Cartolina

Il mio postino non ci voleva credere. Adriano mi ha detto “questa cosa è proprio per lei” Aveva un’ espressione sorpresa. “Non è la solita bolletta da pagare o la pubblicità del supermercato” ha aggiunto. E’ un’altra cosa, tutta un’altra storia. Me l’ ha consegnata con delicata tenerezza come se fosse un plico fragile riemerso dalla notte dei tempi.

Fabrizio ma cosa ti è venuto in mente ho chiesto oggi all’amico che me l’aveva spedita, oggi che è passato a trovarmi. Mi ha risposto che voleva stupirmi con qualcosa dal sapore antico . Una scelta un po' retrò . “Paola che l’ha firmata con me era scandalizzata all' idea e ha detto che queste cose non si fanno più, non ci sono più nemmeno i francobolli e forse nemmeno le buche delle lettere. Ma io non mi sono arreso. Sono entrato da un tabaccaio, ero a Sanremo e ho scelto quello davanti all'Ariston dove ogni anno si celebra la grande kermesse del Festival di Sanremo. Paola è rimasta fuori perché si vergognava di fare una richiesta così”

Il racconto prosegue divertito. “ Mi dia un francobollo ho detto alla gestora con aria decisa. Ma scusi quanto costa un francobollo? Novanta centesimi? Urca come è aumentato. Mi sono astenuto da altri commenti inopportun, tanto irreale mi appariva l’ambiente e la situazione. Ho allungato la monetina nel palmo della mano della signora. Volevo rinunciare ma era tardi. Ho visto che la moneta spariva nel cassetto e mi sono convinto che questa era la cosa giusta da fare”.

Si perché nel terzo millennio si mandano solo selfie, foto digitali o messaggi sui social. Chi più pensa alle cartoline? Evviva invece dice ancora Fabrizio, evviva le cartoline fatte di belle foto, realizzate con cura e con un lungo studio grafico da fotografi professionisti, con i fiori in evidenza e i cuoricini sull'angolo.

“ Mi sono ricordato che a Ventimiglia davanti alla piazza del Municipio c'era uno scrigno rosso che un tempo ingoiava lettere. L’ho raggiunto il giorno seguente. Ho appoggiato la cartolina sul bordo, l’ho fatta scivolare dentro accompagnandola con una preghiera. La cartolina ha fatto “tunz”. Dentro c’era il vuoto. Assoluto. Ho pensato, chissà se passerà qualcuno o il plico sarà destinato a vivere in solitudine per lustri.

Sette giorni dopo la cartolina è arrivata , e insieme a lei sono arrivati anche una manciata di ricordi degli anni ‘70.

Quando mia madre dalla montagna scriveva a casa “qui stiamo tutti bene e il tempo è bello” oppure “i bambini mangiano ma i prezzi sono un po’ alti” e poi arrivava prima lei a casa che il pezzo postale.

Oppure quando si collezionava le cento foto - cartoline inviate dagli amici dagli angoli più sconosciuti del Bel Paese, che era pure un formaggio ma ovviamente non si trattava di quello, e le si raccoglieva con cura. Un elastico verde per tenerle insieme e la rivisitazione amarcord nei mesi successivi.

Durante l’inverno.