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Young Adult

Anima e cuore

Di Howl
Pubblicato il 24/05/2020

"Can't believe how strange it is to be anything at all"

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13 Voti

Teo* non balla. Non può perché non sente la musica. Credo che per quello ci vuole l’anima. Ma che cos’è l’anima? Forse è dentro quella cassetta nera, almeno una piccola parte. Deve esserci. A volte mi piace tenerla in mano, e vedere gli occhi di Teo che perdono colore.

Teo parla, c’è scritto.

Quella cassetta l’ho messa nello stereo così che Teo vivesse ovunque. Ma Teo non c’era. C’era solo la mia voce. Ho ascoltato tutte le cose che gli ho detto in tutti i giorni che abbiamo passato assieme quest’estate. Un po’ mi sono vergognato a risentirmi.

Non so di cos’è fatta un’anima, ma di certo non della mia voce. In testa a volte ho così tanti pensieri che non so cosa farci. Con il pà non ci posso parlare perché so che anche lui è come me e ha tante cose di cui si preoccupa e non voglio essere una di queste.

Ci sono notti che non riesco a dormire perché mi prende il magone. Allora mi alzo e me ne vado svelto in soffitta. Faccio piano ‘ché non voglio svegliare il mio pà. Vado da Teo. Me ne sto lì a parlargli sottovoce, e dopo un po’ mi viene l’abbiocco. Le cose che dico a lui, non le dico a nessun altro. Nemmeno a Nina che, invece, mi dice tutto.

Gli dico di tenermi la mano e lui lo fa. Quando mi sono calmato, gli metto la coperta e ritorno in camera.

Se l’anima di Teo non è nella cassetta, proprio non so dov’è che può essere.

E la mia? Dov’è? Io me la immaginavo nella testa, rinchiusa dentro il cervello. Ma, adesso che ci penso, è un po’ ridicolo, lo so. Ad esempio, una volta, Giovanni, un mio compagno di classe, mi ha fatto leggere un fumetto di Dylan Dog.

L’ho rubato a mio fratello, mi ha detto.

C’è un coniglio cattivo che uccide le persone. Mi ha messo una tale paura addosso che non sono riuscito a dormire bene per una settimana.

È stato in quel fumetto che ho visto per la prima volta l’immagine di un cuore. Io credevo che fossero fatti in un altro modo, perché sempre così li avevo visti.

Quei cuori rossi, belli, che si vedono stampati dappertutto.

Non avevo capito cos’era quella cosa che il coniglio strappava dal petto di un uomo.

Me l’ha detto Giovanni che era un cuore.

La verità è che un pochino di schifo me l’ha fatto. Mi sono chiesto perché ci dicono le bugie, perché ce lo fanno vedere sempre in un altro modo. Ci dicono tante cose sul cuore, ma ora non so mica se credergli. Tipo, è davvero con il cuore che abbiamo i sentimenti? Che vogliamo bene?

So che queste cose non posso dirle a nessuno. Però le penso.

Non riesco a capire tutto questo, non ce lo spiegano per bene.

A scuola ci sono così tante materie che si danno contro. Tipo scienze e religione, per capirci.

Ma l’anima… questa cosa mi fa uscire matto! Perché la mia mà mi aveva detto che è con quella che sentiamo la musica.

E se Teo non balla, Teo non ha l’anima?

E se non ce l’ho neanche io? E se tutta la storia dell’anima fosse come quella del cuore?

Tipo, un giorno, quest’estate, io e Nina stavamo ascoltato a tutto volume gli 883. Ballavamo saltando sul letto, ridendo col fiatone perché io facevo le facce brutte e Nina anche.

Nina cantava: quando torni a casa alle sei.

E io: s’incazza, s’incazza.

Nina cantava: come un ninja fai le scale.

E io: s’incazza, s’incazza.

Eravamo lì e insomma, a Nina è venuta l’idea di far ballare anche Teo con noi, vedere cosa faceva se gli mettevamo la cassetta degli 883 al posto di quella sua.

Sai che ridere, ha detto.

Così ho spento lo stereo, che ancora mi fischiavano le orecchie, per dire. Teo si è accartocciato tutto quando gli ho tolto la cassetta. Prima c’era, poi non c’era più. Ho provato a infilargli gli 883. Ho spinto play.

Teo se ne stava lì, un mucchio di latta e di niente. La musica andava, ma lui non la sentiva mica. Mi ha messo una strana angoscia dentro a vederlo così.

Nina ha sbuffato. Ha detto di lasciar perdere.

Però, un po’ dell’entusiasmo che avevamo se n’era andato via. Non c’era più gusto a ballare noi due soli. Così siamo usciti fuori, abbiamo preso le biciclette e siamo andati a zonzo per la campagna assieme a Charlie Parker.

La sera, mi è ritornata in mente l’immagine di Teo, che era così… come posso dire… senza vita. Perché anche io mi sono sentito in questo modo a vederlo. Non so se c’è qualche altro bambino come me, che gli vengono questi pensieri per la testa. Mi da fastidio non sapere come stanno le cose. E ho provato a capire cos’è quella cassetta Teo parla e perché la mia voce, e solo la mia, lo fa funzionare. Ma mica ci sono riuscito. Vorrei parlarne con il mio pà ma ho paura che mi sgridi. Forse lo sta ancora cercando, Teo, o forse se l’è già dimenticato…

Quel giorno, riascoltando la mia voce, ho creduto che quelli fossero come i suoi ricordi.

Lo faccio spesso anche io, di rivedere l’album con le fotografie che c’è in camera del mio pà. Di quando ero più piccolo. Quando ancora c’era la mia mà. Quelle cose, penso, un po’ fanno funzionare anche me, adesso.

Forse l’anima è come una cassetta. Non lo so spiegare. Ma non so mica se mi piace l’idea di avere un nastro dentro.

Non voglio essere spento.

Non voglio smettere di ballare. 


*Teo è un bambino di latta (vedi racconto, Teo.)

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Commenti degli utenti

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esteban espiga ha votato il racconto

Scrittore
Editor

una bella scrittura che può anche prescindere da questo racconto. un racconto che non può prescindere dalla tua scrittura. che faccia parte di un progretto più ampio è indifferente, vale anche da solo.Segnala il commento

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Violeta ha votato il racconto

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Graziano ha votato il racconto

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Adriana Giotti ha votato il racconto

Scrittore

Forse la tua anima non è fatta della tua voce, ma di quella "sensibilità unica" con cui raccogli ed espandi immagini, sogni, pensieri, emozioni. Segnala il commento

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Ezio Falcomer ha votato il racconto

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Barbara ha votato il racconto

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MargheMesi ha votato il racconto

Esordiente

Questo ragazzino è irresistibile, e già indimenticabile. Vorresti parlargli e continuare ad ascoltarlo. Provare a rassicurarlo, anche se senti che potrebbe essere davvero difficile. Un desiderio inesauribile di vita lo anima. A te il compito - il dovere! - di continuare a farlo vivere. Grazie Howl!Segnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore

Un racconto che va ben oltre la storia che racconta. Complimenti!Segnala il commento

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Anonimo ha votato il racconto

Scrittore
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Franco 58 ha votato il racconto

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Roberta ha votato il racconto

Scrittore
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Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

Tenero questo ragazzino. Viene tanta voglia di entrare nel suo film e dargli la mano. (ma Charlie Parker sta bene?)Segnala il commento

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Sofia Nebez ha votato il racconto

Esordiente
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di Howl

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