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Horror

Un papà premuroso

Di Emi
Pubblicato il 04/12/2017

Un bravo papà rassicura la figlia spaventata da strani rumori in camera sua.

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-"E' tardi ormai per stare ancora svegli, mia cherie" disse il padre con premura verso la figlia più piccola decidendo che era tempo di andare a dormire per lei.

-"Si papà" rispose imbronciando e mettendo un pò il muso. Le piaceva restare sveglia fino a tardi per fargli compagnia ma papà oggi non poteva, era impegnato con un lavoro molto duro, poco adatto per una bimba, così le diede un buffetto sulla guancia stringendola forte e sussurrandole buona notte.

Lei si voltò verso il letto, salì un piccolo sgabbello per raggiungere il materasso e si stese coprendosi per bene e sbattendo un pò il cuscino per trovare la giusta morbidezza. Papà le rimboccava le coperte per evitare che avesse freddo. Poi spense la luce mettendosi il dito indice sulla bocca in segno di silenzio. Lentamente chiuse la porta.

Passarono alcuni minuti di incertezza per decidere in che posizione dormire, di solito sceglieva quella fetale. Il sonno però tardava ad arrivare. Da fuori la camera si sentiva un continuo brusio, rumori indistinti come di macchine che si azionavano, catene che battevano per terra e brontolii che venivano da sotto il pavimento. Lei di controrisposta mise la testa sotto il cuscino cercando di tapparsi le orecchie ma fu inutile. Anzi, da qualche secondo profondi sospiri e urla da gelare il sangue presero a farsi sentire e inquietare la nottata della piccola. Lei si rannicchiò tutta su se stessa in lacrime e con gli occhi chiusi stretti stretti tanto era spaventata da quelle voci che venivano dalle altre camere della casa. Ad un momento non ce la fece più.

-"Papàààà papàààà" iniziò a strillare forte buttando a terra tutte le lenzuola; "vieni presto!". Suo padre, repentino, entrò in camera: -"Che succede piccolina?" chiese attento, vedendola piangere.

-"Ci sono i fantasmi papà" ribadì la bimba con le lacrime che scendevano dalle guance rotonde e rosse.

-"Ma no scemina" rispose avvicinandosi a lei e raccogliendo le lacrime con il palmo della mano. -"Non sono fantasmi ma i miei schiavi e i condannati che vengono torturati, mia Lilith".

-"Falli smettere, per favore" disse un pò rincuorata.

Lui la accarezzò e sorridendo annuì. La rimise a letto baciandole la fronte, ricordandosi di chiudere la porta.

Appena uscito dalla camera, la piccola sentì la voce grande e profonda di suo padre che faceva quando era molto arrabbiato:

-"Io sono Lucifero e ordino ai miei demoni di mozzare le lingue a tutte le anime dei condannati. Che sia eterno silenzio."

Pochi istanti dopo Lilith si addormentò. "Ho il papà migliore del mondo" si disse.

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