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Pubblicato il 02/06/2018

un uomo vecchio dopo troppa solitudine decide di tornare a vivere grazie al mare, e all'amore.

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Ezechiele Rummo telefonò a Rosa Maresca la mattina del 26 marzo, appena sveglio.

Ciao Rosa, come stai? Ti disturbo? Puoi venire oggi pomeriggio alla panchina che guarda lo Scoglio degli Innocenti? Ti aspetto lì. Grazie. No, non preoccuparti, niente di grave. Ti spiego dopo.

Poi Ezechiele si preparò il caffè, e mentre riempiva la moka con l’acqua e la miscela precipitata a forma di Vesuvio nel filtro a imbuto, si ricordò di quando aveva l’abitudine di sorprendere sua moglie intenta a compiere lo stesso rito. Le si avvicinava lento, e silenzioso, lei era ancora calda del letto, i capelli lunghi, sconvolti, il corpo e le mani assonnate.

Con gli occhi chiusi la baciava piano piano sul collo, che profumava di colonia alla zàgara, lei piegava la testa, lo lasciava fare. E lui si accorgeva che sua moglie stava sorridendo, per la tensione impercettibile della pelle che le sue labbra catturavano mentre la sfiorava.

Versò il caffè nella tazzina, bevve l’aroma, prima, allargando le narici come un animale, e succhiò il liquido bollente, che era appena un dito.

Guardò fuori dalla finestra spalancata, perché era tiepido quell’esordio di primavera. Il mare lo aveva sempre amato. Sempre. Più delle donne, persino più di sua moglie. Tirò sù col naso, per non piangere. Ripensava agli anni trascorsi altrove, nella grande città che dava lavoro a tutti, ma dove mancava l’acqua. Era stato costretto a vivere lassù, per campare. Si era sentito così solo. Aveva avuto freddo, e fame. Una fame come non succede più a nessuno, adesso, se non a quei disgraziati che vengono anche loro da lontano. Tirò sù col naso, di nuovo.

Gli sembrò che fosse trascorso un secolo da allora.

I bambini, quelli, non erano arrivati. Dio! Quanto li avevano cercati. Facevano l’amore ogni notte, anche se erano consumati dalla fatica, e dalla stanchezza. Sua moglie non si dava pace, perché in fondo una donna a cosa serve, se non è capace di diventare madre? Alla fine si era rassegnata, ma la conca vuota dentro il suo ventre era diventata la presenza più ingombrante della loro esistenza.

A casa ci tornavano in agosto, e gli scoppiava il cuore di felicità, a Ezechiele. Usciva in mare a pescare coi cugini, che avevano scelto una vita senza nostalgia, perché alla lunga quel sentimento ti uccide, gli dicevano con l’aria di chi non ha niente, ma possiede il segreto che illumina ogni cosa.

Chiuse i vetri, e andò a lavarsi. Ci teneva a essere ben vestito e in ordine, per l’incontro con Rosa. Le avrebbe portato un ramo di fiori di pesco, i suoi preferiti, e avrebbero atteso il tramonto, sul Golfo. Lui conosceva i gusti di Rosa, persino l’ora del giorno che la incantava.

Mentre si rasava, gli venne in mente quando aveva pensato di mollare il lavoro al Nord, perché soffriva troppo, e di andar giù a fare l’ambulante, come i suoi fratelli. Ma sua moglie non aveva voluto. Qui abbiamo una vita migliore, aveva cercato di convincerlo. Non era vero, ma l’aveva accontentata. Lei era triste per la storia dei figli, e a lui dispiaceva contraddirla.

Dopo la pensione però l’aveva persuasa a fare il viaggio di ritorno verso il mare. Coi risparmi avevano comprato tre vani in una palazzina derelitta mangiata dalla salsedine, che affacciava sull’acqua e che lui aveva ristrutturato. Così per addormentarsi, Ezechiele ascoltava le onde frangersi sulle rocce, e per lui non c’era niente di meglio al mondo. Ma quando sua moglie si era ammalata, e lo aveva lasciato solo, ecco, proprio allora, si era sentito perso, un’altra volta. Fino all’incontro con Rosa, in una balera, una sera di alcuni anni prima, che era andato a ballare perché non sopportava più il silenzio dentro casa.

Uscì dal bagno, e dimenticò i ricordi. Scelse gli abiti con cura, si sedette al tavolo in cucina, mangiò poco, e attese il momento, calmo come non gli capitava da tempo. Verso le cinque si avviò sul lungomare, e trovò Rosa che lo aspettava, appoggiata alla panchina davanti allo Scoglio degli Innocenti.

Lei gli sorrise, sospesa. Voglio vivere insieme a te, le disse Ezechiele. E voglio fare l’amore, anche se sono vecchio, perché sono ancora vivo. Sei d’accordo, tesoro? Va bene per te, Rosa?

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