Docente: Michele Serra

Data: 17 aprile 2020

Corso online

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STARE LONTANI, STARE VICINI

Come non farsi travolgere dalla cronaca

Dalle 18:30

Incontro in streaming aperto e gratuito


Nella Certosa di Parma di Stendhal Fabrizio Del Dongo si ritrova in mezzo alla battaglia di Waterloo senza rendersi conto di quello che sta avvenendo. Ogni giorno da 27 anni Michele Serra fa l’esatto contrario: osserva la cronaca da un’amaca, cercando di capire quello che avviene. Per vedere le cose e non farsi travolgere, a volte, è meglio mantenersi a una certa distanza. 

Durante l’incontro Michele Serra racconterà come si fa ad avere un’opinione ogni giorno (e a evitare di dire troppo scemenze), risponderà alle domande dei partecipanti e leggerà l’Amaca del giorno dopo.


La sinistra e altre parole strane

 

«Dunque, riassumendo: io ho avuto ogni giorno, per venticinque anni, un’opinione. Si tratta di circa ottomila opinioni. Avete di fronte a voi un uomo che ha avuto ottomila opinioni. E domattina saranno ottomila e una. Non so che cosa vi fa venire in mente, l’uomo che ha avuto ottomila opinioni, ma io tendo a pensare, istintivamente, al fenomeno da circo, o al caso umano. Il caso umano nella sua fattispecie spettacolare e mirabolante, da Guinness dei primati. L’uomo che mangia tre angurie in quattro minuti. L’uomo che traina un locomotore con i denti. La donna pakistana che non si è tagliata mai i capelli e li porta arrotolati su una carriola. La salsiccia più lunga del mondo, che unisce due borghi bavaresi. L’uomo che salta in motocicletta dodici autobotti affiancate. L’uomo che ha avuto ottomila opinioni. Venghino signori, a vedere l’uomo che ha avuto ottomila opinioni…

 Ovviamente, io non possiedo ottomila opinioni. Credo di averne una dozzina, a dirne tante. Alcune delle quali parecchio consumate. Altre appartenenti a quella categoria ambigua così splendidamente definita da Altan: mi vengono in mente idee che non condivido. E comunque miscelandola con una certa cura, questa dozzina, e anche con una certa libertà; contando molto sulla deperibilità della carta da giornale, e infine aggrappandomi disperatamente alla mia scrittura, di qualunque calibro essa sia». 




Le cose che bruciano



«Non ne ho mai vista una se non in televisione, di guerra, come quasi tutti i nati da questa parte del mondo, quella che ha il culo al riparo, che da almeno un paio di generazioni non ha mai sentito il fracasso di una colonna militare che impicca proprio la sua strada, sfascia con i cingoli l’asfalto e si ferma, in uno spolverino pauroso, sotto il balcone di casa, a pochi metri dalla biancheria stesa»





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