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Narrativa

Vita da Gallina

Di Franco 58
Pubblicato il 27/11/2017

Storia incredibile di una gallina parlante, che facendo a meno del pollice opponibile, si dedica ad attività del tutto inusitate...

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Vita da gallina.



Mi dicono che sono terricolo, non terrestre.

Che razzolo ma non so raccogliere. Che spilucco

Senza riuscire ad addentare.

Mi danno della gallina, insomma, neanche del gallo,

che mi farebbe pensare a doti più interessanti.

Se non altro per il portamento e per il chicchiricchi' mattutino, senza contare il piumaggio e la bella coda........

Mi danno della gallina perché raccolgo quello che trovo intorno a me, mentre scorrazzo per i campi.

Mi muovo lentamente, di solito, posando le mie zampe di gallina l'una accanto all altra, con cautela, tenendo spesso la testa alta e muovendola a scatti, per guardarmi intorno. 

 Poi capita che con la coda dell occhio veda qualche bel seme , ed allora il passo si fa veloce, quasi frenetico. 

Corro velocissima, tanto da dover allargare le ali per frenare la mia corsa, mentre la testa è già abbassata ed il becco sta facendo il suo lavoro.

Sono certa di essere anche una gallina fortunata.......una gallina che fa pensieri complessi e poi li trasferisce addirittura sulla carta...!

Eh sì. ....con la mia zampa destra riesco ad impugnare una biro e ci sto scrivendo tutto questo...

Certo, faccio fatica a stare in equilibrio con l'altra zampa,

Mentre scrivo, però mi sto abituando. Mi appoggio

Appena al muretto dell aia, mi controbilancio con le ali,  e riesco a scrivere tre o quattro parole, prima di fermarmi a riposare.

Ma anche voi siete fortunati. Sapete ?

Leggere una storiella autobiografica pensata e scritta da una gallina.Ma vi rendete conto. ....!?

No...non credo. ....

Siamo un bel po', qui in fattoria. Tra le mie colleghe del pollaio, i tacchini, i conigli, un paio di anatre, le due mucche e I gli asinelli, siamo almeno una trentina, direi.

Ma nessuno di loro pensa e scrive come me.

Con nessuno di loro posso condividere queste parole.........almeno credo..

No....ne sono sicuro. Me ne sarei accorto. Tutti gli

Altri animali hanno capito che sono un pò diverso

Da loro. Che a volte borbotto da sola, per ore, mentre

Sto appollaiata sul mio scranno. Capita anche che mi

Chiedano cosa sto facendo;

Perché non dormo, certe notti, continuando a seguire

La luna, facendo strani versi, sommessa....

E capisco tutte le altre lingue che parlano qui. 

Posso ascoltare e posso parlare con tutti.

Dapprima suscitava un certo scalpore che potessi

Fare una chiacchierata con un tacchino, Rodrigo, parlandogli del mangime, che peggiora ogni anno, per poi passare da Johnny, un bel coniglio grigio, col quale vado sempre a brucare le foglie di papavero che piacciono un sacco ad entrambi.

Con Johnny parliamo sempre di erbe. Lui ne conosce tantissime. È un coniglio molto colto, a modo suo.

Mi ha raccontato che il suo cibo preferito sono le

Carote selvatiche, che però devono essere strappate

Dal terreno, e questo lo mette un pò in difficoltà.

Allora andiamo insieme. Lui individua il ciuffo verde

Della carota selvatica, ed io comincio a becchettare

Ed a scavare come posso tutt intorno. Johnny mi

Aiuta con le sue zampe.

"Ahh. ....fossi un coniglio selvatico.......???! Avrei le unghie molto più robuste, e ci metterei molto meno....dice ogni volta.

Io credo di essere piuttosto giovane. Dovrei avere un

paio di anni. Ma in questo caso anche i miei ricordi

Sono confusi. Ho il ricordo netto di quando sono

Uscito dall uovo, rompendo il guscio col becco, finche' sono riuscito a mettere in terra le zampette, barcollando e appoggiandomi sulle mie alette per non cadere.

