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Poesia

AMANTI PER UN ATTIMO

Pubblicato il 13/05/2017

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Il mondo è luogo drammatico dove si accendono riflettori su scene di vita.

Essere o non essere non fu dilemma ma scelta inconsapevole.

Un uomo, una donna, presi a caso, hanno in se un valore simbolico che non ci riguarda.

Se si amano immensamente per un solo giorno, uno soltanto, forse mai alcuno avrà a sapere.

Si spreca così una scintilla che essi condivideranno per sempre nei meandri del cuore.

Amandosi, commossi, accesi come astri di luce infinita e diversa sceglieranno strade mai parallele. Rimarranno tuttavia legati nella visione di attimi struggenti dove i ricordi si fanno spilli nell'animo.

L'amore senza soluzione, incompiuto, senza foce nel presente e mai nel futuro, questo amore incosciente e disperato di breve ma immensa vita, questo amore spezza i battiti del mio cuore e mi riempie con un nodo che strozza la gola.

O voi, io vi rammento, o voi che vi siete amati in un ultimo tramonto di fine estate,

lasciateci testimonianza di come e quando, uniti da labbra mosse da vita tutta loro, siete scesi a rincorrervi come granelli di polline al primo soffio di primavera.

O voi, inzuppati nel fluido del desiderio che tramuta la pelle in seta e oro, rendetemi partecipe del vostro sogno vivace e sensuale.

Non siate egoisti ma audaci, liberi da vergogne imposte.

Dite a tutti chi vi siete sentiti in quegli attimi, e cos'è stato.

Se era magia anch'io ne voglio.

Se era maledizione voglio essere maledetto.

Forse non rammento d'esser stato io stesso protagonista di tanta tragica e violenta passione, forse era chi sa, qualcun'altro che mai più aimè io sarò; un fanciullo puro con aspettative inventate in un sogno che credevo insegnamento e ispirazione.

Lo perdono quel sogno.

Lo voglio amico, non nemico.

Egli peccò d'immaginifico, simile assai ad un bambino con pastelli di cera colorata che scarabocchia mura immacolate.

Quand'è che vidi di lei il volto e quand'è che nei suoi occhi persi la ragione, adesso rammento in me il ricordo.

L'incantesimo suadente che c'imbrigliò come anelli d'infinito è impresso in noi, marchiato a fuoco e non si cura.

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di Francesco De Fusco

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