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ConcorsiConcorso letterario "Inchiostro su tela"

Un regalo è un regalo

Pubblicato il 02/08/2017

Marcello viene salvato da morte certa e per sdebitarsi omaggia il dottore di un candelabro antico. Il problema? Una Madonna nera e nuda s'avvinghia all'oggetto. Inizia così il viaggio in lungo e in largo nella città accompagnati dal profano seno. I candelabri, però, sono sempre in coppia...

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La famiglia Lepetti aveva attraversato uno sfortunato periodo, ma nella casa le cose parevano essere tornate alla normalità. Il piccolo Marcello, il più giovane dei fratelli, l’aveva scampata bella e, tisico e smagrito, ringraziava la Madonna di essere ancora vivo mentre la madre e il padre ringraziavano Gesù Bambino e il Padreterno. Gli altri fratelli avevano accolto la notizia così come si accoglie il menù della domenica: felicemente, ma senza sorpresa, perché la guarigione era un fatto dovuto come le polpette al sugo e la morte non rientrava nei programmi festivi.

Il brutto male che aveva colpito Marcello gli aveva fatto perdere metà del peso, ma mica tolto la voglia di andare in giro a spulciare tra le cose vecchie da buttare. Quando non era a scuola, passava metà delle sue giornate disperso in città con loro la speranza di trovare qualcosa di valore tra le cianfrusaglie che le persone non volevano più. C’erano un sacco di cose inutili, ma qualche volta capitava di trovare preziosi cimeli che la mano attenta di Padre Pietro poteva far risplendere. L’altra metà della sua giornata Marcello la trascorreva, per l’appunto, nella sacrestia della piccola Chiesa dei Martiri Benedetti, in compagnia di Padre Pietro e di Maria Giovanna, la perpetua che da sempre s’occupava del Padre - che per le cose divine era un esperto, ma nelle cose della vita terrena neppure un caffè si sapeva preparare.

Proprio due settimane dopo che il medico, il signor Donzelli, guardando il bambino steso nel letto aveva sussurrato – è tutto passato – Marcello s’era rimesso a frugare nella spazzatura. Era sgattaiolato di nascosto, dopo il pranzo, mentre la madre riposava davanti alla finestra e sulla città c’era un sole marrone e basso. I fratelli erano a lavoro, così come il padre, e per Marcello fu semplice tornare tra le sue amate bellezze sospese. Quel pomeriggio non trovò niente, ma Padre Pietro gli diceva sempre che bisognava avere fede. Così la notte prima di dormire disse tre preghiere alla Madonna e si mise a letto: l’indomani avrebbe riprovato. E riprovando ebbe successo: c’avevate proprio ragione – urlò varcando il sagrato della Chiesa. Padre Pietro era a metà dell’omelia e per poco non gli sfuggì una bestemmia.

Questo sarebbe? – chiese il Padre all’altro che lo attendeva appisolato in sacrestia. Marcello pregava, ma di ascoltare una messa proprio non se ne parlava. Questo? Il regalo al medico che mi ha salvato – rispose grattandosi la pancia. Ma lo sai che ti ha salvato Gesù... – iniziò Padre Pietro, interrotto da Marcello che puntando un dito al crocifisso disse – a lui non l’ho mica visto, Donzelli invece me lo ricordo eccome, tutto bianco, ai piedi del letto – e notando lo sguardo del prete aggiunse – però dico tre preghiere prima di andare a letto. Ma Padre Pietro, scuotendo la testa, prese tra le mani il candelabro: questa è una madonna, sbottò. E quindi? – chiese il bambino scaccolandosi – la Madonna è bella e nuda non è come la mamma con le tette flosce – e mentre addentava il moccolo gli arrivò uno scappellotto. Passarono due ore e alla fine, con la promessa che quel candelabro non avrebbe più rimesso piede in Chiesa, Padre Pietro gli restituì l’opera, con un poco di pasta nera che aveva coperto le smussature e il grasso che ancora colava, lucido sul seno della vergine.

