Small cover.png?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccountZoom cover

Fantastico

Carico a mille

Di Lorenzo V - Editato da Il fantasma di John Keats (ubriaco)
Pubblicato il 02/05/2020

Il fantasma di John Keats sta venendo a bastonarmi :) Ispirato anche dal deludente romanzo FranKissstein di Jeanette Wintersson che non vi consiglio. Ma l'ho fatto a modo mio, davvero.

83 Visualizzazioni
39 Voti

Io mi sento carico, sai, carico a mille, faccio scintille, mi hanno attaccato alla presa di corrente, sotto l’acqua bollente. Faccio scintille, carico a mille.


Se mi vedete non spaventatevi. Mi hanno progettato così, con dei buchi sulla pelle grossi come acini d’uva, per tutto il corpo, sono buchi italiani, in doppia e tripla fila, senza biglietto, sempre, e non ci trovo soldi mai. Hanno i bordi neri e blu, atalantini, pezzi di merda, i miei buchi, tane per merda, direbbe Jean, ma non è qui. C’ho dei buchetti sugli avambracci, sui retrobracci, sulle cosce e sulla testa, una cresta di buchini tutti in fila, fratellini. E su ogni buchetto il mio papà, che opera nell’albero dell’energia perché un ramo solo per lui è troppo poco, il mio papà dicevo, mi ci ha avvitato una lampadina bella forte, così che sembra che ho la scarlattina o il morbillo, ma non mi da fastidio, nono. Mi fa sentire, sentire tutto, diciamolo insieme:

carico a mille.

Non porto le maniche lunghe. Mi danno fastidio. Neanche le giacche riesco a soffrire. Ho solo i pantaloni di un completo grigio e una canottiera bianca tutta bucata, per far passare le mie belle lampadine. E poi c’ho una roba che mi esce dal fondo della schiena, tutta nera e attorcigliata che finisce con tre punte, che quando la infilo in un buco, ma non uno qualsiasi, uno speciale, mi fa stare tanto bene. Bene a mille. Mi hanno fatto proprio bene, in questo modo o in questo mondo.


Perché devo essere sempre carico a mille? Be’, perché io faccio l’assistente, l’assistente personale del mio inventore, che è uno che di buono nella vita, lo dico invero, ha fatto soltanto me. Non è che sono il suo albero di Natale parlante, anche se in un certo periodo dell’anno mi mette le lampadine rosse verdi e blu e mi obbliga a cantare, ma quello che io faccio davvero, è custodire le sue idee. Ce ne sta una in ogni lampadina che mi avvita addosso, una in ogni buco, dove trova l’alimentazione giusta, così che io, di solito proprio quando sto per andare a letto, sento il bisogno di disegnare e costruire gli aggeggi più strani, ma si sa che le idee vengono proprio quando stai per andare a dormire. Il risultato è che devo stare in carica per un sacco di tempo, attaccato alla presa sul muro a disegnare su un blocco lungo quasi un metro in ogni dettaglio il nuovo progetto. Ah, mi chiamo Watter, se non l’ho detto prima. Mi chiamo così perche ho un aspetto di merda e vado a corrente alternata.


Per farvi un esempio del perché io faccia da pozzo delle idee strampalate, è bene che vi parli del mio padrone. Egli è una MENTE ECCELSA, UN ANIMO PURO E BUONO, CARITATEVOLE E DI ASPETTO ECCEZIONALMENTE BELLO! Di conseguenza, è naturale che debba concentrarsi su cose più importanti del lavoro. Se n’è andato? Bene, allora, è solo un coglione che appena ha un’idea buona, se la dimentica subito, quindi la soffia in una lampadina e me la avvita addosso perché io possa svilupparla e lui possa passare il resto della giornata a leggere i manga. Ma non mi lamento certo, c’è chi se la passa peggio di me. Prendiamo Katy. Katy era la bambola di sua sorella tanti anni fa, prima che incontrasse il caro Edgardo. Adesso consola sempre il suo proprietario, ma in un modo diverso. Se succedesse a me, credo che lo fulminerei all’istante. Le ha messo un motore elettrico dentro che la fa vibrare, e fa un casino che non mi lascia pensare, è da un po’ che i miei progetti vanno a rilento, mi distraggo. Almeno avesse un ritmo costante...


Quando mi va suonicchio la chitarra elettrica che mi sono costruito in due settimane. Mi basta attaccarmela sulla lampadina giù alla base del collo, inserire la spina che ho più in basso, ed ecco che Duane Eddy che ha ottantadue anni torna alla ribalta. Mi piace tanto Duane Eddy. Fa scintille.


