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Concorsimezzograd°

16 marzo 2058

Pubblicato il 28/04/2019

Uno sguardo sul futuro per riflettere e adottare strategie

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E' un mattino di fine inverno, ma l'aria acre e calda ricorda l'estate. 

Oggi è il mio compleanno, sono una vecchia signora del secolo scorso, sopravvissuta a numerose vicissitudini. Tutta la mia vita mi attraversa la mente come un film, tanti dolori ma anche tante gioie.

Mi sono appena alzata, guardo allo specchio le mie profonde rughe mentre il mio robot Kabir mi prepara la colazione e con la sua voce metallica mi dice: "Buongiorno signora, tanti auguri." 

"Grazie Kabir" rispondo con un sorriso, "oggi è possibile fare una doccia?" Kabir controlla l'impianto di riciclo acqua piovana sul terrazzo. E' alto solo 110 centimetri ed è il mio intelligente compagno di vita da quando non riesco più a badare a me stessa in autonomia.

"No signora, non abbiamo acqua sufficiente, non piove da molto tempo" è la sua risposta.

"E' sempre peggio." E penso ai bei tempi passati quando l'acqua veniva sprecata senza pensare al futuro.

Uno squillo di telefono interrompe la nostra conversazione. Un click al telecomando ed una voce conosciuta mi dice: "Ciao nonna". Mia nipote, il mio bioingegnere preferito. "Ciao amore, come stai?" rispondo felice. "Sempre di corsa e tu?" Penso ai suoi splendidi occhi verdi che non vedo più da tempo, sempre in giro per il mondo impegnata nelle sue ricerche sul tumore. 

"Abbastanza bene ma mi manchi molto, ti penso spesso, ogni tanto scrivo ancora qualche racconto".

"Buon compleanno, nonna, un grande bacio, appena riesco vengo a trovarti, ho tante cose da raccontarti".

"Grazie Vittoria, spero di resistere ancora un po'". Con un click chiudo la telefonata.

Kabir si avvicina e mi porge la prima pillola del giorno ed un bicchiere d'acqua. Mando giù come d'abitudine.

Mi avvicino lentamente alla finestra, guardo il cielo grigio cenere, fuori l'aria è irrespirabile. Il parco dove spesso andavo a passeggiare, un polmone verde per la città è ridotto a pochi alberi rinsecchiti ed alcune piante di aloe vera. Il mio sguardo si allontana verso l'orizzonte dove un vortice di nuvole scure prende forma. Resto a guardare per alcuni minuti, le mani mi tremano sempre più forte; poi all'improvviso un vento tempestoso alza le foglie in una spirale turbolenta. Una violenta pioggia con chicchi di grandine grandi come uova si abbatte sulle strade. Poco dopo ogni cosa è ricoperta da cumuli bianchi. "Mio Dio Kabir che disastro!" In quel momento un blackout ci lascia al buio ed io resto immobile. Ma il mio intelligente compagno ha ancora carica sufficiente per correre a prendere la grossa pila d'emergenza riposta nell'armadio. Con la sua voce metallica mi dice: "Tranquilla signora" e mi accompagna alla mia poltrona dove sprofondo angosciata.

Poi mi porge un bicchiere di latte di soia, mia bevanda preferita. "Grazie Kabir, sei prezioso per me." rispondo con un filo di voce.

Resto seduta nel buio in silenzio leggermente spossata cercando di mantenere la calma e lentamente cado nel sonno.

Nel tardo pomeriggio mi sveglio, sembra tornata la normalità. 

Sento suonare il campanello e Kabir apre la porta.

"Ciao mamma, giornata memorabile, sono rimasto bloccato nel traffico per un paio d'ore, non avevo mai visto niente di simile, la città è ancora in tilt, ma comunque sono qui. Buon compleanno!" 

"Buongiorno figlio mio" rispondo con flebile voce. "Ogni momento è stato complicato oggi, ma la vita va avanti".

"Hai notizie di tua sorella?" chiedo e in quel momento sento lo squillo del campanello.

"Eccola qui!" dice aprendo la porta.

Mette sul tavolo il pacchetto che aveva in mano e lo apre velocemente. 

"La torta mamma, dai, festeggiamo! Non drammatizzare troppo!" dice mentre apre la scatola e accende una candelina. 

"Sono felice di avervi qui con me" e una lacrima mi riga le guance. 

Un soffio alla candela, un altro anno è passato.

"Tanti auguri mamma". 




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di Annamaria1958

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