La libreria di Parigi

A Parigi, appena dietro una siepe d’ontano che la ripara da sguardi indegni, a due passi dall’odore di Bretagna di un venditore d’ostriche che offre mare fresco ai passanti, si trova la porta in legno laccato della libreria che vende un solo libro.

La gestisce un vecchio ch’era vecchio quando i patriarchi eran fanciulli e la gestisce da sempre: la gestiva già quando Parigi era da un’altra parte e la gestirà ancora quando Parigi sarà da un’altra parte.

E’ un vecchio che ha letto l’elenco dei morti che sfileranno nella valle di Giosafat alla fine dei giorni e l’elenco di tutti i nomi che sarebbero stati assegnati ai vivi dall’inizio dei giorni, ha letto le geometrie di tutti i possibili voli d’uccello e le traiettorie dei tragitti di tutti i pesci delle acque del mondo, e per questo è divenuto così vecchio perché ci andava del tempo per leggere e il tempo si inganna solo leggendo o amando e il vecchio non avevo tempo per amare ma solo per leggere, se avesse avuto tempo per amare sarebbe rimasto giovane e non sarebbe diventato il vecchio che era.

Nella libreria che vende un solo libro puoi trovare un libro solo: basato sulla trama perfetta che nessuno ancora conosce, narra dell’inizio e della fine passando per il centro e tornando da capo poiché é perfetto e descrive con invidiabili aggettivi ogni cosa e con magnificenza di parole ogni situazione, fa vivere le vite perfette di tutti i personaggi possibili, senza errore alcuno, con adeguata profondità di caratteri e magnifica scelta di lemmi e fa coincidere la vita con la morte e scioglie i dubbi e annulla il tempo e trascura lo spazio, tutte queste essendo espressioni d’imperfezione e potendo, al massimo, generare arte o poco altro, è un libro mondo che contiene tutti i possibili avverbi da cui, probabilmente, nascono tutti i mondi possibili.

Il libro contiene tutti i destini e li racconta sin dal principio come un unico racconto, come è logico che sia, narra tutte le evenienze per nascondere meglio la verità, la peggiore delle imperfezioni: poiché é insopportabile all’uomo e gli apre abissi di disperazione nei quali smarrisce le stelle e il suo povero cuore inadatto a sopportare l’orrore della più terribile tra le bellezze.

Gli scrittori cercano quel libro da sempre per vanità e invidia con l’intenzione di acquistarlo a qualsiasi prezzo e distruggerlo in modo che niente possa loro impedire di continuare a scovare trame imperfette e personaggi umani per vendere il loro ingannevole mestiere, i papi lo vogliono per mettere al sicuro gli dei dalla menzogna nella quale li han fatti sorgere e impedire che il libro ne svergogni l’indecenza, gli scienziati ci vogliono mettere le mani per vedere finalmente quanto sia insopportabilmente vasto l’universo, dopo aver giocato nei suoi angoli più polverosi, i lettori non se ne curano, perché se acquistassero quel libro sarebbe l’ultimo e non avrebbero più niente da leggere tranne se stessi, che terrore!

Il vecchio vende il libro nella libreria che vende un solo libro; nell’attesa di colui che avrà follia sufficiente per trovare la libreria ed entrarvi per acquistare l’unico libro che vi viene venduto e che conduce alla fine dell’umanità, invecchia.

Provate a cercare la libreria, è facile, si trova a Parigi, in un vicolo o forse nei pressi di una piazzetta dove la gente beve il caffè d’inverno col cappello in testa, basta seguire il profumo della salsedine di Bretagna e arrivare alla porta in legno laccato, appena dietro la siepe d’ontano.