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Storico

AUX ARMES CYTOIENS! (parte II)

Pubblicato il 22/09/2022

Con Jean e Francois per i sobborghi di Parigi, il giorno in cui nacque la Marsigliese

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(Segue)

La mattina dopo nella fortezza di Touliers Re Luigi si sentiva al sicuro. Certo, erano arrivate notizie che una banda di scalmanati aveva occupato il Municipio deponendo il consiglio Comunale e sostituendolo con un’Assemblea Rivoluzionaria. Ma il Re si riteneva protetto dal Manifesto di Guerra: sapeva che i popolani non avrebbero avuto il coraggio di attaccarlo, non con il rischio delle rappresaglie minacciate dai Prussiani; e per buona misura era tutelato dalla sua Guardia Reale armata; ma soprattutto la fortezza era difesa da 1300 Guardie Svizzere, il formidabile reparto scelto al comando di Jost Durler: bastava il loro nome ad incutere il terrore in ogni parigino.

Ma alle prime luci dell’alba di quel 10 agosto fu proprio Durler ad interrompere le riflessioni del Sovrano. “Mi perdoni Maestà, c’è qualcosa qui fuori che deve assolutamente vedere” disse scostando una pesante tenda da un finestrone.

Una folla smisurata aveva circondato il palazzo, e attendeva in piedi fuori dai cancelli, in silenzio. Alcuni portavano armi di fortuna, si vedevano bastoni, qualche forcone, pezzi di ferro; ma la maggior parte sembrava disarmata. Non avevano divise: erano semplicemente Cittadini, in buona parte accomunati da un berretto rosso. Stavano lì in piedi, disordinati, immobili e numerosissimi.

Il silenzio era surreale

“Forse dovremmo farvi evacuare e mettervi sotto la protezione dell’Assemblea Maestà”.

“Giammai. Un re non fugge di fronte a degli straccioni con le pezze al culo. Schierate le guardie. E al primo accenno aprite il fuoco: si disperderanno come cani”

Ma al comparire dietro ai cancelli delle guardie con i fucili puntati, si sentì qualcosa.

Tum. Tum. Tutum tutum tutum.

Un tamburo.

Tum. Tum. Tutum tutum tutum.

Subito seguito da un altro tamburo. E poi altri dieci, e poi cento.

E poi la folla iniziò a cantare.

“Allons enfant del la Patrie, le jour de gloire est arrivè!”

Per un attimo la canzone si perse in un mormorio indistinto, che sembrò scendere di tono.

“Ah, i pezzenti non sono neanche capaci di cantare” stava dicendo il Re, con una smorfia di disgusto.

Ma non aveva finito la frase che la canzone arrivò al coro, e dalla piazza si alzò un boato: la folla gridò con una voce sola, chiara e perfettamente udibile in tutte le stanze del palazzo:

“AUX ARMES CYTOIENS! FORMEZ VOS BATAILLONS!”

L’urlo era assordante, e pareva crescere di intensità e coraggio ad ogni ripetizione. E sembrava non avere una direzione precisa, era ovunque. Veniva dai giardini, dal parco, dai vicoli, dal fiume, dalle fondamenta. Era come se la città stessa si fosse risvegliata, e stesse facendo sentire la sua voce, potente e terribile.

“AUX ARMES CYTOIENS! FORMEZ VOS BATAILLONS!”

Lo spettacolo era impressionante, e per un attimo lasciò a bocca aperta anche un uomo duro come Durler: un’intera città che cantava accompagnata dai tamburi, in un susseguirsi di impressionanti ruggiti, che facevano accapponare la pelle:

AUX ARMES CYTOIENS! FORMEZ VOS BATAILLONS! MARCHONS! MARCHONS!”

E venticinquemila pugni si alzavano al cielo.

Fu proprio al culmine di uno di questi boati che Philippe, il più giovane dei soldati della guardia del Re perse la testa, e fece partire un colpo di moschetto.

E come ad un segnale concordato, venticinquemila persone si lanciarono contro i cancelli, come impazziti.

Le prime linee cadevano sotto i colpi dei moschetti, ma i tamburi continuavano a suonare, e il coro continuava imperterrito ed inarrestabile.

“AUX ARMES CYTOIENS!”, ad ogni ruggito un nuovo assalto, finché i cancelli cedettero.

“FORMEZ VOS BATAILLONS!”

E la folla armata di bastoni, picche e forconi si lanciò sulle Guardie Svizzere armate di moschetti, massacrandole.

“MARCHONS! MARCHONS!”

La mattina del 10 agosto 1972 i Sanculotti con le pezze al culo occuparono la fortezza di Re Luigi XVI prendendo il Re prigioniero, e cambiando la Storia per sempre.

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Coscienza fantasma ha votato il racconto

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ernesto b. ha votato il racconto

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mariaLAgrazia ha votato il racconto

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. ha votato il racconto

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lAm!bisko ha votato il racconto

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(Dieci agosto 1972)Segnala il commento

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di Andresylab

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