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Narrativa

Bevi qualcosa?

Pubblicato il 25/07/2022

Ormai la presenza qui è sempre meno frequente, perché quando la vita ti assorbe, anche con l'ispirazione fa lo stesso. Però, quando il tempo si dilata, quando riesco a ritrovare quei momenti per me, ritorno sempre dove sono stata bene. Un altro spaccato della vita di Gloria, diverso punto di vista.

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"Bevi qualcosa?"

Lo dico mentre passo lo straccio sul bancone in legno. È una frase di circostanza per me, a volte la confondo con "Tutto bene?". Stessa intensità nel parlato, stesso tono fermo, cadenzato. Un'abitudine... con tutti, ma non con lui. Con lui il mio tono è diverso: è più sommesso, delicato, docile, un po' come la sua voce. Non è un cliente abituale, a volte non viene per settimane, ma ogni volta che mi vede accenna un sorriso, mi saluta. "Buonasera, è bello vederla..." dice, anche se sono le due di notte, anche se ho gli occhi stanchi e la testa altrove: mi tratta come una persona. Il suo sguardo che mi cerca prosciuga tutta l'arroganza dei "Ti vuoi muovere, bella?", tipica dei bar con l'insegna a led rotta.

Ci fantastico su di lui, mi chiedo perché venga proprio qui: se gli piaccia la vetrina degli alcolici, se qualche suo parente abiti nei paraggi, se venga solo per me. Ci penso a volte che venga per me, quando si allenta la cravatta e mi dice che è felice che lo serva io. Il sogno ad occhi aperti continua con lui che mi dice il suo nome, io che gli dico il mio e noi che parliamo, fino a fine turno. Gli chiederei qualcosa in più del suo lavoro, della sua vita. È bello, di una bellezza adulta, matura, che trasuda carisma. Ha tanto l'aria di un professore stimato, di una persona per bene, di qualcuno che conta. Di qualcuno che meriterebbe di più del mio "Bevi qualcosa?", ma tutto quello a cui penso è che sia meglio non rischiare. Mario è stato chiaro con le ragazze in prova: non vuole grane nel suo bar, e a me, quei soldi, servono proprio. Gli studi me li pago da sola e la vita di una ragazza in periferia è ancora la vita di una ragazza in periferia, anche se vuole laurearsi in medicina. Però lui è diverso, non mi tratterebbe come loro. Lo sento, lo so. Perché il bicchiere vuoto me lo porge sempre, e quando beve troppo mi chiede anche scusa. "Sono un imbranato che vuole fare il giovane..." dice, e ride non solo con la bocca, ma anche con gli occhi. Mi ci perdo ogni volta in quel verde che con le luci si fa grigio, ma quella sera è diverso. Quella sera anche lui sembra perdersi nei miei. Vorrei non arrossire, vorrei distogliere lo sguardo, ma non ci riesco. Sorrido anche io, mi mordo le labbra, come mi guarda mi piace. "A che ora stacchi?" mi chiede, "È tardi, ti accompagno...". Glielo dico che mi dovrà attendere, ma senza aspettative: dubito non voglia tornarsene a casa. "Almeno smaltisco la sbornia..." dice, e lo fa davvero. Fuori dalla porta, camminando avanti e indietro, poi seduto sui gradini, a fumare. Sono distratta, non riesco a smettere di guardarlo. Non riesco a pensare ad altro che a quella sigaretta intrisa della sua saliva, a quanto vorrei che fosse la mia bocca. Mina se ne accorge, mi strizza l'occhio, mi lascia andare. "Ti copro io," dice "a patto che mi racconti tutto domani...". Mina è un'amica, so che non dirà nulla. E poi Mario non c'è mai la sera. Mi lascio prendere da un nuovo spirito, euforico, frenetico. Sento i nervi vivi, a fior di pelle. Le sorrido, la abbraccio e fuggo via. Esco dal retro con affanno, temendo che non sia più lì, ma il suo sguardo torna subito a calmarmi, mi raggiunge.

"Non mi hai nemmeno dato il tempo... sono solo alla seconda sigaretta..." e ride. E poi ancora "... come ti chiami?"

"Sarah..." rispondo, e il suo nome non ho nemmeno il tempo di chiederglielo.

