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Horror

C'era una volta in..... Val Trebbia

Pubblicato il 28/09/2019

Dopo la sospensione delle operazioni militari alleate, nell'inverno del 1944 i nazisti intensificarono le azioni di rastrellamento contro i ribelli....

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Dopo la sospensione delle operazioni militari alleate, nell’inverno del 1944 i nazisti intensificarono le azioni di rastrellamento contro i ribelli. Colpiti duramente, i partigiani furono costretti a disperdersi in piccoli gruppi vivendo di espedienti.

La banda partigiana del comunista Pancrazio Spadone si era nascosta nei boschi della Val Trebbia. Erano quattro uomini ed una donna, costretti a vivere in condizioni estreme, al freddo, senza cibo né rifornimenti. Il capo, Pancrazio Spadone, era un uomo duro, risoluto e senza scrupoli. Ai suoi ordini c’erano lo Smilzo, la compagna Lisa, il Bomba, e Sandrino.

In una notte fredda e scura, in un piccolo paesino della Val Trebbia avvolto dalla nebbia, Agnese, la moglie del farmacista, stava preparando la cena: una zuppa fatta con le verdure dell’orto. Assieme a lei c’era la figlia, una graziosa quindicenne. Stava leggendo il famoso romanzo Occulto Misterioso.

Sembrava una notte d’inverno come tante altre, quando all’improvviso i comunisti di Pancrazio fecero irruzione nella casa.

“Ci servono cibo e medicinali sarà meglio per voi non opporre resistenza” spiegò Pancrazio, puntando un fucile in faccia alle due donne terrorizzate. Erano entrambe sedute ad un tavolo in soggiorno, con la zuppa di verdura ancora nei piatti.

“Dove è il farmacista?” domandò Pancrazio.

Quando vide che Agnese non rispondeva, la colpì con uno schiaffo.

“Parla, puttana reazionaria!”

“Non lo so, è disperso in Russia dal 1942” disse lei, trattenendo le lacrime.

Pancrazio non perse il controllo e si rivolse ai suoi uomini.

“Sandrino, Lisa, voi due requisite i medicinali in farmacia, Smilzo tu occupati di prendere il cibo dalla dispensa ed in cucina. Bomba, Tu tieni ferma questa nemica del popolo. Io mi occupo della ragazzina.”

“NO! Lasciate stare mia figlia, è solo una bambina” protestò Agnese, ma il Bomba era già su di lei, le tappò la bocca con una mano e la trascinò a terra brutalmente.

“Vediamo se me lo dici tu dove si nasconde il farmacista” disse Pancrazio mentre afferrava la ragazzina per il collo.

Lei iniziò ad urlare come un’aquila.

“Sei una dura, ma io so come farti parlare.”

Lei urlò ancora più forte.

Lui allora la colpì sulla faccia con un pugno tremendo, rompendole il naso. Poi prese della corda di canapa e le legò i polsi alla gamba di legno del tavolaccio al centro del soggiorno.

“Che facciamo capo? Pare che il farmacista non ci sia” disse lo Smilzo di ritorno dalla cucina.

“Rasa a zero la puttanella, vediamo se si decide a parlare.”

“E della madre cosa ne facciamo?” chiese il Bomba.

“Ce la scopiamo a turni.”

“Non sarà facile, questa bastarda oppone resistenza.”

“Ci penso io”, lo rassicurò Pancrazio.

Poi si avvicinò ad Agnese e l’afferrò per un orecchio.

“Ascoltami bene stronza, ora ci farai divertire tutti quanti, e lo farai assecondando tutte le nostre richieste, anche quelle più perverse. E ti consiglio di fare del tuo meglio, perché tutto quello che non riusciremo a fare con te, lo faremo con quella puttanella legata al tavolo, e Tu non vuoi che questo accada vero?

Agnese annuì, mentre le lacrime iniziarono a rigarle silenziosamente il volto.

Il Bomba e Sandrino la trascinarono in camera da letto e cominciarono a violentarla. Lo Smilzo finì di rasare la testa della quindicenne poi si sedette al tavolo e cominciò a mangiare la zuppa ancora calda. Lisa invece aveva trovato del tabacco, si sdraiò sul divano e cominciò a rotolarsi una sigaretta.

“Non possiamo lasciare testimoni” osservò Pancrazio.

“Cosa ne facciamo di loro?” chiese lo Smilzo, attaccando il secondo piatto di zuppa.

“Quando un fascista si mette di mezzo, lo facciamo fuori, senza troppi pensieri.”

“In questo modo potremmo inimicarci la popolazione borghese” obiettò Lisa, accendendosi la sigaretta.

“I borghesi sono nemici del popolo, e come tali vanno trattati. Vanno eliminati a singoli gruppi, sino a spazzarli via tutti quanti come classe.”

“A morte tutti i borghesi, viva il comunismo!” disse lo Smilzo.

Lisa scrollò le spalle, “fate quello che dovete fare”.

Pancrazio annuì, avvicinò il coltello militare alla gola della quindicenne e lo passò da parte a parte. La poveretta spruzzò sangue dal collo squartato per alcuni minuti, contorcendosi in modo atroce.

Pancrazio osservò la scena con distacco, sedendosi vicino allo Smilzo. Prese un fiasco di buon vino piacentino, ne tracannò diverse golate, poi, quando fu sicuro che la ragazzina era morta, abusò del cadavere finché era ancora caldo.

Agnese era stata legata al letto ed il Bomba, che l’aveva stuprata per ultimo, prima di andarsene le infilò in bocca una bomba a mano.

La testa di Agnese esplose in mille pezzi mentre la banda comunista si allontanava con la refurtiva: un fiasco di vino rosso, 15 ml di morfina e 200 grammi di farina gialla.

I fatti narrati sono di pura fantasia, ogni riferimento a persone o fatti reali o a crimini realmente accaduti è del tutto casuale e non voluto.

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Fab McCraw ha votato il racconto

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Clarissa Kirk ha votato il racconto

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Gabry1978 ha votato il racconto

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Ciro Daniel ha votato il racconto

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Cruda realtà? Horror?... un pò di tuttoSegnala il commento

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Mauro ha votato il racconto

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Tella ha votato il racconto

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Ti Maddog ha votato il racconto

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Federico D. Fellini ha votato il racconto

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Sara Deponti ha votato il racconto

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Cuordilegno ha votato il racconto

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Più che horror è storia. Nei partigiani si nascondevano persone sadiche e crudeli come nelle file fasciste e naziste. Uno stronzo è uno stronzo, indipendentemente dalla bandiera. A parte questo: ne avrei letto ancora volentieri!Segnala il commento

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Violeta ha votato il racconto

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Barbara ha votato il racconto

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Franco 58 ha votato il racconto

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Magari fosse horror: si è no inutilmente splatter, con scene di violenza decontestualizzate Dalla narrazione, che non le giustificaSegnala il commento

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DONATO ROSSO ha votato il racconto

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MauriRobi ha votato il racconto

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Non è male come racconto ma secondo me è poco adatto alla categoria horror.Segnala il commento

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Etis ha votato il racconto

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Davide Marchese ha votato il racconto

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di Anonimo Piacentino

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