Small cover.png?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccountZoom cover

Narrativa

Barba-ro

Pubblicato il 26/03/2020

L'ing. Mazzi e il suo scarso senso estetico. Oltre l'avversione per la barba lunga.

45 Visualizzazioni
17 Voti

L’ingegnere Mazzi, con le maniche della camicia tirate su, si abbassò verso lo stipetto, lo aprì e prese la bomboletta della schiuma da barba. Agitandola, si accorse che non ce n’era granché, la rimise al posto e tornò a specchiarsi. Sua moglie lo chiamò per la colazione. In cucina, si sedette al suo solito posto e le disse:” Quando fai la spesa, ricompra la schiuma”. La donna versava il caffè, non riuscì a trattenere un sorrisino divertito, un po’ assonnata. Visto che non gli rispondeva, l’ing. la incalzò:” Marta mi senti? Compra la schiuma; se non ce la fai, passo io a prenderla al volo”. La signora rimase con la caffettiera in mano, sospesa; nel suo sguardo c’era un tono di rimprovero. “Butta un po’ di spazzatura, il terrazzo si sta riempiendo”, riuscì a dirgli solo quello, prima che lui andasse; sulla schiuma nessun responso. Sospirò, uscendo, l’ing. Mazzi, senza portare alcun sacchetto di spazzatura.

Ad ora di pranzo, infilò la chiave nella toppa, le fece fare un giro in senso orario ed entrò nel suo appartamento. Sua moglie era seduta sul divano, guardando il cellulare. A malapena rispose al suo saluto, si alzò per controllare se l’acqua per la pasta bollisse. “Se manca molto, ne approfitto e mi faccio la barba” le chiese l’ing., stuzzicando pane fresco, sicuro che lei avesse comperato anche la sua preziosa schiuma. La donna girava il sugo, non si voltò per rispondergli: “No, non ti conviene, cinque minuti ed è pronto”. Allora si sedette al suo solito posto, rassegnato ad aspettare il pranzo, quando, come se nulla fosse, la signora aggiunse: “Poi, non c’è la schiuma”. Mazzi aggrottò le sopracciglia, sembrava non capisse quello che la moglie aveva appena detto; come se continuasse a ruminare tra sé e sé parole il cui senso gli sfuggiva. Adesso si era girata, lo guardava dritto in volto, anzi negli occhi, impassibile. “Come sarebbe a dire? Manca la schiuma perché non l’hai comprata, chiaro. Quando parlo, non mi ascolti mai! Quando serve qualcosa per me, non t’importa, metti la testa sotto la sabbia e via, chi s’è visto, s’è visto!”. Al che la donna:” Tu l’hai buttato almeno un sacchetto di spazzatura, stamattina? Quante mattine ti dico di buttarla ed ora non si può quasi uscire sul terrazzo? Ma a te, detto sinceramente, cosa cazzo frega? No?”. Rimase senza parole, l’ing. Mazzi, perché, in effetti, del terrazzo non gli fregava nulla. L’aveva pagato forse più dell’appartamento intero, quel maledetto terrazzo, e non lo aveva mai potuto sopportare per questo: che imputridisse, a lui non fregava veramente. Marta, però, lo adorava: stava imparando a dipingere e la vista da lì, sulle dolci colline dell’entroterra vestino, offriva scorci inimitabili, giochi di luce raffinati. Voleva imparare a dipingere per superare il dolore per la morte del padre, che l’aveva cresciuta da vedovo, un raffinato paesaggista delle campagne abruzzesi, taciturno, sempre chino sui suoi lavori, scattante ed asciutto, come un fascio di nervi. Ma a Mazzi dava fastidio anche il fatto che dipingesse: si era fatta arrivare tele su tele, tempere, acquerelli e Dio solo sa cosa. Di certo, Mazzi sapeva che invece che pulire, sporcava; invece che risparmiare, lo faceva spendere; invece che cucinare, gli propinava quei quadri; quadri a volercelo specificare sotto, a lui sembravano solo gli scarabocchi di una povera esaurita. No, non se ne parlava proprio, di buttare la spazzatura.

