Small cover.png?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccountZoom cover

Narrativa

Bau!

Pubblicato il 07/03/2021

23 Visualizzazioni
10 Voti

Annusando l'aria percepiva la consistenza d'ogni molecola in volo arrivando a sentire anche la cattiveria umana, lo si vedeva raramente in giro e sempre da solo; evitava le strade strette e i vicoli ciechi, preferendo il margine alto del paese dove il terreno era roccioso e ricco di anfratti.

I ragazzini più facinorosi organizzavano spedizioni punitive muniti di fionde e bastoni, ma al calar del sole erano i primi a rientrare a casa se incrociavano due puntini luminosi sospesi nel buio.

Non s'era mai visto un animale tanto bello, alto quanto un pastore tedesco ma dal corpo più snello col manto lucidissimo e folto completamente nero e con gli occhi del chiarore del cielo piccoli e obliqui come quelli di un lupo. Era stato scorto per la prima volta in una fredda e nevosa giornata di gennaio nei pressi della baracca del maniscalco ma nessuno avrebbe sospettato che l'intero inverno l'avesse passato sdraiato sotto il tavolo da lavoro dell'officina intento a osservare ogni gesto di Pietro con la testa levata, le orecchie dritte e le zampe anteriori bellamente accavallate godendosi il tepore del locale. Impegnato tra la fornace e l'incudine Pietro non si era accorto di Ciccio, così lo avrebbe chiamato, se non in un momento di pausa quando aveva tirato fuori il panino della colazione. Occhialuto con lenti spesse come fondi di bottiglia, doveva avvicinare qualsiasi oggetto fino al naso per metterlo bene a fuoco. La pacatezza d'animo, il sorriso sdentato uniti all'inettitudine a eseguire lavori in tempi congrui e remunerativi l'avevano condannato non solo alla miseria ma anche alla solitudine fino al giorno in cui era arrivato quel cucciolo di cane. Nei momenti di pausa continuava ad allungare all'animale gran parte di ciò che portava da casa sedendosi al fianco del cane finendo a volte per addormentarsi disteso sul pavimento col la testa poggiata sul dorso di Ciccio.

In estate fu chiaro a tutti chi fosse il padrone del cane che non abbaiava a nessuno ma, all'occorrenza, ringhiava mostrando zanne bianche appuntite come i denti di una tagliola. Un giorno arrivò da Pietro il sindaco del paese di ritorno da una battuta di caccia. Era un omone dal cuore tenero ma risoluto e pragmatico nel soddisfare le richieste legittime dei paesani.

“Il tuo cane spaventa, ha un animo selvatico e cattivo; te ne devi liberare. Portalo nel bosco, va con lui verso colle Rusciu, abbandonalo legato a un albero oppure, se hai il coraggio, sparagli. Ti presto il mio fucile; è carico. Guarda! Con questa levetta togli la sicura. Imbraccialo forte sennò il rinculo ti torce il braccio. Pietro, mi senti? Ti sto facendo un favore davvero grande!”

Tre giorni dopo Ciccio percorreva la centralissima via Roma. Ferito da un taglio profondo al collo era tormentato da uno sciame di mosche smeraldine attratte dall'odore del pelo bagnato e incollato di sangue che brillava violaceo alla luce del sole. Era sfinito e neppure guaiva, la bocca schiumava saliva, la coda tra le zampe. Cercava Pietro, la carezza di Pietro, la voce del padrone a cui non poteva rimproverare di averlo lasciato legato a morire al sole.

E Pietro accorse piangendo ad abbracciarlo e intanto molti si soffermavano a vedere lo spettacolo. Fu chiamato il veterinario il quale, a dieci metri di distanza, sentenziò “ha la rabbia”.

C'era il sindaco con accanto il figlioletto il quale chiedeva a gran voce “Papà, cos'è la rabbia?”

“Una malattia assai pericolosa per te e per tutti noi se tocchiamo il cane di Pietro”

“Ma se poi guarisce?”

A quella terribile notizia gli artigiani erano usciti dalle botteghe, i commessi dai negozi, chi aveva guardato dalla finestra scendeva le scale, i bambini avevano abbandonato i loro giochi, le massaie interrotto il lavoro, gli avventori dei bar lasciati i tavolini. In pochi minuti la strada fu colma di tutti gli abitanti della zona.

In meno di un'ora fu allestito un gruppo di volenterosi cacciatori. Ciccio nel frattempo dopo aver bevuto ininterrottamente e divorato un tocco di mortadella offerta dal pizzicagnolo, aveva ripreso la solita postura con la bella coda tornata in alto e ogni tanto mollava una leccata ora alla mano ora al volto rubizzo del padrone che con un panno umido continuava a ripulirgli gli occhi incollati di lacrime, il tartufo sporco di polvere e il pelo trafitto da fuscelli d'erba secca.

Il popolo si mosse al seguito di Pietro e del suo cane che lo seguiva scodinzolando.

Oltre il recinto di colle Rusciu fu impedito di proseguire alla gran parte dei cittadini e a tutti i ragazzini. Ciccio seduto quietamente davanti al plotone d'esecuzione aveva cercato ancora il volto del padrone e un attimo prima della scarica mortale aveva emesso il suo primo ululante bau che risuonò come un dolce saluto. Il sindaco scalciò ogni pietra che trovò sulla strada del ritorno. Pensava a Pietro col viso ustionato dallo strazio e gli occhiali appannati di pianto. Doleva la mano con cui aveva colpito con un diretto il veterinario e ripeteva “maledetto ignorante, ti farò radiare!"

Logo
4997 battute
Condividi

Ti è piaciuto questo racconto? Registrati e votalo!

Vota il racconto
Totale dei voti dei lettori (10 voti)
Esordiente
5
Scrittore
5
Autore
0
Scuola
0
Belleville
0

Commenti degli utenti

Large ti8.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Ti Maddog ha votato il racconto

Scrittore
Large whatsapp image 2020 03 19 at 18.06.27.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

Bel racconto, forte.Segnala il commento

Large default

Anonimo ha votato il racconto

Esordiente
Large whatsapp image 2020 06 15 at 11.57.46.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Adriana Giotti ha votato il racconto

Scrittore

Bel racconto, anche se devo ammettere che avrei scelto un altro titolo. Bel ritmo, serrato, accattivante, ma credo che difetti un po' la punteggiatura.Segnala il commento

Aoh14gjvcvmvc7mb6y6npod ytiq3if ij5ukkuufnlksa=s50?sz=200

Eirlys ha votato il racconto

Esordiente
Large 20200316 014434.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Sofia Nebez ha votato il racconto

Esordiente
Large foto0001.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Urbano Briganti ha votato il racconto

Esordiente
Large default

gionadiporto ha votato il racconto

Scrittore
Large img 20210609 134726.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Tella ha votato il racconto

Scrittore

Potente Segnala il commento

Large default

Etis ha votato il racconto

Scrittore
Large fotox typee.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

di Mauro Serra

Esordiente
Bellevilletypee logo typee typee
Lascuola logo typee
Bellevillefree logo typee
Bellevillework logo typee
Bellevillenews logo typee