Mi da fastidio la maglietta, l’ho lasciata sulla sedia. Che è da un po’ che il vecchio Edgardo ha ripreso a dirmi di inventare cose strane, non lo vedo mai in casa, se non a tarda notte, ed ha sempre su un profumo che io trovo molto strano. E mi chiede molte cose nuove, che io faccio, un completo, una macchina rossa, ed una mappa piena di punti strani, che non so se è legale per davvero come dice lui. Mi sa che c’ha una morosa e si vergogna a dirmelo, ma mi chiedo chi possa essere. Le poche volte che esce di casa, lo fa con me, quando dobbiamo prendere la macchina e andare ai convegni di elettrotecnica. Guido sempre io, certo, lui non è tanto capace.


Adesso me la ricordo, era lì davanti a noi la settimana scorsa! Era quella tipa con i capelli raccolti in sette trecce bionde che aderivano alla testa, come le scie di una cometa che si diramavano qua e là. Ma certo! Si era avvicinata tantissimo quando al convegno, abbiamo parlato delle possibilità galvaniche per ovviare ai problemi di fertilità, sulla base di uno studio del 1818, ripetutosi con successo anche nel 1831. Se un corpo percorso da una corrente elettrica mostrava degli spasmi motori involontari, non c’era motivo per cui anche degli spermatozoi morti o raffermi di uomini poco virili non potessero essere tonificati e vincere ancora con un semplice dispositivo a molletta da applicare al momento propizio. Questa idea l’avevo sviluppata io dopo che Edgardo si era attardato a vedere una replica di Frankenstein Junior, ma devo dire che lui sapeva spiegarla molto meglio di me. Ed era per ascoltare la sua esposizione, che quella giovane donna si era spostata in prima fila. Poi si era spostata in macchina, e poi sul letto di casa. Com’è bella, avevo pensato subito, prima che Edgardo la coprisse con la sua figura. Ci avevo messo mezz’ora per smettere di lampeggiare come un’insegna di luna park, andavo a ritmo con loro, che non si erano accorti che li stavo guardando da dietro la porta, neanche quando mi sono scoppiate due lampadine per lo sforzo. Le ho cambiate da solo, che ci arrivavo proprio bene con le mani in quel punto così bello. Ne ho montata una ecologica, che è più lunga e fa più luce. Ci metterò l’idea che voglio io, non avrà quel posto. Mai. Stasera non ho neanche bisogno di inserire la spina. Vado a tempo, come un orologio carico. Carico a mille.


L’indomani mi rialzo dal pavimento che sono tutto indolenzito. Mi trascino verso il frigorifero e mi verso una birra nella tazza da tè grande. Fa tanta schiuma e casca fuori sul pavimento, mi manda i brivibibidi dai piedi ai capelli, e mi si rizza tutto il pelo. Lampeggio ad ogni sorso, così tanto che devo togliere un po’ di lampadine. Le raccolgo tutte nella ciotola che c’è sul tavolo, e una cade a terra. Mentre la inseguo cercando di impedirle di infrangersi da qualche parte batto la testa contro la porta della camera da letto chiusa, ma ora non più. Lei è lì girata su un fianco, lui dalla parte opposta, si danno la schiena e non si toccano. Solo lei è nuda, e ha gli occhi aperti verso di me. La sua bocca si distende e la pelle si assottiglia. Quasi le vedo le vene di sotto, una mappa sotterranea con la fonte di calore. Come me. Con un dito, mi fa cenno di accostarmi, e io lampeggio, ho paura, e se si sveglia che facciamo? Però mi guarda proprio, che sospiri, non resisto, e io mi sento carico carico carico, capito? E mi abbraccia, mi strizza tanto che mi escono tutti i bulbi che ho sul corpo, e se si rompono? Santo cielo, sento caldo e mi sbottono i pantaloni, ma prima attacco la spina alla ciabatta che c’è sotto il comodino, mica voglio scaricarmi dopo due minuti come fa Edgardo.


