Settembre settembre, dimentico di foglie

che spargi ai quattro venti

aspettando altri germogli,

non si allertano i monti

e non si distendono i mari?

Quantunque piovigginasti

dentro furiose tempeste?

Irrisorie

furono gli anni trascorsi

ma ormai è il tempo dei vulcani,

sboccheranno le caldaie campane

accampandosi tra dicembre e settembre

il cratere del sud crollerà in cenere e lava,

se San Gennaro potesse far grazia

i mali sarebbero espiati dentro il fuoco.

Nord di grandine a pietre

buche giganti e monti scomparsi

Ai mafiosi del sud, vulcani impietosi,

acqua e fulmini a pioggia,

dicembre inneva i suoi borghi 

Oh figli del male!

Pensavi ad un Dio omertoso

Sarà giudice tra i tribunali e castigatore

Le celle si son perse tra gli inferi bui