Sta mettendo in ordine la mia camera! Ma com’è possibile? E cosa sta facendo il nuovo me? Gli sta dando i compiti da fare?!

"Corvo ma com'è possibile una cosa del genere? Perché la mia mamma fa tutto quello che gli dice di fare?"

"Beh, si vede che ha paura di lui."

"Ma com'è possibile? Perché io non faccio paura?"

Il corvo sbatte le ali non curante della mia domanda bisognosa.

"Dai amico, non ti preoccupare. Hai tanti amici tu! Guardo il nuovo te invece, si ritrova la sera a piangere nella stanza pulita da tua madre, con i compiti già fatti, ma senza bacio della buona notte."

"Perché la mamma non gli dà il bacio?"

"Sempre perché ha paura di lui, avendone non gli dimostrerà mai il suo affetto. E col tempo il suo amore per lui sparirà del tutto mangiato dalla paura."

"Ma non era questo che volevo io!"

Sentii qualcosa ai miei piedi.

"Ehi amico!"

"Jake! Guarda che disastro è successo!"

"E' quello che tu, che voi mi avete chiesto! Ecco lo sapevo neanche tu sei contento! E figurati! Non lo è mai nessuno!"

Mi guardai intorno per la prima volta, tutti i miei compagni erano diventati spaventapasseri, c'era anche la maestra di italiano!

"Ma Jake.."

"Jake di qua, Jake di là è sempre così! Mi ricordo anche quella volta che.."

E la rana inizio a parlare, e chi poteva più fermarla ora?

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