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Narrativa

BIRRA, BRO!

Di Giampiero Pancini - Scritto da Esordiente
Pubblicato il 13/05/2021

Vocabolario da https://sakesennin.forumfree.it/?t=32016271 : non avendo figli o studenti a cui chiedere conferma, conto sulla correttezza di quanto trovato nel web.

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Christofer, che in realtà si chiama Cristiano, ma è un nome troppo da prete, al secondo giro dell’isolato si chiede se stavolta ne sarà capace. In più fa un caldo che scioglie il carattere.

E sì che il Grappo dice che è la cosa più facile del mondo: entri, fai l’indifferente, magari cazzeggi con in mano le scatole dei biscotti, poi fai sparire quelle che servono nello zaino.

Ma lui non è così abile nel taccheggio. O almeno così crede, perché quando si tratta di andare a scavallare nel negozio del Maranga, anche solo per il gusto di prendere le cose senza pagarle, alla faccia di tutti quegli stronzi che dicono che sono un branco di perdenti, lui trova sempre una scusa per non entrare o per tornare a casa. Ma dubita che ci abbiano mai creduto.


Infatti stavolta lo hanno mandato da solo: «Se vuoi restare devi procurarci da bere, Bro». Proprio la birra deve portare via, quella che quell’uomo dagli occhi scuri sorveglia più delle sue stesse figlie. Che quelle può tenersele in casa, che Giusy le batte tutte e due messe insieme. E fa girare la testa ai maschi ogni volta che passa per andare dal Kevin, che è il capo. E lui gode a vedere l’effetto che la sua donna fa sugli altri. E il sangue gli va giù dentro le mutande, cazzo. È solo una questione di potere, non c’entra niente con l’amore.


Christofer è ormai al terzo giro davanti al negozio del Maranga, e non si decide a entrare. Se almeno il sole non picchiasse così forte avrebbe potuto aspettare ancora un po’ per vedere come stanno le cose: non vuole farsi sgamare. Il Grappo, sempre quel sacco di merda, dice che si deve avere tutto sotto controllo: «Devi essere certo che puoi sparire, fratello».

Invece adesso entra per non morire abbrustolito, le spalle rincalzate nella maglietta, lo zaino troppo vuoto che si vede da lontano che ha brutte intenzioni. C’è penombra e puzza di marcio, ma non c’è nessuno, neppure il proprietario: sarà da qualche parte a pregare. (Che cazzo di cetrioli sono quelli dentro la cesta? Con le spine, Bro! Mai visti). Però non è da lui lasciare la baracca incustodita. Da quando nel quartiere, uno dopo l’altro, hanno chiuso tutti i negozi, la gente va altrove a fare la spesa, almeno quei pochi che hanno i soldi, e non chiedono i sacchetti alla Caritas. Qui vengono gli ubriachi e qualche ragazzino spedito di corsa dalle madri che si sono scordate i tovaglioli o l’olio. Massimo la Coca, la bevanda, e lui sta sempre alla cassa.


Christofer percorre il primo corridoio e arriva davanti allo sportello delle bevande. Si sente solo il rumore del frigo e il ronzio dei neon, come in un cavolo di film americano. Apre lo sportello a vetri e ne estrae una confezione di lattine: le mani gli tremano, e non per il freddo. Se lo sgamano, le suore non lo faranno uscire dall’istituto per mesi, magari anni… Quelle!

Soppesa le lattine per capire se entrano nello zaino, decide di sì, un’altra occhiata in giro e va verso la porta.

È fuori in un secondo, esaltato di brutto. Magari stavolta Giusy gli rivolge la parola, lei che gli ultimi manco li vede, branco di perdenti! Invece, con quel carico da sei, gli potrebbe anche sorridere. «Ciao Chris», gli dirà. E a pensarci il sangue gli torna nelle mutande.