"Alessandro, Sandro. È bello dare un nome al tuo volto..." e la sua voce è ancora più bella senza lo schermo di uno stereo ad alto volume o uno stupido vociferare.

"È bello anche per me..."

Il suo corpo mi invita a seguirlo, a fare quattro passi, il mio a non farne affatto. Sono io a prendere l'iniziativa, a tirarlo a me, con la schiena ancora contro la porta. Gli stringo il cappotto, lascio che la mia bocca cerchi la sua, sento che lo vuole anche lui.

"Sei di queste parti?" sussurro con affanno, mentre sento il suo respiro soffocare nel mio.

"No... anzi, non direi proprio..." sorride.

"No?"

"No..."

Gli sorrido anche io. Si avvicina di più, mi morde le labbra, il punto è lo stesso di prima, solo che a farlo è lui.

"Non voglio andare a casa..." gli dico.

"Sono troppo ubriaco per tornarci."

A me ubriaco piace. Mi piace la sua bocca al sapore alcolico, mi piace la sua lingua che seda la mia, che aspira alle mie stesse voglie. Penso che parleremo più tardi, dopo essere saliti in taxi, dopo esserci fermati al primo hotel, dopo aver fatto sesso, dopo aver sfregato i nostri corpi, dopo averli intrecciati fra le lenzuola sgualcite. Prendono subito il nostro sapore, si bagnano del nostro sudore, si attaccano alla nostra pelle, proprio come la mia alla sua. Il suo fisico è prestante, teso, il tempo lo sente poco, come il numero otto sulla porta della stanza, che sembra davvero tendere all'infinito. Pensa prima a me, si dedica meticolosamente ad ogni parte del mio corpo: collo, seni, ventre, cosce. Sosta molto fra le cosce, mentre le sue labbra umide sfiorano la mia pelle. Solo dopo pensa a sé. Mi chiedo se lo faccia con tutte le donne, mi chiedo se prendersi cura sia nella sua indole, mentre si abbandona al mio corpo sfinito quasi quanto il suo.

"Lo fai spesso?"

"Che cosa?"

"Sesso con delle sconosciute..."

"Ma io ti conosco... sei Sarah e sei di queste parti..." ribadisce, allungando la mano verso il comodino, per controllare l'orologio.

"Non posso stare ancora molto... alle cinque si sveglia mia figlia per la poppata."

"Hai una figlia?"

"È complicato, Sarah..." poi si abbandona di su di me, il mio corpo è il suo analgesico.

"È per quello che sei qui? Perché è complicato?"

"Perché odio le cene di famiglia."

Noto il suo sguardo mutarsi, farsi più greve, come anche la sua voce. Mi chiedo cosa lo possa turbare così tanto, cosa abbia interrotto quel flusso di bellezza che sembra essersi di colpo spento, senza un motivo. Il suo aspetto inizia a farsi grottesco, deforme. Sembra ricalcare ogni difetto della stanza, che non tende più all'infinito. Le pieghe della tappezzeria scollata e stinta si estendono sul suo viso, sui muscoli avvizziti, sull'addome rigonfio, come una maschera segnata dalla violenza del tempo. Ne ridisegna le sembianze, lo trasforma davanti ai miei occhi, mi spaventa. In quel momento mi discosto dal suo corpo, guidata dallo stesso istinto di paura, di turbamento. Mi allungo verso i vestiti abbandonati a terra, li rimetto indosso sollevata dal pensiero che non ci rivedremo. Lui è ancora sdraiato sul letto, il suo sguardo si perde nelle crepe del soffitto scrostato.

"Non mi perdonerà mai..."

"Chi?" gli chiedo, seduta a bordo letto, intenta ad allacciarmi le scarpe.

"Gloria..."

"Gloria?"

"Mia figlia... l'altra." risponde, nascondendo il suo sorriso amaro fra le sesse crepe. "Te l'ho detto... è complicato, Sarah." In quel momento i suoi occhi cercano di nuovo i miei. Sembrano celare una preghiera, un bisogno di conferme. Quelle pieghe sono dei solchi adesso, o forse è solo la luce accesa. “Credi che sia una brutta persona?” mi chiede. “Credo che ognuno sia quello che è…” rispondo. Mentre lo faccio mi alzo dal letto e cammino verso il frigo bar, in fondo alla stanza. Il disgusto che provo si mischia a pena, un po’ come il sapore della sua saliva, misto alla birra ghiacciata. L’appoggio allo scrittoio in legno, lo pulisco dalle gocce di condensa col palmo della mano. Solo dopo mi volto di nuovo verso di lui, come d'istinto...

