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Narrativa

Anna

Di Valentinacomesai - Scritto da Esordiente
Pubblicato il 04/08/2020

83 Visualizzazioni
34 Voti

Anna sistema lo zaino fra le gambe e asseconda istintivamente lo scossone dell'autobus in partenza; la signora al suo fianco no. Anna la guarda con la coda dell'occhio ricomporsi riportando dietro l'orecchio una ciocca di capelli vagante. Ma che può fare la fragile cartilagine di un orecchio contro la frana di un'acconciatura a fine giornata? E mentre Anna pensa queste cose, cose che una con delle sopracciglia disegnate bene come le sue non può non pensare, la signora scarmigliata apre la borsa. É un attimo ma, in quell'equilibrio da autobus fra curiosità e pudore, Anna getta lo sguardo oltre il confine della cerniera e si meraviglia di quello che le è baluginato davanti: ordine.

Ordine in purezza.

Anna ora pensa che quella signora forse non lo sa nemmeno quanto sia bello quell'ordine che si porta dietro. Così bello che non dovrebbe tenerlo solo per sé, lo dovrebbe donare al mondo. Anzi, altro che donare, lo dovrebbe far fruttare. Domani, come prima cosa, sarebbe dovuta andare al lavoro e dire: “Senti capo, mi licenzio, mi dispiace ma non posso più andare avanti così. La mia vita mi chiama altrove. Io non sono fatta per queste quattro mura, ordinatissime, ma sempre le stesse. Io sono fatta per cose più grandi, io sono fatta per il mondo intero!” E dopo una bella stretta di mano con un industriale perplesso, se ne sarebbe andata a ritirare dal tipografo i suoi nuovi biglietti da visita con su scritto: Tizia Caia – Ordinatrice. E tutti, dai più ai meno abbienti, l'avrebbero assillata chiedendole di trovare uno spazio per loro nel suo rigidissimo planning e lei, con un sorriso timido fra le due rughe verticali, riallacciando alla crocchia un ciuffo ribelle, avrebbe risposto: “Sì, certo!”

E il martedì di buonora - martedì sarebbe stato il giorno per i nuovi clienti- avrebbe sfilato le chiavi dell'appartamento da sotto lo zerbino e sarebbe entrata, con garbo e misura, come se i padroni fossero stati dietro la porta ad attenderla. La casa avrebbe vibrato percorsa da una scossa d'eccitazione. Senza pensarci troppo, l'Ordinatrice si sarebbe diretta nella camera padronale: la stanza più problematica. Lì avrebbe aperto le ante dell'armadio ed avrebbe sorriso. Davanti le sarebbero apparsi cappotti addormentati appesi accanto a prendisole sdruciti, abiti di cinque taglie diverse testimoni della speranza, ogni anno più incerta, che sia possibile trovare la dieta zenzero e limone in grado di far regredire dalla taglia 46 alla 38. Maglioni di lana infeltriti e sformati avrebbero tossicchiato imbarazzati davanti al suo sguardo. E una preghiera si sarebbe alzata nella polvere in un anelito: “non mi buttare che prima o poi torno di moda.” L'Ordinatrice avrebbe proseguito impassibile, piegando, spostando, creando spazio ed armonia. Il frusciare dei vestiti fra le sue mani avrebbe avuto il suono di "grazie" detti sottovoce per non disturbare quella accanita concentrazione. Poi l'Ordinatrice sarebbe andata alla scarpiera, accolta dal clamore tartagliante di stivali pitonati, francesine austere, decolleté scrostate e superga bucate da alluci perforatori. Finito con le scarpe, l'Ordinatrice non si sarebbe fermata: avrebbe attaccato l'armadio della biancheria, i cassetti del bagno, avrebbe disinnescato archibugi dimenticati negli stipetti della cucina e pacificato ogni contenitore con il proprio coperchio. 

Poi, si sarebbe seduta. 

Sorseggiando una tisana al finocchio dal suo thermos, si sarebbe ripresa per qualche minuto dallo sforzo mentre, con occhi ridotti a due fessure, avrebbe fissato il suo ostacolo finale: il frigorifero. Dal canto suo, il frigorifero avrebbe tentato di ipnotizzarla e dissuaderla con il suo ronzio monocorde; ma l'Ordinatrice conosce quelli come lui e non si sarebbe fatta ingannare. Avrebbe posato le mani sul tavolo, si sarebbe alzata in piedi e poi avrebbe detto:“Scusi, posso passare?”

“Come?” Anna porta il suo sguardo sulla donna che le siede accanto e che sta cercando di liberarsi dal sedile a due posti. “Ah, certo, certo...” aggiunge alzandosi.

Ecco, quello è il momento, ora che le sta passando davanti, così vicina, ora deve dirle tutto, deve dirle che lei sa, che ha capito, che non può assolutamente fare altro nella vita se non l'Ordinatrice.

Anna apre la bocca.

La signora si volta ed abbozza un sorriso di ringraziamento sulla pelle sottile.

Anna abbozza a sua volta, come in uno specchio.