Sento caldo e porto luce sotto le coperte, mentre l’altro ronfa verso destra e non si accorge di niente. Se mi giro di spalle posso veder le nostre sagome di traverso la lana, che brilla come fulminata, tutti i peli su per aria come i miei, che mi si sono scoperti e c’ho un po’ paura, non è che in realtà sono di rame e ci prende un folgorone? Tutto questo mi rende incandescente, anche perché la spina è ancora dentro e io non ricordo bene se Edgardo aveva fatto o meno alzare il voltaggio dell’impianto che gli serviva credo per un esperimento. Fattostà che in breve, qui fa molto caldo, e la coperta la lanciamo contro la finestra, e questo fa un po’ di rumore e il vecchio si muove, io perdo l’equilibrio e mi spavento, mi sale la pressione, e vado a fuoco, vado a fuoco, per davvero, sono in corto, la spina si è fusa con la presa e non posso uscirne, troppo caldo troppo caldo esplodo! E invece no, non sono io che esplodo, ma è lei che urla che la sto bruciando, ed è vero e non me ne ero accorto, cerco di allontanarmi ma sono bloccato, tremo, ho le convulsioni io mi sento carico,carico, cazzo! Ci sono dei germi verdi e viola a forma di girino e piovra che mi volano davanti. C’è anche un cavalluccio marino, un cactus e un albero di Natale, ma questa è un’altra storia, almeno credo. Un paio di scossoni, tre scintille. Troppa lacca. Lo dicevo io che sentivo un odore strano, e scappo subito fuori dalla finestra. Dentro la stanza, invece, la povera donna di cui non so nemmeno il nome urla e si agita, si dimena e saltella per la stanza. Ha la pelle che va in fiamme, un cortocircuito per colpa mia ed è come un fuoco d’artificio, colle scintille che le entrano negli occhi fino a farglieli colare giù lungo le guance, lacrime bianche come colla e i capelli come la cima di candela, una candela che urla e balla nella notte senza stelle. E io non riesco neanche a ricordare che razza di idea mi era venuta in mente in quel momento, ma doveva essere particolarmente forte, ed è un peccato. Forse, se non avesse urlato così tanto non mi sarei distratto e me la sarei avvitata meglio nella pelle, o l’avrei trascritta. Non ho quasi più posto per le lampadine addosso.


Mentre sono qua fuori in giardino, mi sono fermato a guardare l’ombra che proietto, che devo dire è proprio bella. Ancora non so quanto potrà durare, perché la spina che mi dava corrente è rimasta in camera, e io ho solo un pezzo marrone sfilacciato e brutto che mi esce dal culo ma non sporca ve lo giuro. Ma poi mi sono sentito l’asfalto sulle labbra ed era il mio papà che mi carezzava a pugni chiusi e diceva cose brutte. Intanto, piano piano, mi spegnevo tutto, e c’eran delle voci lì nell’aria che non mi lasciavano in pace, gridavano, imprecavano, non avevo potuto fermarle dal disperdersi nell’aria come il polline d’estate, che mi stavo scaricando e le lampadine si frangevano. Io non l’ho fatto apposta a dare fuoco a quella donna, se non poteva reggermi doveva dirlo subito, ma invece è andata avanti ugualmente, e questo Edgardo non lo vuole sentir dire, e mi prende a botte in testa. Dopo un po’ si stanca e se ne va, che è sempre stato un rammollito e mai ha avuto le palle di far qualcosa, ma intanto mi ha rotto tutte le lampadine e son rimasto al buio.


Ho ammucchiato i cocci in un angolo, spero qualcuno li raccolga. Ho tanto freddo, e non vedo un accidente. Sono abituato ai posti illuminati, sapete, e indovinate un po’, non ho la minima idea di cosa fare, dove andare... mi prude la testa, mi gratto ed ecco il mio sangue, prendete e bevetene tutti, e non è una zanzara quella che si posa sul mio palmo per lasciarsi ubriacare di me. È parte di me. Una nuova parte di me, certo, innovazione, rinnovabile, più sana, la mia medicina per il buio. Gli inglesi la chiamano mosca di fuoco. Suona molto meglio, vero? È certo meglio delle mie lampadine, ha appena chiamato le sue amiche da molto lontano, mi stanno aiutando, si insediano nei buchi che ho sulle braccia dove c’erano i bulbi di vetro. Lampeggiano di tanti colori, le lucciole, cantano a ritmo col vento e le foglie che si svegliano. E mi parlano, bisbigliano cose, mi divertono e consolano. Hanno in mente un modo per fargliela pagare, a Edgardo. Mi piace il piano, mi piace. È una bella serata, e sono carico a mille.


Tenera è la notte, e la luna regina forse è sul trono, nel cerchio delle sue fate stelle, ma non c’è luce qui, c’è solo quella brezza che soffia dal cielo e si disperde per vie tortuose e buie tra i fili d’erba. (John Keats)

Logo
11922 battute
Condividi

Ti è piaciuto questo racconto? Registrati e votalo!

Vota il racconto
Totale dei voti dei lettori (39 voti)
Esordiente
32
Scrittore
7
Autore
0
Scuola
0
Belleville
0

Commenti degli utenti

Large default

Filippo Hanemann ha votato il racconto

Esordiente
Large altro mondo.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Clarissa Kirk ha votato il racconto

Esordiente
Large whatsapp image 2020 06 15 at 11.57.46.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Adriana Giotti ha votato il racconto

Esordiente

Di solito non amo questo genere di racconti, ma tu mi hai inchiodato alla poltrona con il tuo stile fantastico.Segnala il commento

Large fb img 1591363152748.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Mauro Bertoli ha votato il racconto

Esordiente
Large untitled.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Otorongo ha votato il racconto

Esordiente
Editor

Decisamente non è il mio genere .Segnala il commento

Large ....jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

ipa ha votato il racconto

Esordiente
Large ezzz 101133975 10219956522376982 9067593985345716224 o.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Ezio Falcomer ha votato il racconto

