Nina mi ha chiesto, per te sono bella?

Non volevo parlare di queste cose, perché mi fanno vergognare. E poi, dico la verità, non l’ho mai pensata in questo modo. Così l’ho guardata per la prima volta come mi ha chiesto, e io ce l’ho detto che non è mica brutta.

Lei si è messa a piangere. Neanche le avessi detto il contrario.

Ma cos’ho detto? Le ho chiesto.

Sei così stupido, mi ha detto lei, ed è corsa via.

Eravamo nella mia stanza a guardare i Power Ranger, non so cosa si era messa in testa. Sono rimasto di sasso, ho fatto boh, da solo.

Ci ho pensato tanto, e poi l’ho chiamata al walkie talkie e lei mi ha risposto dopo un po’.

Cosa vuoi?

Perché sei andata via? Le ho detto io.

Mi hai detto che sono brutta.

No, ho detto che non sei mica brutta.

È uguale.

Ma cosa dici?

Io ti avevo chiesto se per te ero bella e te dovevi dirmi sì o no.

Ma io non le so queste cose. Sì, allora.

Troppo tardi.

Ho sbuffato. Sei matta?

No, te sei matto.

Dai, vieni qua? Mi sto annoiando. Giochiamo a personaggi?

Io non ti voglio più vedere.

Perché? Dai, che t’ho fatto? Sei bella, va bene!

Per davvero?

Sì, per davvero.

E cosa ti piace di me?

Non so… i capelli, gli occhi.

E poi?

Sei simpatica, mi fai ridere.

E di faccia, sono bella?

Ma sì. Dai vieni da me?

Secondo te, gli piaccio a Ettore?

Ma chi? Ettorino?

Sì, lui.

Non ce l’ho più fatta. Sono scoppiato a ridere. Ma è bruttissimo. Ho detto.

Ma cosa dici? Piace a tutte!

Davvero?

Sì.

Va beh, non so se gli piaci. Dovresti chiederlo a lui.

Glielo chiedi te.

Ma quando?

Domani che andiamo al mare.

Va bene. Adesso vieni qua?

Kuè kuè.


Stavo viaggiando. Un’altra volta. Ero proprio lì dentro, nella mia stanza, mi sembrava di avere il walkie talkie in mano, di sentire la voce di Nina dall’altra parte.

Stavo cercando di trasformare l’oscurità in ricordo.

Ho pensato a Nina, tante volte, perché sapevo che la strada che avevo visto era la stessa che ci riportava a casa. E allora credevo che in qualche modo l’uscita fosse da quella parte. Solo che l’uscita non l’ho mai trovata, mi sono sempre perso in ricordi inutili. Non so nemmeno come facevo ancora ad averli.

Ma perché mi interessava così tanto la bellezza di Nina?

Io so che Ettorino è stato il suo fidanzato, per tre giorni. Poi si è stancata, come fa con tutte le cose. Nina è fatta così. Mi ha chiesto di mollarlo per lei. Ettorino mi ha detto va bene, e si è messo insieme a Claudia, l’amica di Nina.

Ma cosa c’entra alla fine?

La mia testa è così strana.

Ogni volta che mi concentravo sulla strada di casa, compariva Nina, e io la rincorrevo, perché scappava sempre. Le dicevo, fermati un po’, e lei rideva col fiatone. Vieni Teo, fai in fretta, è importante. Poi apriva una porta e tutto cambiava. Erano sempre ricordi legati a lei. Qualcosa mi riportava da quelle parti, senza un perché. Litigavamo sempre, anche per cose stupide. Poi le immagini sparivano, come tante porte aperte sul niente. Facevo sempre più fatica a capire quando l’oscurità tornava.

La voce che sibila diceva di smetterla, che non sarei mai riuscito ad andarmene. E io un po’ stavo cominciando a crederle. Solo Ciocio m’incoraggiava, con la sua allegria. Sembrava sicuro che ce l’avremmo fatta. Per un po’ mandava via il malumore.

Kuè kuè.


Un'altra volta, ho pensato.


Così, dopo un po’ la strada è ritornata e io mi sono concentrato solo su quella, cercando di mandare via tutti gli altri pensieri.

Solo che Nina c’era ancora, mi guardava, era spaventata.

Teo, diceva. Fa presto, ti prego.

Non so cosa devo fare?

Concentrati, pensa a qualcosa di bello.

Ho creduto che dovessi pensare alla mia mà, ma ogni volta che cercavo il suo viso, mi veniva una tristezza così grande che l’oscurità quasi mi strozzava. Era brutto che il dolore oramai mi avesse portato via tutta la bellezza del passato. Stare al suo fianco era per me ancora troppo presto, perché sapevo che ogni momento felice che mi legava a lei, era come una bugia. Mi faceva stare male e più grande era la felicità, più grande era l’onda che me l’avrebbe portata via. Non era lì la strada di casa. L’avevo capito.

Come potevo tornare a vedere e fare in modo che quella porta restasse aperta anche per me?

Dentro quella coscienza condivisa, come l’aveva chiamata la mia voce, dovevo essere felice per arrivare a loro.

Forse non era un ricordo quello che dovevo cercare, ma un desiderio.

Qualcosa che era solo mio, qualcosa di protetto che avesse protetto anche me.

Così avevo capito qual’era la mia idea di felicità. Mi tenevo aggrappato, e più camminavo più scacciavo l’oscurità. Sentivo la voce che sibila che si disperava, mi diceva non è vera, non seguirla, ti farà male.

Erano i suoi trucchi per fermarmi. Ma io avevo smesso di ascoltarla.

Un passo, un altro passo, sentivo che la strada si faceva vera, la terra mi appesantiva i calzetti. Non c’era più la bassa marea nera e puzzolente, c’era l’odore dei campi. Nina mi aspettava vicina alla porta, e questa volta la teneva aperta per me.

L’oscurità era svanita, era rimasta solo la campagna.

Non lasciarla andare via, mi diceva Nina.

A che cosa hai pensato? Mi ha chiesto poi.

E io le ho detto che non la sapevo descrivere. Non aveva delle vere parole. Era un desiderio di immortalità, per dire. Qualcosa che c’era sempre stato, qualcosa che sarebbe rimasto.

La vedi? Le ho detto, indicandole la campagna. Non so come dirlo, ma basta a se stessa e non chiede niente a nessuno. E noi siamo qui, a viverci dentro. Adesso ho capito, non lascerò che l’oscurità me la porti via, perché anche se mi ha detto che non è vera, io non le credo. E ci siamo tutti. Ed è una cosa meravigliosa se ci pensi. La natura. Puoi respirarla, puoi ridere e piangere, vivere e anche morire. Ma c’è. E non se ne andrà. Vorrei dirlo meglio, un giorno mi impegnerò per dirlo meglio. E ci sarà quel giorno, lo so. E anche se ci sono ricordi brutti, è qualcosa di più. Questo è mio, è un mio pensiero, e lo difenderò, comunque vadano le cose. Un giorno, potrò di nuovo abbracciarla, e vedere cosa c’è stato senza starci male. Non so, non ho più paura. 

Adesso so cosa volevo dirti quel giorno, e cosa ti dirò non appena ti rivedrò.

Sei bellissima.