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Narrativa

Quello che rimane.

Di Franco 58
Pubblicato il 16/11/2017

Monologo con immagini...

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"Gli scarti, sono quello che rimane, quando abbiamo scelto tutte le cose che ci sembrano essenziali, quelle

A cui non possiamo rinunciare", pensò Yuri, fissando il pavimento coperto di polvere.

"Ma forse, anche gli scarti sono essenziali", prosegui con un filo di voce "perche senza di loro, non ci sarebbe neanche... neanche tutto il resto" continuò, meravigliandosi dello strano effetto che gli faceva ascoltare la propria voce.

"Sono la scelta più prossima a quella che abbiamo fatto. Sono quello che abbiamo deciso di non considerare, la linea immaginaria che traccia i limiti o le possibilità delle nostre scelte, o delle nostre rinunce. 

Gli scarti determinano il confine mobile entro il quale ci muoviamo giorno dopo giorno, per proteggerci da ciò che temiamo, da ciò che non vogliamo o sappiamo affrontare.

Determinano la nostra identità, e allo stesso tempo ciò che non ci appartiene.

Ma ciò che escludiamo non è mai uno scarto, né un avanzo.

È semplicemente ciò che rimane. 

E quello che rimane e'sempre qualcosa di importante.

Quello che rimane di una mela, che abbiamo

Sbucciato, di una strada che non abbiamo percorso,

Scegliendone un' altra, di una storia che e' finita,

Senza che potessimo capirne il motivo, di un ricordo

Che non ci ha mai lasciati".

Aveva continuato a parlare, fermandosi, ogni tanto, per ascoltare il rumore della propria voce. Gli era sembrato strano, all' inizio, ma dopo le prime parole, pronunciate quasi sussurrando, si era abituato.

Gli piaceva, addirittura quel tono basso, era bello ascoltare quei pensieri sommessi che riempivano la casa immersa nella notte, come una cantilena misteriosa e discreta, attraversandola fino a perdersi oltre il patio, lungo il fiume, inghiottiti dall'aria umida e fresca che si muoveva lungo le sponde.....

Poi Yuri sputo' sul pavimento.

Aveva continuato a parlare a voce bassa, come se non volesse disturbare.

Improvvisamente si rese conto di essere solo.

Nella baracca non c'era nessun' altro.

Soltanto lui e la luna piena, che entrava dalla finestra

Aperta. Un fascio luminescente che si spargeva

sul pavimento, inondandolo di un azzurro argenteo e opaco.

Una polvere sottile, irregolare, si era alzata

Dalle tavole di legno, formando delle piccole nuvole

Che avanzavano iridescenti, trafitte dai raggi che

Al contempo parevano sostenerle.

Yuri continuò a fissare la polvere, cercando di concentrare lo sguardo in un punto determinato, per osservarla meglio.

Notò che il pulviscolo era formato da minuscole

Particelle in sospensione, da frammenti infinitesimali quasi Impalpabili, guidati da una forza che lui non conosceva.

Si chiese allora come facesse una luce riflessa, così

Diversa da quella diretta del sole, ad illuminarle in modo così preciso, una ad una.

Forse perché tutte quelle particelle, mentre

Si spostavano , seguivano anche un moto rotatorio,

Intorno al proprio asse, come dei piccolissimi pianeti, e a loro volta diffondevano, per riflesso, la luce che stavano ricevendo...??

Del resto, non fa così anche la luna...?!

Ogni singola particella di polvere riceveva dunque, una piccolissima porzione di luce, che, riflettendosi insieme a tutte le altre, partecipava a quel moto rotatorio, propagando la propria luminosita', e contribuendo all' intensità complessiva della luce, rendendo visibili anche le particelle più piccole.

Ma anche la polvere è uno scarto, oppure no...?! Si chiese infine senza parlare, come se avesse paura di smuoverla ulteriormente, di farla deviare dal suo percorso, da quella spinta iniziale grazie alla quale ancora volteggiava.

Anche la polvere è quello che rimane. Ma di cosa...?! 

Da cosa è formata la polvere...?!

Cos'era la polvere, prima di diventare polvere...?!

Yuri girò appena il polso e abbasso' lo sguardo.

Le lancette nere spiccavano sul quadrante di smalto,

Bianco, che per un attimo accolse il riflesso dei

Raggi lunari, facendo brillare i suoi occhi nell'oscurita'.

Si ricordo' di essere seduto su quello sgabello da più di mezz'ora.

Non si era mai mosso, non aveva mai spostato i piedi, ne' lo sgabello. Di questo era sicuro.

Ma allora, perche' la polvere si stava muovendo?

Che cosa l'aveva smossa. ..?!

Era risalito per la scala esterna, su per i tre gradini di legno. Poi aveva percorso il patio, aveva attraversato la porta aperta, e il pavimento della baracca, fino allo sgabello.

E si era seduto, infine. Le gambe larghe e i piedi

Ben piantati, i gomiti appoggiati sulle ginocchia e

le mani sotto il mento, con la testa rivolta

Verso il pavimento.

E poi era rimasto così, per una mezz'ora buona.

Un lasso di tempo più che sufficiente perché la polvere alzata dal suo passaggio, si potesse fermare, appoggiandosi nuovamente sul pavimento.

E poi aveva sputato.

Ecco, aveva sputato...!!

Aveva sputato sul pavimento di legno, alzando appena il mento, senza muovere la testa.

Ecco perché la polvere si era alzata...!!

Lo sputo aveva colpito il pavimento, spostando la

Polvere che lo ricopriva in quel punto preciso.

E le particelle di polvere che aveva spostato, insieme al movimento dell'aria, a loro volta ne avevano spostate altre, e queste, altre ancora, avviando una piccola reazione a catena che non si era ancora interrotta.

Continuò a guardare la polvere, immobile, muovendo

Soltanto gli occhi.

La vide galleggiare in aria, dipanarsi e ricomporsi,

ancora, librarsi e poi ondeggiare, seguendo un percorso che era soltanto per lui...

E gli parve magnifico...

Quella danza sottile e luminosa tutta per se', che gli

Faceva compagnia in quella notte d'estate...

Guardo' ancora il suo orologio.

La lancetta delle ore e quella dei minuti erano quasi sovrapposte, e quella dei secondi, lunga e sottile, stava per raggiungerle.

"Ecco, adesso e' mezzanotte", esclamò Yuri

Alzando un pò la voce, mentre guardava contento la lancetta dei secondi, che per un attimo, muovendosi

Insieme a quella dei minuti, si era sovrapposta alle altre due.

Continuò a osservare il quadrante, aspettando che la lancetta dei secondi finisse un altro giro;

Attese finché la lancetta dei minuti si sposto', un' altra volta, insieme a quella dei secondi, per fermarsi in linea con la prima tacca dei minuti, mentre quella dei secondi, continuava impavida, il suo percorso saltellante.

" Ecco, adesso non è più mezzanotte. È cominciata una nuova giornata. Da un minuto" esclamò Yuri

Pronunciando lentamente le parole, come se la

Comprensione di ciò che era avvenuto avesse bisogno di essere frammentato, ridotto in tante piccole frazioni, in sedimenti temporali e di senso,

Affinché la sua coscienza potesse prenderne atto, e

Lentamente, si rese conto della sua scelta, e di quello

Che gli era rimasto del Giorno appena passato;

Tutto il resto, l'aveva dimenticato...

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