Le gambe ancora gli tremano, ma nessuno lo ha rincorso, nessuno lo ha visto nel negozio deserto. «Cazzo che fortuna, Bro. Ma come cazzo è potuto succedere?».

«E che cazzo ne so?». Si sente libero. Si sente forte. Si sente pronto per la bomba che girerà insieme alla birra, in quella stanza merdosa e puzzolente dove Kevin e il Grappo lo aspettano, magari per prenderlo per il culo. Ma stavolta ci sarebbe stato dentro. Avrebbe imposto alle gambe e alle mani di smettere di tremare e li avrebbe sorpresi con l’aria più bastarda che sarebbe riuscito a mettersi in faccia: «Sei un duro del cazzo, Bro», gli avrebbe detto Kevin, e da allora sarebbe stato tutto diverso. Sarebbe stato parte di qualcosa, qualcuno lo avrebbe visto, ché lui non lo vede mai nessuno: la maggior parte di loro non sa neppure il suo nome.

E gli educatori dell’istituto? Che si fottano. Loro e le suorine che vengono a consolarli: poveri orfanelli, dicono, e li tengono tutti lì, mica li danno in affidamento! «Meglio avere due papà che non aver nessuno», aveva detto all’assistente sociale che voleva affidarlo a una coppia di uomini, poi non se n’era fatto niente. Ma lui adesso una famiglia ce l’ha: il Kevin e gli altri.


«Che storia, Bro!». Molla un rutto portentoso e cammina verso la cantina. Meglio tacere del reflusso da stress: non è certo un argomento da duri.

Si guarda ancora indietro, e si mette in bocca un Gaviscon che gli hanno dato le suorine.




Scavallare - rubare

Maranga - cittadino straniero nord africano

Sgamare - beccare, scoprire

“Grappo” da Grappare - sudare

Bomba - sigaretta alla cannabis

Starci dentro - essere accettati

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Caro Giampiero Pancini, il tuo racconto è stato commentato da Matteo B. Bianchi per la rubrica "Lo scrittore che legge". Guarda il video su BellevilleNews.Segnala il commento

Commenti degli utenti

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Zoyd Gravity ha votato il racconto

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doktor ha votato il racconto

Scrittore

però! Un bellisimo lavoro, da rileggere.Segnala il commento

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Germinal68 (Sandro) ha votato il racconto

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Sofia Nebez ha votato il racconto

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Laura Camposeo ha votato il racconto

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Cinzia M. ha votato il racconto

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abramo ha votato il racconto

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Elkele ha votato il racconto

Esordiente

Hei Bro Becca sto quindicesimo qui che ci sta bene. Sei un figo fratello Ci si invischia a leggerti Quindi 9 palle come Paul Newman Bro🤟congratsSegnala il commento

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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente
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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore
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Annacod ha votato il racconto

Esordiente

Scorrevole e bella strutturaSegnala il commento

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occhineri ha votato il racconto

Esordiente

Funziona! Bello il personaggio e buona la strutturaSegnala il commento

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Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

Convincente anche per me. Il dizionario non serve davvero.Segnala il commento

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Violeta ha votato il racconto

Esordiente
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Imago ha votato il racconto

Esordiente
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Esmeralda ha votato il racconto

Esordiente
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blu ha votato il racconto

Esordiente

piaciuto , bello síSegnala il commento

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Sonia A. ha votato il racconto

Esordiente
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Jean per Jean ha votato il racconto

Scrittore

Ottimo! In effetti il dizionario toglie gusto al finale.Segnala il commento

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Adriana Giotti ha votato il racconto

Scrittore

Unica nota stonata: il mini dizionario. E' tutto così chiaro che davvero non serve spiegare. Molto contemporaneo e sì, come scrive Vanni, anche convincente.Segnala il commento

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Urbano Briganti ha votato il racconto

Esordiente
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Katzanzakis ha votato il racconto

Scrittore

Convincente.Segnala il commento

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di Giampiero Pancini

Scrittore
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