La signora scende e non saprà mai del destino radioso che avrebbe portato ordine e gratitudine nella vita di centinaia, o forse di migliaia, di persone.

“Scusi, posso?” chiede un signore alto e magro con dei folti baffi a spazzola grigi.

“Certo” dice Anna e fa spazio spostandosi sul posto accanto al finestrino. “Prego.”

E mentre il signore si siede Anna pensa che quel tipo abbia proprio una faccia da spazzacamino.

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Commenti degli utenti

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Stefano Ruzzini ha votato il racconto

Esordiente
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Michele G. ha votato il racconto

Esordiente
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Valentina Raniello ha votato il racconto

Esordiente
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Anonimo ha votato il racconto

Esordiente

un cerchio quasi perfetto dal reale al reale attraverso una fantasia che dilata lo spazio fra le cose e le persone, per così dire, di tutti i giorni.Segnala il commento

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Il felino ha votato il racconto

Esordiente
Editor

Simpatico, scorrevole, ben fatto ! Segnala il commento

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Paolo Fiorito ha votato il racconto

Scrittore

Scritto molto bene il racconto si fa leggere piacevolmente fino alla fine. Confondi abilmente il lettore facendogli credere che la protagonista sia l’ordinatrice mentre, in realtà e come suggerisce il titolo, è Anna con il più tipico atteggiamento degli scrittori: cucire le storie intorno alle persone.Segnala il commento

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Carmen ha votato il racconto

Esordiente
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Ezio Falcomer ha votato il racconto

Scrittore
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Annalisa Maitilasso ha votato il racconto

Scrittore

Ottima idea, bel ritmo. Segnala il commento

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Lerio ha votato il racconto

Esordiente

Molto grazioso. Ti trasporta nel mondo immaginato dalla protagonista. Vertiginoso alla fine, grazie allo stacco in cui ci riporti alla realtà dell'autobus. Onirico.Segnala il commento

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Luciano Rossi ha votato il racconto

Esordiente

Ben scritto e assai divertente. Dell'ordinatrice sarei stato un sicuro cliente. Aspetto altri racconti- Segnala il commento

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Isabella Ross ha votato il racconto

Esordiente
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Maurizio Melzi ha votato il racconto

Esordiente
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Anonimo ha votato il racconto

Scrittore

Forse riordinatrice.Segnala il commento

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LoSteNo ha votato il racconto

Scrittore

Ho persino creduto che alla fine quella borsa così ordinata gliela scippassi, invece non togli nulla ma anzi aggiungi possibili mondi ben descritti al mondo che ci ha scelto. B is the new A.Segnala il commento

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Anonimo ha votato il racconto

Esordiente
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Lorenzo V ha votato il racconto

Scrittore
Editor
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Franz De Marenziana ha votato il racconto

Esordiente
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Anonimo ha votato il racconto

Esordiente

Hai uno stile garbato, pulito, una bella scrittura!Segnala il commento

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pierocomm ha votato il racconto

Esordiente
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Laura Camposeo ha votato il racconto

Esordiente
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Adriana Giotti ha votato il racconto

Scrittore

L'idea sembra ispirata a “Il magico potere del riordino” di Marie Kondo, tuttavia è innegabile la tua capacità di incuriosire il lettore, ironizzare con stile. (Ps: posso avere il numero di Anna? Lo chiedono per pietà i miei armadi). Benvenuta tra noi.Segnala il commento

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terrybu ha votato il racconto

Esordiente

Scorrevolissmo, senza incertezzeSegnala il commento

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Sofia Nebez ha votato il racconto

Esordiente
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Avalon ha votato il racconto

Esordiente

Con quanto stile e garbo sai mettere in luce le possibilità di tutti coloro che, anche per pochi momenti, fanno il tuo stesso percorso.Segnala il commento

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giraffo ha votato il racconto

Esordiente
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Violeta ha votato il racconto

Esordiente
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Messina Giuseppe ha votato il racconto

Esordiente

Bello!Segnala il commento

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silviazammi ha votato il racconto

Esordiente
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Graograman ha votato il racconto

Scrittore

Molto simpatico, ritmo sostenuto, ben giocato il rientro nella realtà. Piaciuto.Segnala il commento

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Elkele ha votato il racconto

Esordiente

Mi è piaciuto perché amo la scrittura di getto che non è mai facile se non c'è anima o, meglio, non è efficace senza quest'ultima:POLLICE ALTO! Segnala il commento

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RoCarver ha votato il racconto

Scrittore
Editor

Simpatico! Un bel viaggio mentale sull'autobus, è tipico degli scrittori osservare la gente e immaginare storie. Segnala il commento

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Tella ha votato il racconto

Scrittore
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Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

Bello, mi piace molto il personaggio, quest'Anna sognatrice che da un particolare ricostruisce vite. L'unica cosa, mi lascia un po' interdetta la scelta dei modi verbali utilizzati per la parte immaginata. L'ho riletta, e non sono sicura che tornino. Comunque, un bell'esordio! Benvenuta su Typee.Segnala il commento

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di Valentinacomesai

Scrittore
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