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Narrativa

APPUNTAMENTO D'AMORE

Di vita e passione - Editato da Maddalena Frangioni
Pubblicato il 05/05/2017

L'amore, motore della vita delle persone, è il sentimento più complesso da cui scaturisce felicità o infelicità. L'uomo protagonista ama una donna senza esserne corrisposto, si illude per un momento, poi la sua vita è spezzata, ma nel suo animo l'amore non finisce

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L’amore aveva abbandonato presto la vita di Ennio, ma Ennio non aveva abbandonato mai l’amore e il suo amore per Marta durava da oltre quarant’anni.

La mattina di sabato del nove agosto Ennio aspettava a casa Marta, l’amica di cui era sempre stato innamorato. Era l’ appuntamento che attendeva da anni. Non era stato fortunato in amore Il caso o il destino non gli erano stati favorevoli. La sua era stata una vita sentimentale sfortunata. Da anni solo aveva vissuto soltanto brevi storie e a parte un legame durato il tempo di una stagione di cui non amava parlare il suo animo era rimasto come paralizzato, pietrificato nel ricordo dell’amore per Marta, la donna mai dimenticata

Marta fece un lungo giro in cerca di un posto. Non voleva posteggiare troppo vicino al palazzo dove Ennio abitava. Preferiva evitare gli sguardi curiosi degli inquilini per non sentirsi in obbligo di dover dire…. Era schiva e riservata.

La giornata era afosa quel sabato e toglieva il respiro..

Ennio abitava in periferia nell’appartamento lasciatogli dai genitori. Il quartiere era anonimo come lo era lui, un vecchio avvocato. Lontani i giorni frenetici di udienze e dibattiti, di scontri verbali calorosi con i colleghi, di testardaggini e di notti in bianco. Era stanco, aveva spento la luce verso le quattro del mattino dopo aver finito il breve romanzo poliziesco che lo teneva sulle spine.

Avvocato divorzista, capace di sbrogliare matasse spesso intricate di rapporti difficili, astiosi, conflittuali tra coniugi in atto di lasciarsi, non era riuscito a sbrogliare il groviglio interiore dei suoi sentimenti, tanto da pensare che quell’amore non corrisposto l’avesse tenuto in ostaggio.

Ennio in fatto d’amore, nonostante l’età avanzata, si considerava un ingenuo e quando Marta, tornata al paese sola, lo aveva chiamato per essere seguita nel divorzio, lui si era illuso di riprendere con lei l’amicizia come se il tempo non fosse passato. Aveva provato grande emozione quando aveva sentito nella cornetta la sua voce.

L’aveva ascoltata senza interrompere mentre lei gli raccontava fatti che credeva necessari per procedere nella causa. Nonostante la conversazione fosse stata breve e asciutta si era sentito in imbarazzo e aveva fatto appena in tempo a comunicarle l’indirizzo, poi aveva riattaccato.

In pochi attimi aveva rivisto come al rallentatore la sua vita, cosciente di aver perduto, con la partenza di Marta, sposata ad un ragazzo non del paese, la sua gioventù spensierata. Lo studio insieme, le corse sulla spiaggia, i bagni tra le onde mosse dal vento erano diventati pian piano uno sbiadito ricordo lasciando il posto all’amarezza. Era stata quell’esperienza giovanile a spingerlo a diventare un avvocato divorzista per capire, si era detto, la problematicità dei rapporti coniugali quando il sentimento vero viene meno.

Nella pratica del suo lavoro si era convinto che a lui non sarebbe mai capitato di ritrovarsi in tale situazione perché l’amore per Marta sarebbe stato solido e profondo, anche se purtroppo non ne aveva le prove.

Ennio a suo modo, nonostante tutto, era sempre stato un uomo romantico che credeva nell’amore.

La telefonata di Marta l’aveva colto di sorpresa, ma aveva riconosciuto la sua voce. Si conoscevano bene loro, erano amici, avevano tante cose da raccontarsi dopo così tanto tempo.

Ennio si preparò all’incontro. Attendeva l’amica con impazienza, desideroso di rivederla. Le avrebbe dato tutto l’aiuto necessario pur di farla felice.

L’appuntamento era stato fissato per le dieci. Dopo una notte agitata, Ennio al mattino aveva bevuto il caffè, si era vestito con maggiore cura del solito, poi si era seduto alla scrivania posta in un angolo del salotto davanti alla finestra in attesa.

Le dieci, Ennio si affacciò al balcone e appena vide l’amica attraversare la strada la riconobbe.

L’immagine di lei bella che si muoveva con eleganza avvolta nel suo abito leggero lo emozionò. Per uno strano sortilegio per un momento gli sembrò di non distinguere la realtà dal ricordo di quando l’aveva vista l’ultima volta circa quarant’anni prima. L’ immagine giovane di lei cristallizzatasi nella sua mente si confondeva con la donna non più giovane che in quel momento avanzava con lentezza data l’età, la gonna nera lunga, la camicia bianca, gli occhiali sul volto.

Ennio, il volto sorridente, tornò a sedersi in attesa del campanello.

All’improvviso un sordo rumore di freni, un grido forte e acuto, urla di paura lacerarono l’aria immobile di quel mattino d’agosto. Poi fu un rimbombo di sirene spiegate, di motori accesi, di grida di gente sul marciapiede.

La gioia di una bella giornata non ancora iniziata cadde miseramente portando con sé molta disperazione.

L’angoscia di quell’appuntamento mancato si stemperò pian piano nel ricordo dell’amore per Marta, la donna che Ennio aveva sempre amato. L’idea che dopo quel giorno sarebbe stato corrisposto alleggerì il suo animo.

Peccato però che non ne fu mai sicuro.

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