Ho appena messo su il caffè per due, un'arabica del Costarica bio.

Il caffè fatto con la moka di casa, mi piace particolarmente. Ha una morbidezza tutta sua, e una profondità olfattiva che quello del bar non raggiunge quasi mai.

 Quello del bar è più forte, deciso, compatto, poco incline ai compromessi sensoriali, e ti dice cosa può darti, nel giro di pochi secondi. Un pò come una sveltina in cui uno conduce, e l'altro si fa condurre.

Non c'è il tempo per un intesa condivisa,  per incrociare i propri corpi e i propri desideri, senza che una parte di loro venga trascurata. Il momento decide la dominanza, e la sudditanza, a meno che non si tratti di incontri ritualizzati, di due persone che hanno già avuto modo di conoscersi bene, tanto da potersi permettere l'aggiunta di varianti personali impreviste, casuali, frutto di un desiderio del momento, che però verranno accettate da entrambi, grazie alla complicità che si è creata tra loro.

Versando il caffè nella tazzina, ho posato lo sguardo sulla pianta di basilico che mi osservava, appoggiata sul davanzale della finestra.

Avete mai provato a schiacciare una foglia di basilico fresca, tra l'indice e il pollice, annusandovi poi le dita, intensamente, con il sapore del caffè ancora in bocca,

che si mischia all'odore del basilico, mentre dalla radio sul frigorifero, scorre Bad Guy, di Billie Eilish?

Ti si crea uno scompiglio sensoriale, una mescolanza di prossimità sconosciute, una prolusione che si allunga, fino a diventare il climax della narrazione.

"Tesoro, hai voglia di portarmi il caffè in camera!?