Small cover.png?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccountZoom cover

Autobiografia

Alle porte della Patagonia

Pubblicato il 13/03/2021

Pubblico il racconto con cui ho partecipato al concorso “Molto forte, incredibilmente lontano”. Un testo che parla del Cile, paese che mi ha accolto e in cui vivo da diversi anni ormai.

25 Visualizzazioni
10 Voti

Sono arrivato in Cile a luglio, un mese prima di compiere trent’anni. Durante la fase finale del mondiale di calcio disputatosi in Brasile. In pieno inverno.

Dovevo fare un tirocinio come insegnante a Puerto Montt, città di porto distante un migliaio di chilometri a sud di Santiago, alle porte della Patagonia cilena. Più che una cittadina di duecentoventimila abitanti, Puerto Montt è una pozzanghera sconquassata dai venti, visto che piove per duecento giorni all’anno e che in inverno il tasso medio di umidità sfiora il novanta per cento.

Dovevo restare giusto il tempo di fare il tirocinio, solo sei mesi. Poi ho conosciuto Sofia, e adesso sono sei anni che vivo in Cile.


«Noi non siamo dei morti di fame come in Bolivia», mi dice Jorge sprezzante, mentre mi porta in giro sul suo fuoristrada per i viali del quartiere residenziale di Valle Volcanes.

Fuori del finestrino striato di pioggia scorrono casette a schiera col pianterreno in calcestruzzo e il primo piano soppalcato in legno. Ogni casa un vialetto e un garage davanti, un patio e un giardino dietro.

Un’imitazione a buon mercato del sogno nordamericano.

Sua moglie lavora come biologa per una ditta che alleva salmoni. Lui è un veterinario di campagna, cura mucche, tori, maiali. Però conta presto di mettersi in proprio: comprerà un pezzo di terra, qualche capo di bestiame. Farà soldi a palate e non avrà più problemi per pagare la retta universitaria di suo figlio Diego.


Con Sofia abbiamo affittato una casa a Osorno, a un’oretta di macchina da Puerto Montt. Anche se continuano a presentarla come l’entrata della Patagonia, la chiamano così solo per sfruttarne il marchio commerciale e attirare in questo modo qualche turista sprovveduto. Nei paraggi ci sono solo campi e mandrie di vacche e per raggiungere la vera Patagonia, nella regione di Magallanes, ci vogliono ancora altre due ore di aereo.


«Noi siamo classe media», mi dice Jorge con orgoglio, mostrandomi il centro commerciale inaugurato di recente sul lungomare. Compra senza badare a spese, pagando a rate: gli stivali imbottiti per proteggersi dal freddo, il divano nuovo per il soggiorno, il portatile per Diego che è iscritto al secondo anno di Medicina.

Sua moglie è stata assunta in un laboratorio importante, lui diventerà un produttore di latte. Mi dice che il futuro appartiene a chi si rimbocca le maniche, non ai comunisti che vorrebbero gli si regalasse ogni cosa, persino il pane da mettere in tavola.

Saliamo al quinto piano con l’ascensore in vetro. Intorno a noi sfilano negozi di elettronica e fast-food in uno scintillio accecante di luci a neon e schermi a cristalli liquidi ultrapiatti. Spezzoni di partite dei mondiali e spot pubblicitari vengono trasmessi in continuazione.

La brutta copia di un mall statunitense.


Sono arrivato in un paese in cui, se vuoi mandare un figlio all’università, curarti una carie o comprarti un paio di stivali per l’inverno, devi indebitarti. Un paese in cui al supermercato, se paghi un chilo di pane con la carta di credito, la cassiera ti domanda se lo vuoi pagare a rate.


Questo pomeriggio ha chiamato Jorge. Da quando la crisi dell’industria ittica ha lasciato a spasso sua moglie, non rispondono più al telefono per paura dei creditori. Gli ufficiali giudiziari sono andati a Valle Volcanes per pignorare tutto ciò che potesse servire per rimborsare i debiti.

Si sono portati via tutto: il fuoristrada, il divano del soggiorno, il portatile di Diego.

Jorge dice che sono tre mesi che rimanda l’estrazione del molare. Le confida che suo fratello dovrà lasciar perdere gli studi, almeno per quest’anno. Le domanda se possiamo ospitarlo, giusto qualche notte: ha trovato un lavoretto di ripiego a Osorno.

Sofia le rinfaccia che i poveracci non dovrebbero sognare nemmeno la versione d’occasione dello stile di vita americano.


A Osorno piove un po’ meno che a Puerto Montt, però fa più freddo. La maggior parte delle case come riscaldamento ha solo una stufa a legna e le pareti e le finestre sono piene di spifferi. Col tempo ho imparato a adoperare un’ascia per spaccare la legna, e con Sofia ci siamo sposati l’anno scorso. Il 15 dicembre, una settimana prima dell’estate.

Logo
4149 battute
Condividi

Ti è piaciuto questo racconto? Registrati e votalo!

Vota il racconto
Totale dei voti dei lettori (10 voti)
Esordiente
8
Scrittore
2
Autore
0
Scuola
0
Belleville
0

Commenti degli utenti

Large img 20210421 183135.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Laura Camposeo ha votato il racconto

Esordiente
Editor
Large 20201204 181343.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

Piuttosto "tragico", nonostante il tono leggero che usi. Quasi una denuncia "sociale" , con l'amore - e le relazioni - che tarabaralla in balia del "sogno nord americano". E molto più complesso di quanto sembri, a mio avviso. Pieno di "sottonarrazioni" e non detti... che rendono l'atmosfera densa e carica di esiti imprevisti e imprevedibili. Non so per quale bizzarro gioco di "associazioni" , però mi è venuta in mente la prima parte di "Shining"... Segnala il commento

Large mario smokers.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

emmebelloc ha votato il racconto

Esordiente
Aatxajxbmwx0t vape40mgr7hl yzley y2gc2xcsl2a=s96 c?sz=200

Isabella Ross ha votato il racconto

Esordiente
Large dada.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore
Large bbbbbb.png?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

. ha votato il racconto

Esordiente
Large 153820444 897186014412884 4161614894490585115 n.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

DirtyOldMan ha votato il racconto

Esordiente
Large img 20191207 103309.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Mauro Serra ha votato il racconto

Esordiente
Large on the road.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

omALE ha votato il racconto

Esordiente

La luna piena minchiono' la lucciola. Sara' l'effetto dell'economia ma quel lume che porti e' deboluccia. Si disse quella ma la luce e' mia.."Trilussa"Segnala il commento

Large img 20210609 134726.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Tella ha votato il racconto

Scrittore
Large default

di Bruno Leri

Esordiente
Underfooter typee
Underfooter lascuola
Underfooter news
Underfooter work