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Noir

Anticipazioni

Pubblicato il 21/06/2018

Una giovane autostoppista riceve un passaggio da uno sconosciuto. Il viaggio sembra andare per il meglio, fino a quando il radiogiornale trasmette delle anticipazioni sui fatti di cronaca nera.

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«Problemi con l'auto?» chiese il giovane con un tono preoccupato. “Un punto in più” pensò lei. Non c'erano stati sorrisini maliziosi né battute per fare il simpatico.

Sandra annuì e gli spiegò che doveva arrivare soltanto a uno dei paesi più vicini, che distava mezz'ora di macchina.

«Non me la ripareranno di certo oggi. Ormai è quasi sera e mi converrà trovare un B&B in cui alloggiare.»

Il ragazzo le sorrise in maniera genuina e la fece salire.

«Sei molto gentile. Io sono Sandra.»

«Piacere, Enrico» rispose lui partendo. Si sporgeva in avanti per cercare di mantenere l'auto sulla carreggiata. La nebbia non faceva vedere nulla. «Immagino tu venga da lontano, altrimenti saresti rincasata.»

Sandra notò che la radio era accesa, ma tenuta a basso volume. Sul display era indicato il nome dell'emittente.

«Esatto. Vengo da Milano. Devo tenere una conferenza domani mattina a Bormio. Direi che oggi è stato un lunedì da dimenticare.»

Il ragazzo non disse nulla a riguardo. Era totalmente assorto nella guida.

Dopo circa una decina di minuti in cui entrambi rimasero in silenzio, Enrico mise la freccia e accostò in una piazzola di sosta.

«Ti spiace se mi fermo a fare pipì un secondo? Non ce la faccio più.»

Sandra acconsentì.

«Vado nel bosco, lassù» disse il ragazzo indicando il terrazzamento. «Ci metto un attimo.»

Sandra si rilassò e alzò il volume della radio, tanto per avere un po' di compagnia.

«...abbiamo appena sentito “That don't impress me much” di Shania Twain e ora, prima di proseguire con il programma, le anticipazioni del Radio Giornale. Ancora non si ha notizia del killer che ieri, nel tardo pomeriggio, ha ucciso un uomo e una giovane donna nella provincia di Sondrio. Le vittime salgono ora a tre e le indagini sono ancora in cor...»

Qualcuno picchiò sul finestrino, facendola gridare. Vide un uomo con la divisa da carabiniere.

«Salve. Tutto a posto?»

Sandra notò una Fiat Punto che si era accostata poco più avanti. Abbassò il finestrino elettrico.

«Salve. Sì, tutto a posto. Ci siamo fermati per... Beh, bisogni fisiologici.»

«La macchina è del suo ragazzo?» domandò l'uomo guardandosi attorno.

Sandra scosse la testa con vigore.

«No. Mi ha solo dato un passaggio. La mia macchina ha avuto dei problemi.»

Il carabiniere annuì pensieroso.

«Non vorrei allarmarla, signorina, ma questa macchina è segnalata. Però non si preoccupi, ci sono qui io. Può essere che sia stato solo un equivoco ma vorrei che, mentre do un'occhiata, lei salga sulla mia auto e si chiuda dentro. Va bene?»

Sandra sentì il battito accelerare. Stava dicendo che Enrico era il killer di cui parlavano alla radio? Perché era quello che iniziava a temere.

«Non ha un collega?» chiese impaurita.

«Stavo staccando dal turno. Questa è la mia macchina personale» spiegò sbrigativamente l'uomo. «Ho già chiamato i colleghi. Ora vada.»

L'uomo si diresse verso il terrazzamento, con la pistola in pugno. Si intrufolò tra gli alberi e scomparve in poco tempo alla sua vista.

Sandra stava sudando copiosamente.

«... Se incontrate un uomo, vestito da carabiniere, senza compagno di servizio, fatevi mostrare il distintivo di riconoscimento» diceva il Maresciallo alla radio. «L'uomo potrebbe adoperare la divisa dell'appuntato Gerosa, morto nell'aggressione di ieri.»

Se prima il cuore era impazzito, ora si era del tutto fermato. Sandra bloccò le portiere. Non sapeva che fare né dove andare. Capì che era Enrico ad essere in pericolo e non aveva modo di avvisarlo.

Dopo pochi attimi, vide ricomparire il carabiniere. Scese dal terrazzamento e si avvicinò alla vettura.

«Le avevo detto di...» Rimase di stucco quando vide che, pur forzando, la macchina non si apriva. «Che sta facendo? Mi apra, forza!»

Sandra si mise a urlare e l'uomo tentò con ancor più irruenza, facendo oscillare l'auto sugli ammortizzatori.

Sandra si allontanò più che poté verso il lato opposto e vide una figura comparire alle spalle dell'uomo. Qualcuno lo strattonò indietro, per poi assestargli un paio di pugni che lo fecero cadere sull'asfalto. Riconobbe Enrico, il quale, non contento, si chinò a dare altri cazzotti sul volto del carabiniere.

Sandra sbloccò le portiere.

«È il killer, Enrico! Dobbiamo chiamare qualcuno!»

Il ragazzo annuì e iniziò a slacciare la divisa dell'uomo inerme. Gli tolse la giacca e poi passò ai pantaloni. Sandra non capì cosa stesse facendo e si asciugò le lacrime con il dorso della mano.

Alla radio, il Maresciallo parlava ancora.

«...e confidiamo nel dare giustizia alla povera Paola Torricelli, uccisa la settimana scorsa, a Sandra Gandini e all'appuntato Giacomo Gerosa. Per loro e per le loro famiglie.»

“Sandra Gandini? Avevano pronunciato il suo nome?”

Enrico aprì la portiera posteriore e appoggiò gli indumenti del carabiniere. Poi salì al posto di guida, adagiando la pistola d'ordinanza sulle proprie gambe.

«Ringraziamo per le anticipazioni delle notizie» disse lo speaker del programma radiofonico. «Oggi è martedì 26 Giugno e inizia una nuova puntata insieme a noi!»

Enrico le puntò contro la pistola ed esibì un largo sorriso.

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F.M. ha votato il racconto

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Massimo Di Palo ha votato il racconto

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Kayagorn ha votato il racconto

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Bambole d'Inchiostro ha votato il racconto

Esordiente

Riesci a modificare più volte l'idea che ci si fa sul finale... veramente bello!Segnala il commento

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Travis ha votato il racconto

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Un'atmosfera che ricorda piacevolmente Zodiac. Uno stile molto efficace.Segnala il commento

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Anonimo ha votato il racconto

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Anonimo ha votato il racconto

Esordiente
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Glaaz! ha votato il racconto

Esordiente

Bellissimo, Gabry! Questo mi è piaciuto un sacco!Segnala il commento

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di Flint

Esordiente