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Young Adult

Bambini e torri

Pubblicato il 15/09/2020

Massimo rispetto per le vittime, ma io allora l'ho vista così. Dedicato a tutti i bambini, a Gianni Rodari e alla psicomotricità.

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I bambini, fino a che sono bambini, fanno parte di un un unico organismo che si chiama infanzia. Sono tutti in contatto, le loro energie si intrecciano e loro comunicano, così come sanno fare. Chi ha osservato i bambini pù piccoli si sarà accorto di come facciano dei movimenti apparentemente insensati, ad esempio quando tracciano dei piccoli segni nell’aria che noi non capiamo, o quando si girano di scatto (beh, non proprio di scatto) a guardare qualcosa che noi non vediamo. Si parlano, si passano informazioni, sono saggi e pazienti come madre natura.

Ognuno di loro è parte di questo organismo che condivide il sapore del latte, la gioia del sole in faccia e l’affetto verso la donna che vedono ogni momento della loro vita, insomma condividono quello che per loro è il mondo intero.

Però la loro energia percepisce anche i mondi dove non c’è sapore di latte, il sole fa male e la persona che vedono ogni momento non suscita affetto ma paura. Ovunque ci sia infanzia trascurata, abusata, malnutrita o maltrattata loro lo sanno. Questo significava “Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me”, questo loro sentono.

Come la natura sentono l’energia ma non il dolore, sanno sempre quando qualcuno di loro sta soffrendo. Non so dire come percepiscano la sofferenza senza percepire il dolore: come tutti, quando ho smesso di essere bambino, l’accesso a questo organismo mi è stato precluso e ne ho perso nozione, solo per una serie di casi fortuiti ho recuperato quella memoria e posso parlarvene. Me devo farlo in fretta perché non durerà a lungo.

Hanno continuato a scambiarsi informazioni e ad archiviarle nella loro memoria comune, poi le cose hanno preso una piega troppo brutta, i colpi all’infanzia hanno iniziato ad essere troppi e troppo forti.

L’Africa e la fame, le malattie e l’odio etnico che non risparmia nessuno. I paesi dove le bambine vengono date in sposa o vendute ai bordelli. I paesi con i bambini soldato che uccidono senza sentire niente fino a che non vengono uccisi o fatti a pezzi con un machete. I piccoli che lavorano nelle miniere fangose di coltan o nelle gigantesche discariche brasiliane. I bambini costretti a lavorare dieci ore al giorno per assemblare e cucire gli aggeggi sempre più piccoli che ci piace comprare in rete. I bambini abusati da un parente o da un prete o da un pedofilo, percossi o gettati dal balcone perché disturbavano. I bambini di Beslan.

L’infanzia ha deciso che era troppo e bisognava dare un segno, un segno chiaro e inequivocabile. In questi casi la natura usa i terremoti o gli tsunami o le alluvioni, ma l’infanzia non ha nessuna di queste armi. L’infanzia è comunque tale e come tale reagisce. Il processo è stato quindi lungo e complicato, ma inutilmente lungo e complicato perché nessuno dei suoi membri aveva una rosa di alternative molto nutrita, quindi alla fine hanno deciso l’unica cosa che potevano decidere.

I non piccoli avevano costruito due gigantesche torri di Lego, con le quali giocavano molto. Entravano e uscivano e le prendevano molto sul serio, come se non fossero state un gioco.

L’infanzia ha osservato a lungo le grandi torri e poi finalmente, tutti ma proprio tutti d’accordo, hanno deciso di infliggere quella che per loro era la punizione più dolorosa: una mattina di settembre, nel 2001, senza alcun ripensamento, hanno buttato giù le torri di Lego.

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Franco 58 ha votato il racconto

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ALEXIUS ha votato il racconto

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Silvia Lenzini ha votato il racconto

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Molto coraggiosa, Alberto.Segnala il commento

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blu ha votato il racconto

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Sofia Nebez ha votato il racconto

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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore

Un racconto che attinge alla radice recondita dell'uomo. Smascerandone l'anima con un sonaglino di verità. Complimenti!Segnala il commento

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Adriana Giotti ha votato il racconto

Esordiente

Atroce, perché vera. E come tutto ciò che è vero, non può essere cambiato, solo consegnato alla coscienza e al pianto tardivo.Segnala il commento

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di albertomineo

Esordiente