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Romance

Amaramore

Pubblicato il 29/05/2020

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24 Voti

Ritornare al principio dove il verbo era una sinestesia e l'iperbato rubava l'utilità alla virgola e ai due punti. Che rabbia la bile schiumosa in questa lite furiosa di ricordi spauriti e ricomparsi dal nulla. Che pace la quiete dopo lo schiaffo umido di aprile, un sole nuovo già morde la strada alla misura del tempo che stride e rallenta il suo passo. Eppure era di maggio, me lo ricordo, sul pianoforte scordato il ritmo scappato e i tremolii delle mani che incutevano ai tasti una melodia irresponsabile ed io ti guardavo le dita per evitare le distonie provando a scacciare il disagio. Oggi questa luce sbiadita, una strenua rincorsa ai tuoi occhi che l'alba non riesce a distruggere pur di permettere al rimpianto la voglia del ritorno e i sensi, sì, i sensi che non mi lasciano andare e rivoglio la terra, le sue brame, le trame dei solchi arati, le limpide estati e il fuoco, quel fuoco nelle notti di montagna, dall'accento svampato, le faville che salgono al cielo per disperdersi nei falò delle stelle mentre le chiome degli alberi ne trattengono il fiato. Eppure era di maggio, no, non lo dimentico il tuo scorno, le piccole efelidi rincorse sul viso, il mare in attesa di tuffi rimandati dalle corse sulla sabbia, la ricerca di ciottoli rari, dolorosi, che pretendevi fossero pietre preziose, castoni per ghirlande d'inverno e quando mi dicesti amore ti amo, ma non come lo diresti ora, amore come solo allora lo avresti potuto dire. E ti sei nascosta in certi sguardi colmi di assenza perché volevi davvero che mi perdessi e hai cominciato a chiamarmi nei sogni, di notte, maga bruna trasfigurata in tormento, in dolcezza, in freddo calore, in unguento, in carezza, in torpore, lasciando una scia ad ogni mia fuga scomposta. E più rimugino e più rileggo e più emergono scaglie rocciose come artigli di sirene, e allora scalpello e levigo e tolgo e rimetto e pare un lavoro senza fine, un mostruoso involucro che fluttua e finisce per divorarmi le ore, il cervello. Seppure imperfetti non siamo mai riusciti noi a sottostare all'imperfezione ma abbiamo respinto sempre chi credeva di poter vivere nella presunzione dell'onniscienza. E struggendo per la fugacità delle cose, al riverbero eccitato delle forme, supplico furti al tuo collo, baci alla tua pelle d'ambra, legacci ai tuoi collant strappati tra le grate e pretendo altri graffi dai rovi campestri, altre bolle alle ortiche, i rossori all'affondo dei corpi, il piacere che inarca le costole, le foglie bagnate dall'umido, il muschio che esplode sulle tue spalle, il ventre che vibra e attende quel caldo che sfrangia l'elasticità dei cirri vaganti e l'azzurro, l'azzurro che è troppo e, purtroppo, mi uccide. 

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Federico Baccomo ha votato il racconto

Scuola

In questo mio lavoro di commento mi sono imposto di non leggere i commenti già presenti al testo: non per una questione di influenza, ma per una banalissima questione di tempo. Dopo la lettura di questo testo, tuttavia, mi sono affrettato a scrollare per vedere l’effetto sui lettori: mi ha stupito il numero (e il livello) di lodi raccolte. Stupore non per il fatto che il testo valga poco, ma per il fatto che un testo con così alte ambizioni letterarie possa trovare un pubblico ampio e ricettivo. Mi è piaciuta la musicalità, l’ho letto con puro gusto melodico. Tuttavia, confesso che alla fine ho sentito il rischio della celebre risposta di Vincenzo al Gastone di Petrolini. Gastone dice: “Se l’ipotiposi del sentimento personale postergando i prolegomeni della mia subcoscienza, fosse capace di reintegrare il proprio subiettivismo alla genesi delle concomitanze, allora io rappresenterei l’autofrasi della sintomatica contemporanea, che non sarebbe altro che la trasmificazione esopolomaniaca”. Vincenzo lo guarda commiserandolo poi dice: “Ma vatte a buttà a fiume!”. Allora giochiamo con la lingua, ma stiamo attenti che c’è sempre un Vincenzo in agguato.Segnala il commento

Commenti degli utenti

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Andrea S. ha votato il racconto

Esordiente
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vita e passione ha votato il racconto