"Bevi qualcosa?".

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esercizi ha votato il racconto

Esordiente
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"bevi qualcosa?"is the new "tutto bene?", questa me la segno e provo a farla mia. mi prenderanno per matto ma non sarebbe la prima volta cara. bentrovata, un piacere rileggertiSegnala il commento

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sarino ha votato il racconto

Esordiente
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Laura Camposeo ha votato il racconto

Esordiente
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Ezio Falcomer ha votato il racconto

Scrittore

Ottimo.Segnala il commento

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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

Metti a nudo le dinamiche di un relazione occasionale in maniera molto efficace, con una scrittura sobria e nitida, arrivando a "mostrare" la complessità e le contraddizioni che possono scaturire da un "incontro". Molto bello. Segnala il commento

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Ondine ha votato il racconto

Esordiente

Il tuo zoom descrittivo porta a galla con grande abilità i sentimenti negativi (e non,) dei due personaggi, forse comuni in apparenza ma esplorati con una luce narrativa diretta è impietosa. Anzi realistica. Molto bello.Segnala il commento

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Frato ha votato il racconto

Esordiente
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omALE ha votato il racconto

Esordiente

Ero indeciso se leggere un brano ancora il tempo incalza devo andare ma il mio istinto mi dice dai ancora uno farai un pò tardi e sono stato ricompensato una piacevole sorpresa la lettura più bella della giornata.Lo dico sempre l'istinto va sempre ascoltato.Grazie per questo breve racconto travolgenteSegnala il commento

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Violeta ha votato il racconto

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Silvia Fuochi ha votato il racconto

Esordiente
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Albemasia ha votato il racconto

Esordiente

Molto bello.Segnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore

Mi unisco a tutte le voci che mi hanno preceduto. Complimenti!Segnala il commento

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blu ha votato il racconto

Esordiente

bellissimo, come tutti i tuoi pezzi. mi piace tanto quando il corpo di lui “ricalca i difetti della stanza”… c’è grande sensibilità nonché intelligenza Segnala il commento

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Raffaele 57 ha votato il racconto

Esordiente
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Marco Verteramo ha votato il racconto

Scrittore

Bentornata:-) Mi è piaciuto molto ma , devo dirtelo, da quando cambi ritmo, per intenderci dopo la scena di sesso, diventa travolgente, e spiazza. Segnala il commento

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Giampiero Pancini ha votato il racconto

Scrittore

Veramente bello. Valeva la pena aspettare il raro momento che puoi dedicare alla piattaforma. Ci regali una storia che prende e convince, personaggi che non hanno nulla di artificioso: Sara perfetta, il bel tenebroso magistralmente attaccato al senso di colpa e alla voglia di libertà (oh, quanti se ne incontrano!). Brava. Ps: riguardo alla capacità di disegnare i luoghi direi che la camera del motel/hotel è perfettamente intrecciata alla storia. GrazieSegnala il commento

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Jacopo C. ha votato il racconto

Esordiente

Uno dei più bei pezzi di narrativa che ho letto qui, e non solo. I motivi sono tanti, accenno solo alla buona forma descrittiva, alla tensione narrativa sempre vigile, alla scorrevoilezza e al contenuto, interessante, reale. Tanto reale da dare al lettore l'illusione che la storia sia vera. E' questo che colpisce, aver dato l'impressione di vivere una scena di un film, tanto è coinvolgente. Beata te che puoi pubblicare più di 5000 battute, altrimenti avresti dovuto ridurre la storia come faccio io, con notevole danno al racconto. Segnala il commento

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Anonimo ha votato il racconto

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LaSignorinaNO ha votato il racconto

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Andrea Trofino ha votato il racconto

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. ha votato il racconto

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Tella ha votato il racconto

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Clarissa Kirk ha votato il racconto

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quest'uomo è inquietanteSegnala il commento

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Paola Zaldera ha votato il racconto

Esordiente
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di MMarianella

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