Ma non dovevi, proprio non dovevi – il dottore si muoveva irrequieto per il suo studio, circumnavigando la scrivania dov’era poggiato il candelabro. Gli lanciava occhiate brevi e poi tornava a guardare il soffitto. Mi avete salvato la vita, mi avete – e con gli occhi quasi in lacrime il piccolo s’alzo dalla sedia e afferrò le mani del medico costringendolo a fermarsi. Questi fece come una trottola sulla quale si poggia il piede: stava, con la testa a destra e il corpo a sinistra. Mi dispiace di non avere l’altro candelabro, lo sapete che vanno in coppia – gli disse mentre il dottore immaginava quattro tette e due sederi nudi di donna santa. Si scosse – non posso proprio tenerlo, qua vengono i bambini, capisci – si asciugava la fronte – non posso. Ma Marcello già era fuori la stanza che gli faceva ciao con la mano. Al dottore non restò che gettare un fazzoletto bianco sulla testa di Maria e nasconderlo all’interno di un armadio, almeno per il momento.

Tutta la giornata la trascorse pensando a come disfarsi di quel profano aborto artistico. Bello è bello – pensava mentre visitava le tonsille di una vecchia signora – però qui non posso tenerlo, è sconveniente – e guardando nelle orecchie di un bambino dai capelli rossi si arrovellava – a casa neppure, mia moglie lo getterebbe dalla finestra. Quando un grasso signore si tolse la maglietta, il medico si buttò sulla sedia e dando le spalle al paziente sussurrò – ho trovato. Dottore, si sente male? – chiese l’altro spaventato ma il dottore non lo ascoltava più.

Carissimo Avvocato, non mi sono dimenticato di lei! – e con un movimento della mano scoprì il candelabro mostrando subito il fondoschiena tondo e nudo della Beata Vergine. L’avvocato per poco non svenne, ma sbiancò, cacciò gli occhi all’indietro, poi divenne tutto rosso, gli si bloccò il respiro e infine cadde di nuovo sulla sedia. Ma guarda te che porcheria– masticava pensieri d’odio, ma la sua faccia era una maschera sorridente, la stessa che usava in tribunale. A cosa devo questo gentile omaggio? – chiese – Alla sua ultima consulenza. Non ho voluto compenso, era il minimo – rispose l’altro – è un pezzo d’antiquariato di grande valore.

Anche l’Avvocato si liberò delle forme della Madonna e le portò in dono a un vecchio possidente che si rivolgeva a lui per le cause con i figli. Il divorziato, ma grandissimo devoto, rabbrividì di fronte a tanta oscenità e impacchettò il molesto dono. Il giorno seguente, senza presentarsi al matrimonio del figlio, gli fece recapitare un pacco rosso con la Madonna avvolta in una tovaglia bianca. Lo sposo trovò il pensiero dell’odiato padre divertente, ma la moglie non la pensava alla stessa maniera. Il candelabro sarebbe finito da qualche altra parte – altrimenti nella spazzatura. E il giovane non se la sentì di buttare nell’immondizia una figura santa, così gli venne una brillante idea.

Quando Marcello vide il prete con in braccio il candelabro con la Madonna nuda non riuscì a credere ai propri occhi – e questo? – me l’ha portato il figlio della signora Amendola, quella che dice il rosario tutte le sere, si è sposato da poco, un regalo ... – Marcello non gli fece dire altro. Con le dita sottili sfiorava il profilo della donna – che colpo di fortuna – disse – lo porterò al Dottore. Uscì di corsa, senza neppure salutare e in meno di un minuto era già nella sala d’attesa.

Al Donzelli per poco non venne un colpo, ma sorrise e gli sorrise anche Marcello – Dottore, guardi che coincidenza! Dal cielo mi è caduto tra le mani l’altro candelabro. È un segno divino, una benedizione. Non è contento? – ma il dottore non disse nulla, andò alla finestra e l’aprì. Sulla città il sole stava calando.

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