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Fantastico

Anidride solforosa

Pubblicato il 10/07/2021

Una alquanto strana giornata al mare.

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Il Vesuvio era coperto di neve quell'estate, il mare caldo, i bagnanti giocavano a frisbee con i delfini e gli squali mangiavano carcasse di vecchi morti di noia. 

Cosa hai portato per pranzo, chiese Gennaro. Teresa gli diede l'elenco della spesa - nei pressi della spiaggia c'era un mercatino dell'usato - vai a comprare da mangiare che poi cuciniamo qui sulla sabbia all'ombra di questa bellissima palma di plastica, finta si, ma fantastica.

Dervish, arrivati su di un pulmino, intanto roteavano tra i scogli e le onde. 

Qualcuno ogni tanto si alzava da terra, quasi a prendere il volo. 

Guarda quelli, ma sono gay, urlò Gennaro. Hanno le gonne lunghe e i baffetti, Teresa lo guardò di traverso, saranno scozzesi. 

Loro mettono le gonne, poi le gambe pelose attirano le mosche, quelle bianche, come la neve che adesso sta sul Vesuvio. A proposito, domani andiamo a sciare tra la Valle dell'inferno e il cono, mi raccomando portati le racchette caso mai facciamo un'escursione.

Hai messo il costume nuovo? Quello attillato mi piace. Mette in evidenza le natiche, lo sai hai un bel culetto da maschio ruspante, impertinente.

Gennaro un attimo e arrosì, poi si alzò di scatto, un tuffo e si perse tra il bagnasciuga e quel mare brodoso che sapeva di nafta e salsedine, di meduse morte asfissiate e lucci vispi di anidride solforosa.

La gara velica era iniziata già da un po', le vele svelano inimicizia tra i contendenti e i gabbiani s'accoppiavano in volo. 

Ogni tanto un uovo cadeva dal cielo e colpiva i bagnanti, qualcuno lo confondeva con la pallina da ping pong e ci giocava con le racchette da spiaggia.

Il barbecue era pronto, il pollo già morto da una settimana, sulla spiaggia si diffuse l'odore acre delle carni molli quasi cotte, qualcuno infastidito sbuffava di quel fumo grigio topo. 

La pasta nel frattempo già bolliva e i bambini facevano a gara per scegliersi il posto migliore, quello sotto l'ombrellone. La finta palma, nel frattempo, era caduta quando un omone starnutendo l'aveva spazzata via.

Alle 13 la neve aveva smesso di scendere e il sole era una mazzata in testa, poi la festa iniziò. 

Pasta con ragù e penne di gabbiani, pollo arrosto con contorno di alghe appena raccolte, quelle del mar dei Sargassi che, con la tempesta della notte prima, erano arrivate nel golfo di Oplontis, precisamente, Mappatel Beach.

Il pomeriggio si dipanava ormai, pochi bagnanti rimasti guardavono il sole scendere all'orizzonte. Gennaro sonnecchiava abbracciato a Teresa che accarezzava i due piccoli al riparo dal sole cocente. 

Poi un leggero vapore, quasi fumo verdastro, incominciò a salire dal mare. L'anidride solforosa si sparse per la spiaggia, qualcuno tossiva, qualcun'altro esalò l'ultimo respiro. Niente di grave, si era avviato all'ultima meta, l'ultima spiaggia. 

Tra veglia e sonno Gennaro li vedeva staccarsi dal corpo, sembravano aquiloni multicolore che si involavano nel magnifico cielo, ormai rosso corallo, della fantasmia.





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Franco 58 ha votato il racconto

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Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

Scrittore

Se tu fossi stato più attento ai refusi e a qualche imprecisione sarebbe un piccolo gioiello. È una fantastica parodia sulle abitudini comuni che resistono, malgrado lo scenario quasi apocalittico. Divertimento e spunti di riflessioneSegnala il commento

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Andreas ha votato il racconto

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GAP ha votato il racconto

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Loretta 68 ha votato il racconto

Esordiente

Sembra leggero leggero, ma non lo è affatto, anzi, fa riflettere di brutto! Mi è piaciuto tanto tanto.Segnala il commento

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Annacod ha votato il racconto

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Ezio Falcomer ha votato il racconto

Scrittore

Molto belloSegnala il commento

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Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

Sai quando sorridi e ti rendi conto che non c'è proprio niente da ridere? Ecco, così io. Bel pezzo, Italo. Segnala il commento

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Kenji Albani ha votato il racconto

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Sonia A. ha votato il racconto

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Antonella Avolio ha votato il racconto

Esordiente

La natura inghiottita dai pori ostruiti dell'uomo. Dilaga l'inquinamento, il surriscaldamento....mirato dall'occhio miope. Induce alla riflessione. Segnala il commento

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Tella ha votato il racconto

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doktor ha votato il racconto

Scrittore

"Anidride solforosa" e "Una giornata al mare", due vecchie canzoni che suonano malinconiche sugli elementi del disastro. Ma davvero, gli esseri umani sembrano adattarsi a qualsiasi condizione climatica e spirituale purché la loro vita, sia pure miserabile, possa continuare per un po', almeno per un po'. Segnala il commento

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Giampiero Pancini ha votato il racconto

Scrittore

C’è qualcosa di giocoso e romantico in questo squarcio su una quasi fine del mondo. E qualche lontano eco di S Benni. Piaciuto. Segnala il commento

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FilippoDiLella ha votato il racconto

Esordiente

Risvolti tragicomici del riscaldamento globale, un teatro dell'assurdità ben piantato, a differenza della palma di plastica. Piaciuto moltoSegnala il commento

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Valentina B ha votato il racconto

Esordiente
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Cesarina Ansalone ha votato il racconto

Esordiente
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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore

Super!Segnala il commento

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Violeta ha votato il racconto

Esordiente

Che fantasia!!!Segnala il commento

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. ha votato il racconto

Esordiente

Quadro iperrealista che fissa il decadimento di immagini, stereotipi e civiltà Segnala il commento

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Messina Giuseppe ha votato il racconto

Esordiente

Forte: gli squali...vecchi morti di noia. In questo pezzo ci avrei inserito anche due padelle per racchette: "Ogni tanto un uovo cadeva dal cielo e colpiva i bagnanti, qualcuno lo confondeva con la pallina da ping pong e ci giocava con le racchette da spiaggia." Bella anche: penne di gabbiani (come pasta) Sei forte Italo! Bello il finaleSegnala il commento

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di Italo

Scrittore
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