Scrittore
Large img 1371.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Federico D. Fellini ha votato il racconto

Scrittore
Large 13724122 10210173549917678 1366436456036828194 o.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

lucidamente ha votato il racconto

Esordiente
Large ca04ca8a 66b4 434e 8acd 0fdd3095f1aa.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

Scrittore

Anche se il personaggio è diverso, mi ha ricordato Edward “mani di forbice”. Il finale è liberatorio, piaciuto.Segnala il commento

Large 57422000 1113174488867030 3168300136199618560 n.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Sonia Jurlina ha votato il racconto

Esordiente
Large default

esteban espiga ha votato il racconto

Scrittore
Editor

che tristezza. scrittura di altissimo livello, ma non mi aspetto altro da te. straziante quel Pinocchio elettrico trafitto come un San Sebastiano da tante piccole lampadine Edy scoccate da Geppetto Pitagorico.Segnala il commento

Large img 20201104 wa0000.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Howl ha votato il racconto

Scrittore

Dirompente. Che stile!Segnala il commento

Large default

Anonimo Piacentino ha votato il racconto

Esordiente
Aoh14gjrmag78hkjcqoaqnabg2burrwlxqbfnbsubad36q=s50?sz=200

Graograman ha votato il racconto

Scrittore

Ottimo lavoro!Segnala il commento

Large foto0001.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Urbano Briganti ha votato il racconto

Esordiente

Nobile citazione, sorprendente incipit a descrizione, che soltanto per questo meriterebbe plauso assoluto e massimo dei voti. Poi c'è creatività, estro, visionarietà, ironica ispirazione, immensa e vivida immaginazioneSegnala il commento

Large img 1919.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

blu ha votato il racconto

Esordiente
Large forrestgump.png?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Jean per Jean ha votato il racconto

Scrittore

Grazie per la citazione.Segnala il commento

Large default

Anonimo ha votato il racconto

Scrittore

Sono senza parole :-) Segnala il commento

Large 20200824 184010.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Lerio ha votato il racconto

Esordiente

Mi ricorda HAL di 'Odissea nello spazio' e la sua ribellione. Profetico, in parte è già così, di questi tempi in cui dobbiamo delegare tutto, ogni idea si traduce in uno schermo al led. Potente.Segnala il commento

Large 20190901 154005.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Il Verte ha votato il racconto

Scrittore
Large  20201009 113122.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

mariorima ha votato il racconto

Esordiente
Large salvador.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Graziano ha votato il racconto

Esordiente
Large img 7158.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Major Tom ha votato il racconto

Esordiente
Large img1.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

palu ha votato il racconto

Esordiente

Mi è piaciuto molto. La trasfigurazione proposta del personaggio, a mio avviso, si porta dentro un'emozione ben conosciuta: quella di vivere all'ombra di qualcuno o qualcosa, l'urgenza di avere uno spazio proprio, ma non sapere bene quale sia, o come entrarci... il tutto condito con il tuo linguaggio, un'espressione di te che credo emerga genuina Segnala il commento

Large img 20200820 wa0039 2.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

paroleemusica ha votato il racconto

Esordiente

Un ritmo da montagne russe.Segnala il commento

Large 7798ce85dc1bfd3dfebf2bb32e6862b7 avatar 200x200.png?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Messina Giuseppe ha votato il racconto

Esordiente
Large 20200907 082706.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente
Large picsart 05 10 09.09.19.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Giranda ha votato il racconto

Esordiente
Large dada.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore
Large img 2435.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Barbara ha votato il racconto

Esordiente
Picture?width=200&height=200&s=200&type=square&redirect=true

Simonetta Gallucci ha votato il racconto

Esordiente
Large img 20190103 150448.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Lisa M. ha votato il racconto

Scrittore
Large images.jpeg.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Violeta ha votato il racconto

Esordiente
Large whatsapp image 2020 03 19 at 18.06.27.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

Straniante (si può dire?), ma bello. Anche divertente.Segnala il commento

Large 20200316 014434.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Sofia Nebez ha votato il racconto

Esordiente
Large img 1431.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Paolo Sbolgi ha votato il racconto

Scrittore

Bravissimo, un racconto davvero elettrico, sincopato, dal ritmo rapSegnala il commento

Large 0f0b7462 96be 4e97 a613 bebcd14c473c.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Ondine ha votato il racconto

Esordiente
Large img 20200326 wa0003.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Helena ha votato il racconto

Esordiente
Large garry stretch of circus of horrors .jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

di Lorenzo V

Scrittore
Editor
Bellevilletypee logo typee typee
Bellevillemilano logo typee
Bellevilleonline logo typee
Bellevillefree logo typee
Bellevillework logo typee
Bellevillenews logo typee