L'altoparlante della stazione annunciò l'arrivo del treno con qualche minuto in anticipo, suscitando tra i presenti una reazione di sincero stupore.

"Se non sbaglio, il tuo deve essere proprio questo."

"Sì mamma, leggi qui." Rispose Sylvie, indicando con la mano il tabellone elettronico vicino all'ingresso.

"Binario 8, treno veloce 2390. Ci siamo! Dobbiamo attraversare la stazione e andare dall'altro lato." Esclamò raggiante la ragazza, indicando con un cenno del capo il treno in arrivo da Milano che l'avrebbe finalmente portata lontano dalla monotonia del paese.

Sylvie prese un bagaglio e la madre l'aiutò

ad infilarsi velocemente lo zaino sulle spalle, poi fece lo stesso con un'altra valigia più leggera prima di incamminarsi verso il sottopassaggio.

"Non avremo dimenticato qualcosa?" 

Gridò Teresa per far sentire la sua voce sopra il sibilo incessante dei treni.

Il suo tono di voce non emanava  alcuna emozione ma alcuni dettagli, quasi impercettibili, tradivano il suo aspetto apparentemente impassibile: la ruga pronunciata sulla fronte, le labbra serrate, gli occhi azzurri leggermente 

arrossati. 

"Mamma, quante volte devo ripetertelo? Dovrei tornare tra solamente un mese per le vacanze di natale! Non riesci proprio a stare serena!" La prese in giro Sylvie, prendendola affettuosamente a braccetto. 

Vedendole così, una vicino all'altra, la loro somiglianza si accentuò ulteriormente: con i lunghi capelli biondi, gli zigomi pronunciati e il naso leggermente a patata, la figlia era una perfetta fotocopia della madre con una ventina d'anni in meno. 

Lo stesso sorriso, lo stesso carattere, una l'esatta metà dell'altra. 

"Signorina, il treno partirà a breve. Le consiglio di iniziare a salire per sistemarsi al meglio con i bagagli." Le consigliò con tono gentile il capo treno.

"Grazie." Rispose educatamente.

"Bene, il fatidico momento è arrivato. La mia bambina..." Teresa non riuscì a trattenere le lacrime, infrangendo la promessa che aveva fatto al marito qualche giorno prima. 

"Mamma, ti prego, non fare così, fai piangere anche me." Mormorò Sylvie, con la voce strozzata.

Le due si strinsero in un abbraccio talmente forte da togliere il fiato.

 Sylvie appoggiò dolcemente il capo sul suo petto, come amava fare anche da bambina.

"Torno presto, mamma." Affermò, asciugandosi una lacrima con la manica del cappotto. 

"Lo so. Ora vai, amore mio. Sono fiera di te, sempre." La incitò Teresa, cercando di ricomporsi. 

"Chiamami appena arrivi, per favore. Ti amo."

La giovane donna salì sul treno, raggiungendo rapidamente il suo posto vicino al finestrino. 

Teresa invece non si era ancora mossa, guardando sua figlia con ammirazione e orgoglio dalla banchina. 

"Il treno 2390 è in partenza dal binario 8. Allontanarsi dalla linea gialla, prego." Tuonò il megafono con voce stridula.

Sylvie si girò un'ultima volta in direzione della sua compagna di vita, salutandola calorosamente con un cenno di mano. 

"Ti amo, mamma." Sussurrò.