“Senti, Mazzi, ma 'sta barba? Non ce la facciamo più, non ci va di fare più un cazzo?” e giù risate, dai colleghi dello studio. Scherzavano, ovviamente; ma l’ing. si offese, ed in cuor suo dette la colpa a Marta, che lo faceva deridere da quei vitelloni. Per orgoglio, lui non aveva comprato da sé la schiuma, lei non aveva più buttato la spazzatura. Tornò a casa nero in volto, sbatté la porta e non le rivolse la parola per tutto il pranzo. Mentre sparecchiava, la moglie disse sibillina: “Adesso cosa le porto, buon taglialegna?”, con le mani ai fianchi. Mazzi sembrava mordersi la lingua per non esordire con qualche sconcezza.” Perché sei così stronza, ultimamente?” e se lo domandava quasi tra sé e sé, con il capo chino, scuotendolo. “Ha chiamato la partecipata della monnezza; se vogliamo, invece che buttare la nostra, portano direttamente quella degli altri da noi” lei aggiunse, caricando la lavastoviglie. L’ing. si alzò di scatto, tanto da far cadere la sedia alle sue spalle; spalancò la porta-finestra che dava sul terrazzo e iniziò a prendere a calci i sacchetti della spazzatura, dando di matto. “Allora, che sarà mai, un po’ di monnezza? Non è mica tanta, questa monnezza!” ma, calciando un sacco, sentì rotolare ai suoi piedi un cilindro, metallico. Tornò dentro, allibito, in mano una bomboletta nuova di zecca di schiuma. “E questa?” le chiese; “Sta lì dall’altra mattina. Quante volte ti dico di buttare la spazzatura?” e Marta chiuse lo sportello della lavastoviglie con un grazioso movimento d’anca, maliziosa.

Logo
4938 battute
Condividi

Ti è piaciuto questo racconto? Registrati e votalo!

Vota il racconto
Totale dei voti dei lettori (17 voti)
Esordiente
12
Scrittore
5
Autore
0
Scuola
0
Belleville
0

Commenti degli utenti

Picture?width=200&height=200&s=200&type=square&redirect=true

Ellerrepi ha votato il racconto

Esordiente
Large img 1431.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Paolo Sbolgi ha votato il racconto

Scrittore
Large img 6655  2016 04 01 11 01 56 utc .jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Giubi ha votato il racconto

Esordiente
Large salvador.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Graziano ha votato il racconto

Esordiente
Large marghe img 5466.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

MargheMesi ha votato il racconto

Esordiente

Vividissimo!Segnala il commento

Large whatsapp image 2020 03 19 at 18.06.27.jpeg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Silvia Lenzini ha votato il racconto

Esordiente
Large img 20200519 wa0014.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Lisa M. ha votato il racconto

Esordiente
Picture?width=200&height=200&s=200&type=square&redirect=true

Ezio Falcomer ha votato il racconto

Scrittore
Large default

esteban espiga ha votato il racconto

Scrittore
Editor

descrivi bene un rapporto che si avvita su se stesso, pronto a esplodere. detonatori, schiuma e immondizia. "taglialegna" e "vitelloni" sono polverosi.Segnala il commento

Large img 20200403 200548.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Matilde di Folco Portinari ha votato il racconto

Esordiente
Editor

Simpatico e leggero, piacevole Segnala il commento

Large foto rocio marian ciraldo.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

RoCarver ha votato il racconto

Esordiente
Editor

Un marito impossibile, questo Ing. Mazzi! Molto carino il tuo racconto! Segnala il commento

Large img 20200326 wa0003.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Helena ha votato il racconto

Esordiente
Large dscf2817.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Martina Gerelli ha votato il racconto

Esordiente
Editor
Large 20130826 144106000 ios.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Monica Pembrooke ha votato il racconto

Esordiente
Large dada.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore
Large images.jpeg.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Violeta ha votato il racconto

Esordiente
Large default

Etis ha votato il racconto

Scrittore
Large default

di Lerio

Esordiente