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Poesia

Armatura

Di GasKen - Editato da GasKen
Pubblicato il 04/03/2020

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Sai, da quando ho scelto la mia strada mi sono sempre ritrovato solo, non ho mai sudato in un lavoro, si aspettano che io cada, non hanno mai creduto in me ma io non ho mai creduto in loro.

Sono grato alla vita ma non ho mai baciato il suolo.

Non ho mai afferrato al volo certi concetti malati, non ho capito dove sta il decoro nell'essere soldati assoldati dagli stati per compiere massacri.

É guerra nel presente e progetti dal futuro fatti con cura, ma quest'arma non dura se mi nutro della mia armatura.

Sono cresciuto tra complimenti, insulti e critiche, sfide ripide denti e vipere intenti a uccidere quello mi tiene in vita.

Mi senti ridere sempre di più se tu non vuoi che rida, cresciuto con la mente isolata al limite come un'eremita.

É il potere di una sfida che mi tiene in vita, ma non sono in gara con nessuno.

Ora varia anche il mio senso di digiuno, sempre in cerca di un po d'aria pulita ma é la cosa più amara che consumo e mi aspetto che mi uccida più l'aria che il fumo.

Non mi nascondo ma non é per fare il duro, sono pronto ad amare e sono pronto a fare il culo, non affondo in questo mare, stai sicuro, se il mondo mi vuole mangiare quello a cui va in contro é il digiuno.

Sento lo stomaco che ringhia, sono io che do calci sullo stomaco di una vita incinta.

Qui é inferno terrestre, vite da bestie e ogni giorno servono teste.

Servono maestri e maestre per allenarci, porte e finestre, giochi mentali tali da alienarci.

Tutto ciò che vogliono darci sono intralci, servono pugni e calci, dobbiamo riprogrammarci.

Apro portali e squarci e tra i loro beni materiali non voglio starci.

Mi servono questi testi per stare un po più comodo, per trasformare in pensieri onesti il mio senso di vomito.

Stappo bottiglie d'inchiostro senza fine, alzo il gomito e vomito rime tenendomi sempre lontano dal mostro che vive dietro un monitor ostile.

Mi serve spazio, é un porcile in ogni zona, io ci sguazzo, fatto per chi col cazzo che ragiona e chi ragiona con il cazzo.

Tutto ciò che qui funziona non fa funzionare il resto, é la mia testa che risuona e sprigiona un altro testo.

Sto lesto e resto tra testa e testo, tra te e me stesso e tutto quello che detesto.

Mi manifesto tra inchiostro nero e testo, tra un pensiero e un gesto, ovvero in questo.

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Violeta ha votato il racconto

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Urbano Briganti ha votato il racconto

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Un superlativo pamphlet o eccellente invettiva a questo mondo e ai suoi abitanti. Tanto di cappello, mi inchino in segno di vera ammirazioneSegnala il commento

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DONATO ROSSO ha votato il racconto

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Versi raprosastici, come esperimento è riuscito. Complimenti!Segnala il commento

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Sofia Nebez ha votato il racconto

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Davide Marchese ha votato il racconto

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Anonimo ha votato il racconto

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“dobbiamo riprogrammarci”Segnala il commento

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