Esordiente
Editor

Un racconto che più che alla prosa guarda alla poesia nel raccontare ricordi, emozioni, sentimenti. Non c'è trama ma suggestione di immagini che rimandano a fatti e realtà accaduti di cui cogliamo l'essenza. La lettura è veloce e non può interrompersi per il flusso coinvolgente del racconto. Piacevole, particolare, certamente molto personale.Segnala il commento

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Hollyy ha votato il racconto

Esordiente

Sei BRAVO, come sempre! Ma questo sopra, esattamente chi è? ;)))))Segnala il commento

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MargheMesi ha votato il racconto

Esordiente

Schubert , Tra "Nostalgia di primavera", "In lontananza" e "Al mare".Segnala il commento

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Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

Scrittore

Le parole sono al tuo servizio e si inchinano alla tua penna. Pura poesia, ma di quelle belle.Segnala il commento

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Graograman ha votato il racconto

Scrittore

È immorale che il dolore possa essere così bello! Sai che ti adoro. Una nota di ritmo: agirei su articoli e congiunzioni per accelerare.Segnala il commento

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Etis ha votato il racconto

Scrittore

Tutta l'eleganza di cui sei capace.Segnala il commento

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Federico D. Fellini ha votato il racconto

Scrittore

Un flusso di coscienza con un incipit biblico e una conclusione che pare ispirata all'azzurro di Mallarmè: il Logos come principio ordinatore della parola, del pensiero e quindi (forse) dell'esperienza, ammesso che fra i tre livelli ci sia poi una vera distinzione (personalmente ne dubito). Una forma di resistenza all’annientamento, all’annichilimento radicale che pervade la nostra epoca, che presuppone la scomparsa di un Logos originario e creatore, capace di assegnare un senso al discorso umano, il quale nella letteratura trova la sintesi migliore – “la vita vera, la vita rischiarata e scoperta, l’unica vita pienamente vissuta, è la letteratura”, scrive Proust: cosicché la parola, emancipata dal compito rappresentativo e comunicativo, espressivo e retorico, diventa superficiale intrattenimento e mormorio incessante, la “disprezzabile chiacchiera” di Novalis, Blanchot, Heidegger. La carinissima conversazione modaiola di Helen e Daisy nella mia Ariminum. La post Verità dei talk show televisivi. Le fake news sul Web. Anonima potenza decreatrice, controcreatice e, in conclusione, distruttrice.Segnala il commento

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Ezio Falcomer ha votato il racconto

Scrittore

Scrivi da Dio. Una lirica in prosa, Da 10Segnala il commento

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Stefano Adesso ha votato il racconto

Esordiente

Bellissimo. Quante immagini. E sembra di poterle carpire solo di tanto in tanto grazie ai suoni che ritornano.Segnala il commento

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gionadiporto ha votato il racconto

Scrittore
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Helena ha votato il racconto

Esordiente
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Violeta ha votato il racconto

Esordiente

Ogni frase una poesia a se, ricchissimo, meraviglioso. Grazie :))))Segnala il commento

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Lorenzo V ha votato il racconto

Scrittore
Editor

Poco altro da dire, credo, ed è una schiuma luminosa che ci gonfia di immagini. Segnala il commento

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Adriana Giotti ha votato il racconto

Esordiente

Uno dei brani più belli letti su Typee. Ogni frase è un affondo, un crescendo, un'esplosione di emozioni.Segnala il commento

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Ondina ha votato il racconto

Esordiente

Struggente poetico racconto che ho riletto più volte soffermandomi a ogni frase per la forza evocativa piena di dolcezza e passione e rabbia per il perduto. Toccante potente e meraviglioso compreso il titolo. Segnala il commento

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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

Quasi poesia, è vero: tra Dino Campana e Giuseppe Ungaretti, letta da Carmelo Bene, con le sua pause, i suoi sussulti, e il suo incedere, tra l'impetuoso e l'incerto. Ma non credo che niente vada perduto, di quello che è stato: tutto rimane, e si deposita tra i nostri pensieri, nutrendo la nostra capacità di esprimere, di scrivere, di leggere... di vivere, insomma....Segnala il commento

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blu ha votato il racconto

Esordiente

intensa ... quasi poesia Segnala il commento

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Tella ha votato il racconto

Scrittore

EleganteSegnala il commento

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Roberta ha votato il racconto

Esordiente
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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore
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Sofia Nebez ha votato il racconto

Esordiente

Fortissimo e poeticoSegnala il commento

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Silvia Lenzini ha votato il racconto

Esordiente

Potente e doloroso affiorare di ricordi. Impossibile non dolerci con te per ciò che è andato perdutoSegnala il commento

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di Rosnikant

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