Da lì più nulla, finché mi sono accorta di capire anche la lingua degli animali, oltre a quella dell' uomo.

C'era un vecchio cartello, di lamiera, che copriva la porta del pollaio, che un bel giorno lessi facilmente e con stupore...

"Acciughe sotto sale di prima qualità .Pesce italiano." rilessi un altra volta a voce alta, e ricordo che Rodrigo, il tacchino, che stava sonnecchiando, poco distante, si girò di scatto verso di me, scuotendo tutte le sue creste e i suoi bargigli stupito e quasi impaurito.

Non ho mai visto un acciuga. Immagino che sia un pesce piccolo, che nuota in branchi. Ma no ho mai visto neanche un pesce. So che non ha né zampe né

Braccia. Lo so perché era disegnata sul cartello.

Johnny nel frattempo era riuscito a scavare tutta la terra intorno alla carota selvatica, e con un ultimo colpo di zampa l' aveva fatta cadere.

"Facciamo metà per uno" disse " che te la sei meritata....La tua metà.......

"Va bene, Johnny" aggiunsi, e con un colpo di becco

Divisi in due parti quasi uguali la carota.

Questo punto vi sarete fatti un paio di domande.

Almeno spero, da brava gallina intelligente.

Vi sarete chiesti dove scrivo. Quale supporto uso.

Cartaceo, d'accordo. Ma faccio uso di pagine sparse oppure scrivo su una su una specie di quaderno. ..?!?

Vi dirò che le pagine sciolte non vanno bene. Per due motivi fondamentali.

Sono di difficile reperibilità, e faccio troppa fatica a tenerle insieme. Mi scappano dappertutto mentre scrivo.....

Ma poco tempo fa ho scoperto una sorta di registro, che giaceva impolverato in un baule in fondo al pollaio.

Per fortuna qualcuno aveva già fatto saltare la serratura e con l aiuto di Johnny sono riuscito ad aprirlo.

Le prime volte ho scritto direttamente nel baule, con una matita che ho trovato vicino al registro.

Ma ero troppo scomoda. Tutto era ricoperto di polvere alta due dita, che a ogni Movimento si alzava impedendomi di vedere per alcuni minuti.

Ho chiesto ancora aiuto a Johnny, e unendo i nostri

sforzi siamo riusciti a legare uno spago intorno

al registro, per poi tirarlo fuori, e trascinarlo fino

al muro dell'aia, dove lo abbiamo sistemato sotto

Una piccola tettoia di lamiera che il contadino aveva

Costruito per proteggere gli attrezzi.

La biro l'ho, per così dire, raccolta, quando è caduta dalla borsa del postino che passa ogni tanto.

È quasi a metà dell inchiostro, ormai.. Sto già pensando a cosa potrei fare per procurarmene un altra.

Così anche adesso sono nel capanno, sotto la tettoia

Che vi sto scrivendo questa storia quasi incredibile.

....In realtà non c è nessuno che mi da del terricolo.

E tantomeno qualcuno che si permette di dire

Che razzolo e spilucco senza saper addentare.

Mi sono dovuto inventare un pretesto per rendere

Credibile l inizio di questa storia: o forse volevo

Renderla il meno credibile possibile...?!?

Non so...fate un po' voi......

Se vi sentite tratti in inganno, sappiate che l'inganno

È molto maggiore quando non accettiamo la

Possibilità di credere a storie del tutto inventate,

pretendendo di avere cose piu' importanti da fare,

che leggere storie di galline che parlano e scrivono.

Potevo fare l'uovo, o la gallina. Ma ho scelto la gallina

Perché l'uovo lo puo' sempre fare lei, per me.

Per quanto mi riguarda avevo bisogno di un pretesto per

Iniziare meglio questa giornata piovosa.

Saluti .....alla prossima....!!

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