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Narrativa

Brigitte

Pubblicato il 20/05/2020

Una storia della mala francese anni '70. Una femme fatale e un piccolo criminale.

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Brigitte, ancora nuda, prese la pistola e la puntò dritta verso di me.

- Che fai? – le chiesi, sgomento.

- Prendo la mira – rispose tranquilla.

Chiuse l’occhio sinistro e con il destro puntò la canna verso di me, credo verso la testa. Poi fece

- pam! – e scoppiò a ridere. - volevo capire cosa si prova a tenere qualcuno sotto mira. – aggiunse

- sei proprio una puttana – le dissi.

- E cosa volevi che fossi, ti ricordi dove mi hai trovato?

Me lo ricordavo benissimo, un bordello in riva al mare a Marsiglia. Roba da gente di livello a cui ero arrivato grazie a un mafioso locale poi finito male, ammazzato da una banda di algerini a cui aveva preso troppa droga. Subito non mi aveva impressionato, ma a letto si era dimostrata più che brava, e quando ero tornato da solo, la sera dopo, mi si era attaccata come una fiera che deve difendere la preda.

Mio padre mi aveva sempre detto di non affezionarmi alle puttane. Io mi ci ero innamorato, d’altronde non poteva dirmi niente, visto dove aveva trovato mia madre. Ma ora mio padre giace in fondo al golfo di Marsiglia, gettato nel 1955 da un sicario di una famiglia napoletana, con le tasche piene di cemento, mentre mia madre gestisce una tabaccheria nella città alta.

Impariamo in fretta a prenderci quello che ci serve, la vita non dura a lungo in famiglia, o godi subito o… e con Brigitte ci abbiamo dato dentro. Mi concentrai di nuovo sulla valigia. Se le informazioni erano giuste, doveva essere piena di cocaina, roba che a Marsiglia anno 1970 ti dà molta indipendenza. Lo storpio giaceva in una pozza di sangue dopo che gli avevo spaccato la testa mentre si stava facendo Brigitte, che si era prestata volentieri al gioco.

Aveva tanti pregi lo storpio, ma a una sveltina non aveva mai saputo rinunciare. Nessuno avrebbe potuto rinunciare a Brigitte. Ma ora dovevo aprire la valigia, mentre Brigitte si rivestiva e metteva via la pistola. Il posto poteva diventare rovente se non facevamo in fretta a scomparire. Feci saltare la serratura e i pacchetti bianchi si palesarono come sacchetti di inoffensiva farina.

Sentii le narici di Brigitte contrarsi dalla voglia. Sapevo quanta coca poteva farsi in una sera, e non l’avrei lasciata con il nostro patrimonio in una stanza, una delle due non l'avrei ritrovata. 

Chiusi la valigia, mi alzai. Indossai la giacca. Brigitte era quasi pronta. Presi la pistola. Lei si volse verso di me e io gliela puntai contro. Mi guardò attonita. La misi via e dissi piano: - adesso lo sai.

Uscimmo dalla stanza. Scendemmo le scale dal primo piano e uscimmo dal retro. La droga mi rendeva paranoico. Dovevo arrivare alla macchina e seguire il piano. Mi girai, nessuno sembrava seguirci. Brigitte arrancava sulle scarpe col tacco. Arrivammo alla vettura, una Simca 1100 verde. Aprii lo sportello e vi gettai la valigia. La accesi e cominciai a inerpicarmi per le stradine di Marsiglia, fino a uscirne illeso mentre la città, immersa nella festa, si dimenticava di Brigitte e di me e dello storpio.

Mi fermai solo dopo Aix-En-Provence. Mi accesi una sigaretta e respirai. Brigitte dormiva. Mi sorprendeva quanto quell’esserino potesse farsi passare il male del mondo addosso senza una piega.

All’alba eravamo a Parigi. Suonai all’indirizzo convenuto. Ci aprì una donna che fece segno di seguirla. Al piano superiore un cinese con un occhio solo, un signore della droga con dei sassolini da togliersi con quelli di Marsiglia, mi accolse sorridendo. Si tolse lo stuzzicadenti dalle labbra e mi disse di aprire la valigia. Sorrise a vedere il contenuto.

Diede una valigetta con dei soldi alla donna, che li diede a me. Brigitte non aveva detto una parola. Solo respirato.

Uscimmo. Tutto sembrava finito. Il sole splendeva su Parigi. Ci rifugiammo in macchina e guidammo ancora diverse ore verso nord. Finimmo in un hotel a fare l’amore.

Non mi svegliai. Brigitte aveva pensato a tutto e mi aveva avvelenato. Il mio corpo giaceva in una stanza di uno squallido motel del pas-de-calais. Sparita con la valigetta dei soldi, tanto che quando la porta venne sfondata e tre sicari mandati dagli amici di Marsiglia spararono contro il letto fecero solo sobbalzare un cadavere.

La polizia non capì mai la storia dell’avvelenamento. Brigitte era già lontana quando cominciarono a capirci qualcosa, in sudamerica o cose del genere. Era una ragazza avventata, che pensava al futuro. Io non ebbi molto tempo di farlo mentre morivo e lei se ne usciva dalla stanza fingendo le dispiacesse.


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Federico Baccomo ha votato il racconto

Scuola

Ho un po’ la sensazione di un eccesso: lo stile, la trama, i dettagli, tutto grida disperatamente noir, maledizione, À bout de souffle. Il problema è che tutto questo è già stato fatto, la prostituta furba e spietata, la canaglia che muore male, Marsiglia, tutto questo ha già avuto splendide storie e parole. E allora ci vuole un lampo, un guizzo, se no il genere, più che una prigione, diventa un ospizio.Segnala il commento

Commenti degli utenti

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Isa.M ha votato il racconto

Esordiente

L'ho letto con piacere e curiosità ma ci sono zone oscure, contraddizioni e scene tirate al massimo delle intenzioni. Segnala il commento

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Anonimo ha votato il racconto

Scrittore
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Ti Maddog ha votato il racconto

Scrittore

Bello stile. Peccato per il finale: sarà un limite mio ma quando un racconto scritto in prima persona culmina con la morte di chi narra mi sento in un certo senso "preso in giro" da un escamotage narrativo inflazionato. Nota: il cinese, prima di pagare, non prova la coca? Bastavano poche battute per aggiungere "dopo averla provata diede alla donna una valigetta..." ;)Segnala il commento

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Violeta ha votato il racconto

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Silvia Lenzini ha votato il racconto

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blu ha votato il racconto

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Helena ha votato il racconto

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Franco 58 ha votato il racconto

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Roberta Spagnoli ha votato il racconto

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Tella ha votato il racconto

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C'è una bella atmosfera Segnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore
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Sofia Nebez ha votato il racconto

Esordiente
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Urbano Briganti ha votato il racconto

Esordiente

Magistrale e impeccabile, sembra di vedere un film d'azione e malavita. Stile eccelsoSegnala il commento

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di Massimo Tosatto

Esordiente
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